
Perché Dio non ascolta le mie preghiere?
A volte, diciamocelo con sincerità… noi uomini esageriamo. Pretendiamo tanto. Anzi, troppo. Anche da Dio. Lo vorremmo lì, sotto i riflettori, pronto a stupirci con effetti speciali, luci stroboscopiche, magari qualche fuoco d’artificio in stile Hollywood. Ci aspettiamo un Dio da palcoscenico, capace di farci sgranare gli occhi come davanti a un illusionista. E invece no. Dio non è così! Dio è discrezione. È delicatezza. È presenza silenziosa ma costante. La Sua grandezza non urla: sussurra. Si nasconde nei dettagli. La riconosci nei piccoli gesti, nelle cose semplici, nel quotidiano che troppo spesso diamo per scontato. E chi ha il cuore in ascolto… sa. Lo sente.
Il mio (in)solito commento a:
«A voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato» (Matteo 13, 10-17)
Dimmi la verità: quante volte ti sei detto “Dio non mi ascolta…”? Fermati un attimo. Respira. E adesso capovolgiamo la domanda: tu, sei disposto ad ascoltarlo? Sì, proprio tu. Perché Dio ti parla. E lo fa ogni giorno. Solo che spesso ci aspettiamo una voce tonante dal cielo… invece Dio parla attraverso gli sguardi, le parole, i silenzi, gli incontri. Ma soprattutto: Dio ti parla al cuore. Sempre. Dio ti parla anche se tu ti volti dall’altra parte. Anche se ti allontani. Anche se tu scappi da Lui.
Lo dice anche il Salmo: «Il Signore mi ha dato consiglio, anche di notte il mio cuore mi istruisce» (Sal 16,7). C’è una voce sottile che bussa dentro di te. Che ti guida anche quando fuori tutto tace. Una voce che non si impone, ma ti accompagna.
E poi c’è lo Spirito Santo. È Lui che accende quella scintilla interiore, che ti rende sensibile alla voce di Dio. Quando gli fai spazio, lo Spirito inizia a orientare i tuoi pensieri, i sentimenti, perfino le intenzioni. Ti plasma a immagine del cuore di Dio. E, piano piano, ti porta a fissare lo sguardo interiore su Gesù. E lì… tutto cambia.
Torniamo un attimo a quella nostra pretesa di segni eclatanti. Di miracoli a effetto. Dio non ama le luci della ribalta. Non lo ha mai fatto. Ti ricordi Elia, sul monte Oreb? Lui cercava Dio nei venti impetuosi, nel terremoto, nel fuoco… ma Dio non era lì. Poi venne il silenzio. E dentro quel silenzio… un mormorio leggero. Un soffio. Una carezza. Ed Elia capì: Dio era proprio lì, in quella brezza sottile che gli accarezzava il volto (cfr. 1Re 19, 9.11-13).
Dio non viene a spaventarti. Viene per salvarti. Non ti travolge: ti abbraccia. È quel respiro che torna quando la vita ti soffoca. È la mano che ti solleva quando stai sprofondando. È la carezza che non chiede nulla, se non che tu ti fidi. Fidati di Lui, anche quando il cielo si fa nero, anche quando tutto trema sotto i piedi.
Fidati anche quando non senti la sua voce. Perché Dio continua a parlarti. Sempre. Anche adesso. Proprio qui tra queste righe. Ascoltalo. Fai silenzio dentro di te. E quella piccola fiammella che Lui ha acceso nel tuo cuore… brillerà ancora. Custodiscila, quella luce. È un dono. È Dio. È amore che ti attraversa e ti guida. E sì, illuminerà la strada anche a chi, magari per caso, incrocerà il tuo passo #Santanotte
Alessandro Ginotta

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