
Non fotocopie, ma gente autentica!
Dio non fa copie sbiadite, crea solo capolavori unici. Siamo noi che, col tempo, lasciamo che la polvere della vita oscuri la nostra luce. Riaccendiamola insieme. Ti va?
Il mio (in)solito commento a:
“Perché mi invocate: Signore, Signore! e non fate quello che dico?” (Luca 6,43-49)
San Carlo Acutis avrebbe scritto: “Cercasi persone originali, non fotocopie”. Parole che oggi ci suonano come una sfida. Quante maschere vediamo intorno a noi! Persone che indossano ideali come costumi di carnevale, pronti a cambiarli alla prima occasione. Si preoccupano di apparire impeccabili, dimenticando che la vera bellezza è luce che parte da dentro, che scaturisce dall’anima e dura per sempre.
Lo sai? I tuoi occhi brillano perché dentro di te c’è una scintilla di eternità. Dio stesso l’ha posta nel tuo cuore. Ma a volte quella luce resta imprigionata dietro pareti di dolore, peccato, rancore. Eppure nessuno è privo di scintilla: Dio non fa copie sbiadite, crea solo capolavori unici. Siamo noi che, col tempo, lasciamo che la polvere della vita oscuri la nostra luce.
Mi torna in mente un episodio: anni fa estrassi un foglio inceppato da una fotocopiatrice guasta. Sembrava stampato, ma bastava sfiorarlo per far svanire l’inchiostro. L’immagine non era stata fissata in profondità. Ecco cosa accade quando lasciamo che il Vangelo resti solo in superficie: alle prime difficoltà, il colore svanisce e restiamo fogli bianchi, fragili, senza identità.
Gesù oggi ci racconta di due case: una costruita sulla sabbia e una sulla roccia. La casa sulla sabbia è facile da erigere: niente fondamenta, solo facciata. Può sembrare splendida, ma al primo temporale crolla miseramente: “Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti… e la sua rovina fu grande” (v.27). Così è la vita senza Dio: può sembrare solida, ma alle prime tempeste tutto si sgretola.
Ma se scegliamo di fermarci, ascoltare, scavare nel profondo, allora costruiamo sulla roccia: sulla Parola, sull’amore, sul dono di sé. Una vita fondata su Cristo non crolla mai. Può essere scossa, provata, ferita, ma resta in piedi. Perché Lui è la nostra roccia, il nostro rifugio.
E in quei momenti in cui il buio sembra inghiottirci, queste parole diventano la nostra forza:
“Non temere, perché io sono con te;
non smarrirti, perché io sono il tuo Dio.
Ti rendo forte e ti sostengo con la mia destra vittoriosa” (Isaia 41,10).
E ancora:
“Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla…
Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male,
perché tu sei con me” (Salmo 22).
Sì, il Signore è con te. Sempre. Non sei una copia sbiadita: sei un’opera d’arte pensata da Dio. Smetti di accontentarti della sabbia: scava, costruisci sulla roccia, lascia che la luce dentro di te esploda! #Santanotte
Alessandro Ginotta

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