
Quando il cielo ti chiederà conto dell’amore
C’è un giorno che ci abita da sempre, anche se facciamo finta di non pensarci. Un giorno in cui il cielo si aprirà e la verità non avrà più bisogno di sussurri. Entra con me nella Cappella Sistina. Guarda in alto. Corpi che salgono come trascinati da una forza invisibile. Altri che scivolano verso il basso, aggrappati all’aria. E al centro Cristo. Non distante. Non freddo. Ma vivo. Potente. Luminoso. È il Giudizio Universale. Eppure oggi voglio raccontartelo in modo diverso.
Il mio decisamente in(solito) commento a:
“Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Matteo 25,31-46).
Perché noi siamo nati per brillare. “Voi siete la luce del mondo” (Matteo 5,14). Non una luce qualsiasi. Una luce che viene da Lui. Una scintilla eterna accesa dentro di te. Dentro di me.
Ci sarà un giorno – non sappiamo quando – in cui Gesù non camminerà più accanto a noi come ora. Ma non sarà un addio. Non sarà distanza. San Paolo ci consegna un’immagine vertiginosa: Dio sarà tutto in tutti (cfr. 1Corinzi 15,28). Hai capito cosa significa?
Che quella scintilla che porti dentro non è un’illusione poetica. È un frammento di eternità. Un riflesso del Big Bang d’amore da cui tutto è nato. Sì, lo sai, torno spesso su questa immagine: non un’esplosione cieca, ma un’esplosione d’Amore. Da quell’Amore è nata la materia. Da quell’Amore sei nato tu. E quella fiamma che senti ardere, anche quando è coperta dalla cenere degli errori, è memoria di casa.
Plotino parlava dell’anima come scintilla divina. Sant’Agostino confessava che il cuore è inquieto finché non riposa in Dio. E io ti dico: quella inquietudine che senti quando ami a metà, quando trattieni, quando passi oltre… è nostalgia di fuoco. E qui il Vangelo diventa sconvolgente.
Perché il Giudizio non sarà un tribunale freddo. Sarà una rivelazione di luce. Avevo fame. Avevo sete. Ero straniero. Nudo. Malato. In carcere.
Non ti verrà chiesto se hai brillato di successo. Ti verrà chiesto se hai brillato d’amore.
Ogni volta che hai acceso una lampada nella notte di qualcuno, la tua scintilla si è avvicinata al fuoco. Ogni volta che hai rifiutato, la cenere si è fatta più spessa. Ma la fiamma… la fiamma non si spegne.
Guarda la storia. Disma, il buon ladrone, ha brillato nell’ultimo istante. Zaccheo ha cambiato traiettoria appena ha incontrato uno sguardo. Il figlio prodigo è tornato sporco, ma acceso di desiderio. La Samaritana ha scoperto che la sete più profonda aveva un nome.
Perché l’anima vuole tornare al fuoco. E allora capisci cosa significa “Dio sarà tutto in tutti”? Significa che il Paradiso non è un luogo lontano. È la riunione delle scintille. È il fuoco che non brucia ma illumina. È quell’immagine dell’Apocalisse: un fiume limpido, un albero che guarisce le nazioni, una città senza notte perché il Signore la illumina.
Vuoi entrarci? La chiave è sorprendentemente semplice. Non è nascosta in formule segrete. È nelle mani che tendi. Nei passi che fai verso chi è più piccolo. Perché tutto quello che fai a lui, lo fai a Cristo.
E qui lascia che il ritmo cambi. Che diventi più urgente: non ignorarlo. Non voltarti. Non spegnere la luce. Perché ogni volto è un frammento di Dio. Ogni povero è un altare. Ogni incontro è eternità che bussa.
Noi siamo nati per brillare. Non di luce nostra. Ma della Sua. E si brilla davvero solo insieme. Con Lui. E con il nostro prossimo. Il comandamento più grande regge l’universo intero: ama Dio. Ama il prossimo. È lo stesso gesto. È la stessa fiamma!
E ora lascia che ti dica la cosa più bella: il Giudizio non è la fine. È il compimento. È il momento in cui scopriremo che ogni atto d’amore, anche il più piccolo, era custodito nell’infinito. Che nessuna lacrima era inutile. Che nessun gesto era sprecato. Scintille che tornano al Fuoco. Luce che rientra nella Luce. Amore che rientra nell’Amore.
Non sprecare la luce che Dio ti ha donato. Anche se ti sembra debole. Anche se pensi di averla coperta di errori. Soffia via la cenere. Rialzati! Ama ancora!
Perché il cielo non si aprirà per condannare la tua fragilità. Si aprirà per accogliere la tua luce. E quando finalmente Dio sarà tutto in tutti, scopriremo che stavamo già camminando verso casa ogni volta che abbiamo scelto di amare.
Brilla! Brilla adesso! Brilla per sempre! #Santanotte
Alessandro Ginotta

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