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Perché mi dovrei convertire?

Perché mi dovrei convertire?

Perché mi dovrei convertire? Io sono già cristiano!”. Quante volte mi è stata rivolta questa domanda! Eppure non c’è nulla di più sbagliato! Te lo spiego (anzi, te lo spiega Gesù) nel mio

in(solito) commento a:
Se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio (Giovanni 3,1-8)

Quello che la Liturgia ci propone per oggi è un brano di Vangelo molto breve, ma estremamente intenso e molto citato. Due sono gli elementi fondamentali: la presenza di Nicodemo, amico di Gesù (te lo presenterò meglio nel commento di domani che si soffermerà sui versetti successivi a quelli che leggiamo ora) ed un versetto iconico sullo Spirito Santo: «Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito» (v. 8). È proprio questo il passo che spesso semplifichiamo così: “lo Spirito Santo soffia dove vuole”. Ma c’è un terzo “protagonista” che, ad una lettura veloce, rischia di passare inosservato: la conversione.

E Gesù ce la spiega, o meglio, la spiega all’amico Nicodemo che, sgattaiolando nel buio, per non farsi scoprire dagli altri farisei, entra di nascosto nella casa di Gesù per conversare con lui. Ed è proprio in uno di questi dialoghi notturni che Cristo ci offre la miglior risposta alla domanda: perché mi devo convertire?

Capiamo così che convertirsi non vuol solo dire (come erroneamente pensano in molti) passare da una religione all’altra, oh no! La conversione più vera e più seria la operiamo dentro di noi, entrando in connessione più intima con Dio. Per convertirci dobbiamo riconoscere di aver sbagliato e venire spinti dalla ferma volontà di cambiare, di migliorarci. Ecco la conversione: un cambiare rotta. Lo dice la stessa etimologia del termine: In latino conversio viene da converti se convertere, che potremmo tradurre come “portarsi dall’uno all’altro luogo”, “volgersi verso qualcuno o qualche cosa”, “cambiare direzione” o “strada”. L’enciclopedia Treccani definisce la conversione come: “un mutamento di qualsiasi interna o esterna disposizione dell’uomo, di pensieri, sentimenti, condotta, religione, carattere, ecc.; non mutamento qualsiasi, ma in meglio, naturalmente dal punto di vista di chi parla, e non ordinario, ma insolito dal punto di vista della comune aspettativa”. Dunque la conversione sorprende. La conversione repentina. La conversione produce effetti duraturi ed inequivocabili: la persona cambia, per sempre, migliorandosi, lasciandosi alle spalle errori e peccati, per abbracciare una vita nuova, trasformata, convertita. Gesù lo spiega in queste parole: “«In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».4Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito»” (vv. 3-6).

Convertirsi è rinascere. Qualcosa di molto simile a risorgere. Un mutamento radicale, netto, deciso, forte, immediato. La conversione ci porta forze nuove per affrontare i nostri problemi. Luce nuova nei nostri occhi per vedere le cose da un’altra prospettiva. Voglia nuova di fare, di agire, di metterci in discussione, di adoperarci per qualcosa di utile e importante. E nuova vita. Sì, perché la vita dei nostri giorni, solo orientata a guadagnare e divertirsi, ben lungi dall’essere la vera vita è qualcosa di molto più simile ad una non-vita. Alla morte. È da questa condizione che siamo chiamati a risorgere. È da questa condizione che siamo chiamati a convertirci. Trasformandoci. Migliorandoci. Aprendoci verso il prossimo e chi più ha bisogno. Perdonando anche gli errori e gli sgarbi peggiori. Aprendo il nostro cuore alla sorpresa di un Dio che conversa con noi, anche nel cuore della notte, per offrirci il suo insegnamento, il suo sostegno, la sua consolazione ed il suo perdono.

Sono davvero cristiano? Seguo davvero i principi del Vangelo? Sono capace di perdonare, di amare anche il mio peggior nemico, di aiutare chi soffre, senza pensare solo a me stesso, al mio futuro, al mio lavoro, alla mia carriera, al mio denaro ed al mio divertimento? O al mio aspetto, alla mia forma fisica, al mio apparire? Se la risposta è sì a tutte queste domande, allora non hai bisogno di conversione. Ma, attenzione, perché le risposte devono essere davvero sincere.

#Santanotte. Dio spalanchi le porte del nostro cuore e vi faccia entrare quel vento di rinnovamento che è il soffio dello Spirito Santo, capace di ripulirci, trasformarci, guarirci, migliorarci… salvarci!

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “Cristo porta la Croce” , di Luca Giordano, 1697, olio su tela, 77×71 cm, Museo del Prado, Madrid

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