L'ufficio "oggetti smarriti di Gesù" nel Vangelo di domenica 11 settembre

L’ufficio “oggetti smarriti di Gesù” nel Vangelo di domenica 11 settembre

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+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 15, 1-32)

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

Parola del Signore

Gv 12,44-50

Lost and found. L’ufficio oggetti smarriti di Gesù: chissà quante volte, nella vita, ci sarà capitato di perdere qualcosa a cui teniamo molto. Non è forse vero che in quel momento non pensiamo ad altro se non a cercare l’oggetto scomparso? Mettiamo sotto sopra tutta la casa, spostiamo divani e poltrone, esploriamo cassetti e ripostigli… e quale gioia quando lo recuperiamo!

Ecco, anche per Dio è così: oh, Lui non “perde” nulla, certo che no… ma qualche volta a “perderci” siamo noi, perchè ci allontaniamo troppo dalla sua Parola, perchè non la mettiamo in pratica, o perchè, come fece il “figliol prodigo” (cfr. Lc 15,11-32), decidiamo di “prenderci una vacanza” dal Vangelo e… magari vivere un po’ la nostra vita materiale, finchè essa non divora tutte le nostre sostanze e si mostra quale essa davvero è quando viene vissuta “senza Dio”: gretta, vuota, priva di significato, arida ed ingrata.

Ma Dio, proprio come il padre buono della parabola, scruta l’orizzonte ed appena ci vede imboccare il suo sentiero esce di casa e ci corre incontro, allarga le braccia e ci stringe forte forte: “Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò” (Lc 15,20). Noi iniziamo a chiedergli perdono e Lui… non ci lascia neppure finire di parlare, ci riaccoglie, ci riveste, ci mette l’anello al dito, i calzari ai piedi scalzi, e prepara un gran banchetto: “Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato” (Lc 15,23-24).

Vedete? L’amore di Dio è più forte del nostro peccato; è luce che va oltre le tenebre; è bene che vince anche il peggiore dei mali e lo cancella; è musica celestiale che avvolge, accarezza e consola; è tenerezza che accoglie e perdona; è grazia che si irradia sul nostro cuore stanco e lo rinfranca, lo apre, lo spalanca all’amore verso gli altri. Ecco: quando nel nostro cuore lasciamo spazio all’amore di Dio, anche noi diventiamo più simili a Lui.

Sì, perchè l’uomo è stato creato ad “immagine e somiglianza di Dio” (cfr. Genesi 1,26-27) ed è quel riflesso di Dio che c’è in ciascuno di noi che ci permette di sperare, sperare che il male non vinca, sperare che l’uomo si ravveda:

“Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissato, che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell’uomo, perché te ne curi? Davvero l’hai fatto poco meno di un dio, di gloria e di onore lo hai coronato. Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi: tutte le greggi e gli armenti e anche le bestie della campagna,  gli uccelli del cielo e i pesci del mare, ogni essere che percorre le vie dei mari. O Signore, Signore nostro, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!” (Salmo 8, 4-10).

Ebbene, questo Dio al quale noi assomigliamo, un po’ (lo scrivo con tutta umiltà) ci assomiglia… ed ecco che come la donna che ritrova la moneta: “chiama le amiche e le vicine, e dice: «Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto»” (v. 9) così “vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte” (v. 10). Dio è felice quando un peccatore si converte. Dio è contento quando ci riavviciniamo a Lui. Vogliamo rendere lieto Dio? Convertiamoci e chiediamogli perdono!

Cari amici, le domande che oggi vi propongo (e mi propongo) sono: Com’è il mio rapporto con Dio? Lo sento vicino nel mio cuore, come un padre amorevole, oppure lo percepisco come un giudice severo? Sono pronto a “restituire” l’amore che Dio riversa nel mio cuore, donandolo a mia volta al mio prossimo?

Questa notte, Gesù, Ti affido tutti i miei amici e le persone che conosco. Fa’, ti prego, che i semi d’amore che Tu poni nei nostri cuori possano germogliare e crescere rigogliosi. Accoglici fra le Tue braccia e stringici forte! Ti vogliamo bene Gesù!

#Santanotte amici miei! 🙂 🙂 🙂

L'ufficio "oggetti smarriti di Gesù" nel Vangelo di domenica 11 settembre
L’affresco ritrae Gesù nell’atto di salvare Adamo ed Eva dagli inferi, affresco dell'”Anastasis”, XIV secolo, chiesa di San Salvatore in Chora, Istanbul

Alessandro Ginotta

Cento giorni con Gesù, Alessandro Ginotta, Tau Editrice

Non un libro da leggere con gli occhi, ma un’esperienza da vivere con il cuore.

Al lettore che sfoglierà questo libro basterà scorrere l'indice per rendersi conto che non si tratta del “solito” commento al Vangelo ma di qualcosa di completamente nuovo per approccio, stile, linguaggio e contenuto. Sai cosa vuole Gesù dalla tua vita? Quante volte ci siamo fatti questa domanda? Perchè la mia preghiera non viene ascoltata? (e perchè non è così). Cento giorni con Gesù è una proposta per aiutarti ad affrontare il futuro in modo migliore, consapevole che nelle difficoltà, ma anche nelle gioie grandi o piccole di ogni giorno, non siamo soli, ma abbiamo al nostro fianco Cristo, che ci sorregge, ci consola, ci perdona, piange con noi e sorride con noi. Perchè vivere bene si può, e con Gesù è meglio!

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Alessandro Ginotta
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