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Che vuol dire che la messe è abbondante ma sono pochi gli operai?

la messe è abbondante ma sono pochi gli operai

Proprio in questo momento Dio ti sta chiedendo di diventare le sue braccia e le sue gambe. Ti sta invogliando ad agire, a mettere a frutto i tuoi talenti, i doni che Egli stesso ti ha elargito

Il mio in(solito) commento a:
La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai (Luca 10,1-9)

Le spighe sono lì che aspettano qualcuno di volenteroso, che non si tiri indietro. Qualcuno che non abbia timore di sporcarsi le mani toccando la terra. Qualcuno che sia pronto a dissotterrare i propri talenti e mettesi in gioco davvero. Qualcuno a cui stia a cuore non soltanto il proprio benessere, ma quello dell’intera umanità. Hai mai notato che quando ti impegni in qualcosa che fa bene agli altri fa stare bene anche te? Lo sanno tanti volontari, che mettono a disposizione il loro tempo e le loro capacità al servizio dei meno fortunati. Lo sanno tanti medici, infermieri, poliziotti, avvocati… E, insieme a loro, lo sanno tutti coloro i quali si dedicano con altruismo al servizio dei più deboli e sembrano pecore senza pastore. Le spighe sono mature. E tu? A che punto di maturazione sei?

Sì, perché «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!» (v 37). Chissà quante volte hai sentito questa frase, in chiesa e non solo. È uno dei brani di Vangelo più noti in assoluto. Ma anche dei più attuali.

Se oggi guardi al mondo che ti sta attorno, che cosa vedi? Persone troppo concentrate su loro stesse, impegnate a preservare il proprio benessere ad ogni costo, anche se il prezzo è distruggere l’ambiente in cui viviamo con ogni sorta di inquinamento e rifiuti. Persone raggomitolate su loro stesse, che non pensano ad altro che a nascondere rughe, tingere i capelli ingrigiti dal tempo, costruirsi esistenze fittizie in un mondo virtuale che non gli appartiene, ma che li fagocita. Persone concentrate sul proprio portafogli, sempre attente a trovare nuovi modi per riempirlo, noncuranti del fatto che questo provochi sofferenze e disagi in altri uomini e donne. O a far carriera… senza curarsi del prossimo.

Già, il prossimo! Tutti presi dalle preoccupazioni del mondo moderno rischiamo di non accorgerci di chi davvero vive in condizioni di disagio. Come restare indifferenti di fronte al dramma delle vecchie e nuove povertà, delle solitudini più buie, del disprezzo e della discriminazione di chi non appartiene al «nostro» gruppo?

Non possiamo rimanere insensibili, con il cuore anestetizzato, di fronte alla miseria di tanti innocenti. Non possiamo non piangere. Non possiamo non reagire. Non possiamo passare accanto a queste persone con il volto indifferente, con il cuore chiuso, con il passo affrettato! No! Non possiamo ignorare la sofferenza dei fratelli e delle sorelle, non possiamo non avvicinarci, non possiamo rifiutarci di toccare le loro piaghe, di ascoltare le loro storie. Perché Dio ci chiede di manifestare concretamente la sua tenerezza nei loro confronti.

Proprio in questo momento Dio ti sta chiedendo di diventare le sue braccia e le sue gambe. Ti sta invogliando ad agire, a mettere a frutto i tuoi talenti, i doni che Egli stesso ti ha elargito. Gesù è qui, accanto a te, e ti sprona a metterti in gioco. Invita anche te a mietere il grano, perché la messe è abbondante, ma gli operai sono pochi! #Santanotte

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “Cristo nel campo di grano” di Thomas Francis Dicksee, 1883, olio su tela, 139.7 x 104.1 cm, Londra, collezione privata
Il dipinto di oggi è: “Cristo nel campo di grano” di Thomas Francis Dicksee, 1883, olio su tela, 139.7 x 104.1 cm, Londra, collezione privata

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