
Non restare fermo: segui la stella
Oggi ti porto in un luogo che non trovi sulle mappe. Un luogo che si raggiunge solo alzando gli occhi. Non servono valigie, né coordinate precise: basta lasciarsi attirare. Cammineremo dietro a una stella. E, passo dopo passo, lungo il sentiero incontreremo un uomo silenzioso e decisivo: Giuseppe. Non parlerà molto. Ma sarà lui ad aprirci la porta di un incontro capace di cambiare tutto.
Il mio decisamente in(solito) commento a:
Siamo venuti dall’Oriente per adorare il re (Matteo 2,1-12)
I Magi sono una crepa negli schemi religiosi. Sono re, eppure non cercano potere. Sono sapienti, ma non si sentono arrivati. Sono ricchi, ma scelgono di partire. Non vengono per prendere. Vengono per adorare. E questo, già da solo, dice l’essenziale.
Mentre Erode difende il trono con la paura e con il sangue, loro cercano Dio con il cuore spalancato. Mentre scribi e farisei sanno tutto, ma restano immobili, questi uomini si alzano e camminano. Perché la fede, quando è vera, non ti lascia fermo. Ti mette in viaggio. Sempre.
Del resto, di loro il Vangelo dice pochissimo. Ed è proprio questo silenzio a renderli affascinanti. Attorno ai Magi si è raccolta una tradizione fatta di racconti nascosti, apocrifi: testi che la Chiesa ha custodito con prudenza, senza sostituire il Vangelo, ma affiancandolo. Come una luce laterale: non abbaglia, non impone, ma suggerisce. E ti invita a guardare meglio.
Ora fermati un istante. Immagina la scena. Giuseppe osserva quei volti stranieri. Nota gli abiti insoliti, la pelle scura, il passo lento di chi ha attraversato deserti interiori prima ancora che geografici. È come se i suoi occhi dicessero: «Chi siete? Perché siete qui?». E la risposta lo spiazza: siamo venuti per la salvezza di tutti.
Che parole immense. Non “per noi”. Per tutti.
La stella li ha guidati. Non una luce qualsiasi. Una presenza viva. Una compagnia fedele. Una Parola che cammina. Una luce che non si spegne nemmeno di giorno, quando il sole prova a sovrastarla. Perché certe luci non competono: restano. E aspettano.
E ora dimmelo tu, senza fretta: dietro a cosa stai camminando?
Sì, i Magi sbagliano strada. Passano da Erode. Succede anche a te. A volte chiedi indicazioni alla persona sbagliata, affidi le domande più profonde a chi non sa amare. Ma Dio non si scandalizza dei tuoi errori. Li attraversa. E, proprio lì, ti rimette in cammino.
Quando finalmente arrivano, non trovano un palazzo. Trovano un Bambino. Ed è in quel momento che tutto si ricompone. L’oro diventa amore. L’incenso diventa preghiera. La mirra diventa guarigione.
Ora tocca a te.
Alza lo sguardo. Almeno stanotte.
Lascia a terra i pensieri che pesano, le agende che stringono, le paure che ti tengono fermo. Guarda il cielo. Cerca la tua stella. Anche se è piccola. Anche se trema.
Non avere paura di camminare. Non avere paura di sbagliare. Non avere paura di adorare.
Se non perderai di vista la luce, arriverai anche tu. E lo troverai lì, dove forse non guardi mai abbastanza: nel cuore. Quel luogo fragile e vero dove c’è ancora spazio per l’amore.
Che il tuo oro diventi dono.
Che il tuo incenso diventi respiro.
Che la tua mirra lenisca le ferite più segrete.
Buona Epifania.
Che la stella non smetta di guidarti.
#Santanotte
Alessandro Ginotta

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