• La Buona Parola - il blog di Alessandro Ginotta
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Non leggerlo. Diventalo.

Non leggerlo. Diventalo.

È una parola che non accarezza soltanto: incendia. Non consola soltanto: mette in cammino. È una parola che non si lascia addomesticare. E forse, se sei onesto fino in fondo, dentro di te nasce subito una resistenza sottile: Ma io? Davvero io? Con le mie fragilità, con i miei inciampi, con quella fede che a volte vacilla, che a volte si nasconde…

Il mio (in)solito commento a: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo” (Marco 16,9-15)

Eppure è proprio qui il punto. È proprio lì, in quella crepa che ti porti dentro, che il Vangelo trova spazio per entrare. Perché Dio non cerca vite perfette. Cerca vite aperte. Il Vangelo, se lo lasci vivere, non resta una parola letta. Diventa una parola che ti legge dentro. Ti attraversa. Ti scompone. Ti ricompone. E piano piano – senza che tu sappia spiegare come – inizi a cambiare sguardo.

E allora accade qualcosa di incredibile: non sei più tu che cerchi Dio… ma è Dio che comincia a farsi vedere attraverso di te. Sì, proprio così. Anche attraverso i tuoi gesti imperfetti. Perfino con le tue parole semplici. Perché vedi, annunciare il Vangelo non significa parlare di Dio, ma significa lasciare che Dio parli con la tua vita.

Francesco d’Assisi lo aveva intuito con una radicalità disarmante: puoi anche tacere… ma se ami davvero, il Vangelo grida lo stesso. E allora capisci che la vera domanda non è: cosa devo dire? Ma: cosa sto vivendo?

Perché puoi conoscere tutte le parole giuste… e restare vuoto. Oppure puoi avere poche parole… e diventare pieno di luce. E quella luce, prima o poi, trova sempre una strada. Sempre.

Non devi convincere nessuno. Non devi dimostrare nulla. Devi semplicemente fare in modo che la Parola che ti è entrata dentro guidi i tuoi passi, le tue azioni, i tuoi pensieri, in modo tale che la tua stessa vita possa diventare esempio per gli altri. Non servono cose eclatanti, basta saper amare. Basta comportarsi secondo coscienza. E la tua vita diventerà un faro per chi ha dimenticato i valori. Per chi non ha ancora incontrato Dio nella propria vita.

Devi esserlo. Devi lasciarti abitare da quella Presenza che, quando arriva, cambia tutto senza fare rumore… ma non lascia più nulla com’era. E allora sì, vai. Ma non perché “devi”. Vai perché qualcosa dentro di te preme, pulsa, insiste… come una gioia che non riesce più a restare chiusa. Come una luce che non accetta di essere nascosta. Come un fuoco che, se provi a trattenere, ti consuma dentro.

Ma tu hai mai pensato a questo? Gesù è appena risorto, ritrova i suoi apostoli e che cosa fa? Li invita ad andare in tutto il mondo a proclamare il Vangelo. Non si ferma a raccontare com’è risorto. Non rimprovera gli apostoli che lo hanno tradito. No. li manda a proclamare il Vangelo. È la cosa più importante per Lui. E, naturalmente, è la cosa più importante anche per te te. Non puoi stare fermo. Se hai letto questa Parola non puoi trattenerti.

Vai… e lascia tracce di cielo nei gesti più quotidiani. Vai… e semina speranza dove sembra inutile farlo. Vai… e ama, anche quando sembra non servire. Perché ogni volta che scegli di amare… il Vangelo accade. Non si racconta: accade.

E forse non te ne accorgerai subito. Forse non vedrai i frutti. Forse nessuno ti dirà “grazie”. Ma in quel preciso istante… in quel gesto nascosto, in quella parola sussurrata, in quella fedeltà silenziosa… Dio starà passando.

Allora il mondo, anche solo per un attimo, sarà un posto un po’ più luminoso. E tu… senza clamore, senza rumore, sarai diventato casa per il Vangelo. Di più: sarai diventato una pagina vivente di Vangelo. E il Vangelo… finalmente… avrà trovato voce. #Santanotte

Alessandro Ginotta

Cima da Conegliano, incredulità di san Tommaso, 1502-04 ca.

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