• La Buona Parola - il blog di Alessandro Ginotta
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Quando Dio lavora mentre dormiamo

Quando Dio lavora mentre dormiamo

Continua a seminare, anche quando sei stanco. Continua a credere, anche quando ti sembra inutile. Continua a sperare, anche quando il cielo resta muto. Perché Dio è all’opera proprio lì dove tu vedi solo terra smossa

Il mio in(solito) commento a:
«L’uomo getta il seme e dorme; il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa» (Mc 4,26-34)

Prova a immaginare questo: una manciata di semi tra le dita, la terra scura davanti, il silenzio intorno. Un gesto semplice. Quasi banale. Eppure, dentro quel gesto minuscolo, c’è già nascosto un miracolo. Gesù ci porta lì. In quel campo. Ci prende per mano e ci sussurra: guarda bene… perché è così che nasce il Regno di Dio.

Noi vorremmo tutto e subito. Risposte rapide. Frutti immediati. Segni evidenti. E invece il Vangelo ci educa alla lentezza, alla fiducia, all’attesa. Ci dice che il seme cresce mentre dormiamo, quando abbassiamo le difese, quando smettiamo di controllare, quando accettiamo di non sapere. Perché crescere, davvero, significa affidarsi.

Quante volte, guardando la nostra vita, abbiamo la sensazione di essere fermi? Di aver seminato tanto senza raccogliere nulla? Preghiere che sembrano cadere nel vuoto. Scelte coraggiose che non portano i risultati sperati. Amori donati senza ritorno. Mani tese rimaste sospese nell’aria.

E allora nasce quella domanda silenziosa, che pesa come una pietra sul petto: “Sto sbagliando tutto?”. No.
Forse stai solo seminando nel buio. E il buio, lo sappiamo, non è la fine della luce: è il suo grembo.

Sotto la terra, dove i nostri occhi non arrivano, Dio lavora. Con pazienza infinita. Con una delicatezza che commuove. Scioglie zolle dure, accarezza ferite, apre varchi nella roccia. Trasforma le lacrime in radici, le paure in linfa, le attese in germogli.

Il seme non si lamenta del tempo che passa. Non si chiede quando. Non pretende come. Si lascia fare. Si lascia spaccare. Si lascia seppellire. Perché solo così può rinascere.

E allora ti chiedo: di che cosa hai paura a fidarti? Forse temi che i tuoi piccoli gesti siano inutili. Forse pensi di essere troppo fragile per cambiare qualcosa. Forse ti senti un granello perso in mezzo al deserto. Ma è proprio così che Dio ama cominciare: dal quasi nulla.

Un seme di senape. Un gesto nascosto. Un sì sussurrato. Una carezza data senza clamore. Un perdono concesso tra le lacrime. Una speranza tenuta viva per ostinazione. Nulla va perduto. Nulla. Ogni seme è custodito. Ogni passo è contato. Ogni atto d’amore lascia una traccia eterna.

Continua a seminare, anche quando sei stanco. Continua a credere, anche quando ti sembra inutile. Continua a sperare, anche quando il cielo resta muto. Perché Dio è all’opera proprio lì dove tu vedi solo terra smossa.

E un giorno, senza nemmeno accorgertene, scoprirai che dentro le tue notti più scure stava nascendo una foresta di luce. Non avere fretta. Non avere paura. Non smettere di amare. Il seme sta già germogliando. Dentro di te #Santanotte

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “Cristo Risorto”, di Niccolò Betti, 1575, tempera su tavola, 45×60 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze

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