
Metti il tuo poco nelle mani di Dio… e guarda cosa accade!
Sai qual è la cosa sorprendente dei miracoli? Non accadono mai “per caso”! Accadono quando dentro di te succede qualcosa. Qualcosa di invisibile, che nessuno nota… ma che Dio vede benissimo.
Oggi voglio condurti per mano dentro questo Vangelo, come se ci camminassimo insieme. Tu da una parte, io dall’altra. E Gesù davanti, che ci guida senza forzare nulla. Pronto? Andiamo!
Il mio decisamente in(solito) commento a:
Moltiplicando i pani, Gesù si manifesta profeta (Marco 6,34-44)
Parto con una domanda semplice, ma che spiazza: quante volte hai chiesto qualcosa a Dio… ma senza crederci davvero? Sì, lo so. Anche a me è capitato. Chiediamo, preghiamo, speriamo… ma nel profondo c’è sempre quella vocina tremenda che sussurra: “Non accadrà mai”. “Non sono degno”. “Non cambierà nulla”.
E così, il miracolo resta chiuso, come un fiore che non osa aprirsi. Perché gli manca una cosa: la tua fede. Non quella grande e perfetta. Non quella dei santi. No. La tua. La mia. Imperfetta, graffiata, tremante… ma vera. Attenzione, perché è proprio quella che tocca il cuore di Dio!
Ricordi l’emorroissa? Non aveva nulla da offrire, se non la sua disperazione. Eppure si è fatta largo tra la folla e ha toccato un lembo di mantello.
Ricordi il cieco di Gerico? Tutti lo zittivano. Ma lui gridava ancora più forte.
Ricordi la madre cananea? In ginocchio, supplicava: “Aiutami”.
Una cosa li univa: non si sono fermati.
E Gesù lo ripete come un ritornello che guarisce l’anima: “La tua fede ti ha salvato”. Non “la tua perfezione”. Non “la tua forza”. La tua fede! Quella che nasce quando arrivi al limite e non ti arrendi. Quella che sboccia proprio quando ti sembra impossibile continuare.
E allora eccoci sulla collina, davanti a quella folla immensa. Cinquemila uomini. Affamati. Stanchi. Gli apostoli che si guardano intorno e dicono: “Non abbiamo niente”. Gesù invece chiede: “Quanti pani avete?”.
Nota bene: “Quanti ne avete?” e non “quanti ne mancano?”. Non “quanti ne servono?”. No. Quanti ne avete! Sai perché? Perché Dio non moltiplica ciò che non esiste. Dio moltiplica ciò che gli metti in mano, anche se ti sembra ridicolo.
Cinque pani e due pesci. Cinque! E due pesciolini.
Gesù ci fa capire una cosa enorme, gigantesca: non importa quanto hai — importa a Chi lo affidi.
Lo benedice. Lo spezza. E quello che non bastava diventa sovrabbondanza. Quello che era poco diventa pieno. Quello che era finito diventa eterno. Perché è quando hai poco che Dio ha spazio per fare molto.
È lì che l’incredibile accade: abbonda anche ciò che non c’era! Non solo tutti mangiarono a sazietà… ma avanzarono dodici ceste. Te ne rendi conto? Dodici ceste colme. Una per ogni apostolo dubbioso. Una per ogni paura. Una per ogni momento in cui avresti voluto mollare tutto.
È come se Gesù ti sussurrasse oggi: “Io posso riempire ciò che tu credevi vuoto”. Ed è vero. Lo fa ogni volta che gli consegni il tuo “poco” con fiducia, anche tremando.
Adesso tocca a te. Io non so quale sia il tuo bisogno oggi. Non so quale preghiera ti porti dentro, quale ferita, quale mancanza. Ma una cosa la so bene: il miracolo comincia quando tu scegli di crederci. Non quando tutto è chiaro. Non quando hai le prove. Non quando ti senti forte.
No. Comincia quando, in mezzo al caos del cuore, tu chiedi a Dio: “Aiutami a fidarmi”. E glielo consegni.
E lo lasci fare. E ti fidi anche se non hai ancora visto nulla. Perché la fede è invisibile… ma i suoi frutti sono così reali da riempire ceste intere.
E ora dimmi: quante ceste raccoglierai tu? #Santanotte
Alessandro Ginotta

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