• La Buona Parola - il blog di Alessandro Ginotta
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L’ora più buia è quella che precede l’alba

L’ora più buia è quella che precede l’alba

Ci sono momenti in cui la vita sembra un corridoio buio. Cerchi l’interruttore e non lo trovi. Ti muovi a tentoni, inciampi, ti sembra di non avanzare mai. E invece… proprio lì, nel punto più confuso e silenzioso, accade qualcosa: una scintilla. Piccolissima. Quasi impercettibile. Ma sufficiente a farti capire che non sei solo. Quella scintilla sei tu. Anzi, è Dio… dentro di te.

Il mio in(solito) commento a: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 4,12-17.23-25)

Immagina la Galilea. Una terra stanca. Sfiancata. Abituata all’ombra. Una terra dove i volti hanno perso il sorriso e le spalle si sono abituate a portare pesi troppo grandi.

E immagina Gesù che entra in quella fatica. Non come un generale. Non come un re. Non come uno venuto a giudicare. Ma come una luce che non acceca: accarezza. Che non impone: invita. Che non schiaccia: solleva.

E dice parole che cambiano tutto. Parole che fanno vibrare l’aria: Il Regno dei cieli è vicino.

Vicino. Non dopo la tempesta. Non quando sarai perfetto. Non quando tutto si risolverà magicamente. Vicino adesso, mentre ancora tremi, mentre ancora cerchi, mentre ancora non capisci bene da che parte andare.

La nostra Galilea oggi si chiama mondo: tante, troppe guerre che incendiano il cielo, decisamente troppe ingiustizie che levano il respiro, paure che paralizzano, la sicurezza internazionale minacciata, la perdita di valori nelle nostre società. Con tutti questi segnali è facile pensare che il buio stia vincendo. Invece no!

Il Vangelo ci sussurra una verità da brividi: la luce nasce proprio quando il buio sembra più forte.

Ricordi il Calvario? La terra che trema, il cielo che si oscura, il silenzio che stringe la gola. Sembrava finita. E invece era solo l’inizio. Dio stava già tessendo la Risurrezione mentre tutti pensavano che tutto fosse crollato.

È così che agisce la luce: non chiede permesso. Non fa rumore. Si accende. Allontana le tenebre. E le vince.

Poi Gesù cammina. Percorre villaggi, strade polverose, paesi di pescatori e di malati. Guarisce corpi feriti e cuori spezzati. E la sua luce attira, come una fiamma che fa avvicinare mani gelate.

Ed è la stessa luce che oggi vuole entrare nella tua vita. Sì, proprio nella tua. Con le tue ferite, i tuoi dubbi, le tue incomprensioni, le tue notti storte. Non devi meritartela. Devi solo aprire uno spiraglio. La luce poi fa il resto.

E adesso ascoltami bene. Dentro di te c’è un seme straordinario. Una scintilla divina. Una traccia di eternità che nessuno può spegnere, nemmeno tu quando cadi, nemmeno la vita quando ti colpisce, nemmeno la paura quando ti immobilizza. Proteggila. Alimentala. Soffiale sopra con delicatezza. Mantienila viva.

Perché se quella scintilla la lasci respirare, se le dai spazio, diventerà un faro. Un faro per te. E un faro per chi cammina al tuo fianco, magari senza dirlo, ma sperando che tu possa illuminarlo un po’.

Sì, perché la tua luce non è solo tua. È dono, è missione, è carezza. È la prova che Dio non ha smesso di credere in te.

Sì, perché per quanto tu soffra e ti lamenti, la verità è che tutto dipende da te. Dal tuo coraggio di credere che l’alba può nascere anche dopo la notte più lunga. Dal tuo sì a quella scintilla che chiede solo di diventare luce.

E allora respirala, questa luce. Accoglila. Falla crescere. E scoprirai che, anche nelle tenebre più fitte, c’è sempre una strada verso la vita #Santanotte

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “La Risurrezione di Cristo”, di Charles-André van Loo, 1734, olio su tela, Haggerty Museum of Art, Milwaukee, Stati Uniti

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