Male e bene si nascondono anche dentro di noi?

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L’eterna lotta tra il male ed il bene ha un campo di battaglia che conosciamo bene: la nostra anima!

Il mio in(solito) commento a:

Se io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio (Lc 11,15-26).

Il male si nasconde là dove meno ce lo si aspetta. Ma non, come lui stesso vorrebbe far credere, dentro Gesù, bensì dentro l’uomo accusatore. D’altra parte il nome del “demonio per eccellenza”, Satana, significa proprio accusatore. Ed è proprio il male nascosto in quegli “alcuni” che al versetto 15 accusano Cristo di essere egli stesso un demonio.

Già. Il Male esiste e sa anche travestirsi da bene. Fin dai tempi di Eva e Adamo, il Diavolo si camuffa per ingannare. Ma quante volte, pur non essendo noi “male”, agiamo proprio come questi accusatori? Quante volte parliamo alle spalle di qualcuno attribuendogli chissà quali condotte solo per… sentito dire? E quante volte la nostra invidia ci spinge a denigrare pubblicamente un nostro fratello? Tutte queste volte, quando le nostre labbra si schiudono per pronunciare parole non vere, feriamo gravemente una vittima innocente. E ci comportiamo alla stregua di demoni. Ce ne rendiamo conto?

Leggiamo nel Siracide: “La spada uccide tante persone, ma ne uccide più la lingua che la spada” (Siracide 28,18). E ancora: “Se una frusta ti colpisce, ti lascia il segno sulla pelle, ma se ti colpisce la lingua, ti spezza le ossa” (Siracide 28,17). La ferita inferta con la lingua è terribile. Conclude il Siracide: “Meglio la morte che ascoltare una lingua simile, perché la morte con cui ti colpisce è terribile“. Terribile, vero? Che ne dite, amici cari, da questo momento ci penseremo su due volte prima di parlare male di qualcuno?

Non c’è dubbio che nella vita ci troviamo di fronte a male e tentazione, sofferenza e divisione e, in molte occasioni, vacilliamo davanti alle prove. Di fronte al continuo inganno del Maligno dobbiamo costantemente vigilare. Perché se anche Dio ha vinto il demonio, questi torna sempre con le sue tentazioni: “Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: «Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito». Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora” (vv. 24-26).

Sta a noi non essere ingenui ma vigilare e resistere saldi nella fede. Non sparliamo alle spalle della gente. Non commettiamo atti o gesti di cui ci potremo pentire. Noi invece dobbiamo sempre ricordare che Dio è un padre paziente, che sempre ci aspetta con il cuore in mano per accoglierci, per perdonarci!

Quindi, amici, anche se abbiamo sbagliato, anche se siamo scivolati per un istante in un tranello del demonio, non disperiamo mai, ma chiediamo perdono a quel Dio che non aspetta altro che di riaccoglierci nel suo immenso abbraccio d’amore.

#Santanotte amici, di fronte al male usiamo sempre lo scudo della Parola di Gesù e l’inganno del demonio ci scivolerà addosso!

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è “Le tentazioni di Cristo”, del pittore olandese Ary Scheffer, olio su tela, 1854, Walker Art Gallery, Liverpool

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