La voce prorompente dello Spirito Santo

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Sentire la voce di Dio non è semplice, ma anche oggi, pur nel frastuono della vita del nostro tempo, potremo ascoltarla. Scopriamo come…

Il mio in(solito) commento a:
Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli (Mt 16,13-19)

Ascoltare quello che ci dice Dio, dobbiamo ammetterlo, non è facile perché Egli viene in modo silenzioso e discreto, senza imporsi alla nostra libertà. Così può capitare che la sua voce rimanga soffocata dalle molte preoccupazioni e sollecitazioni che occupano la nostra mente e il nostro cuore. Oggi riuscire a raccogliersi per ascoltare diventa sempre più difficile, immersi come siamo in una società rumorosa, nella frenesia e nel chiasso che dominano le nostre città e i nostri quartieri. Ma se riusciremo a togliere tutto il frastuono che ci circonda, allora potremo udire nel nostro cuore la voce dello Spirito Santo che ci offre suggerimenti preziosi: «Non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire: non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi» (Matteo 10,19-20).

E San Pietro, in questo brano di Vangelo, ascolta la voce dello Spirito Santo e gli presta le sue labbra. Gesù vuole sapere che cosa pensiamo di Lui: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?» (v. 13). Via via, una serie di risposte. Ma nessuno, tra la gente comune, ha riconosciuto in Gesù il Figlio di Dio. Solo San Pietro risponde: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (v. 16).

Sempre impulsivo, irruento, sanguigno, ma molto genuino, San Pietro è, tra gli apostoli, forse quello che più ci assomiglia. E’ sempre pronto a scagliarsi in difesa delle proprie idee; talvolta è anche veloce con la spada, come nell’episodio del servo Malco. Ma se, altre volte, il suo entusiasmo ha provocato il biasimo di Cristo, oggi verrà premiato: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli» (v. 18). Questa volta non è stato avventato nel parlare, ma è stata l’irruenza dello Spirito Santo a mettere sulle labbra dell’apostolo la verità: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 

La riconosciamo subito la verità quando ci arriva dall’alto. Il cuore sembra allargarsi nel petto, i polmoni si riempiono, la fronte si alza e gli occhi si illuminano di quella luce che si sprigiona dall’anima. Quella fiammella che vi custodiamo dentro aumenta di intensità e si espande diventando quasi incontenibile. 

Ecco che lo Spirito Santo agisce attraverso di noi. Sono momenti unici nella vita dell’uomo, quelli in cui accettiamo di farci piccoli piccoli, azzeriamo la nostra vanità ed il nostro orgoglio, e lasciamo che sia il divino a parlare per noi. A parlare dentro di noi. Un’esperienza mistica ed intensa che non capita a tutti. Un’intensità irrefrenabile che si sprigiona non da noi, ma da Dio, che si esprime attraverso di noi. Ecco cosa è accaduto a San Pietro. 

Perché, come scrive San Paolo nella prima lettera ai Corinzi: “Chi profetizza parla agli uomini per loro edificazione, esortazione e conforto” (1Corinzi 14,3). Nell’era dominata dall’egoismo, in un tempo in cui ciascuno di noi è più abituato a parlare, che ad ascoltare, è importante non chiudere il nostro cuore, ma aprirlo all’amore di Dio che vi si riversa dentro. E’ importante imparare ad ascoltare la voce di Dio. E riproporla a chi, ancora, non la conosce. Perché le ultime parole di Gesù, prima di salire al cielo, sono state: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura” (Mc 16,15).

Ecco la ricetta: dobbiamo riuscire a svuotarci dell’egoismo e del narcisismo che ci riempie, per permettere a Dio di riempire il nostro cuore con l’amore. Allora, abbandonati i sentimenti che deturpano la nostra natura umana, saremo capaci di sentire la voce di Dio, attraverso lo Spirito Santo. Perché lo Spirito Santo, amici cari, è lo stesso Spirito che scorre nelle vene di Gesù. Se lo lasceremo entrare anche in noi ci trasformerà, ci renderà migliori, più vicini a quel Creatore che ci fece a sua immagine e somiglianza. Non temiamo di prestare le nostre labbra alla voce dello Spirito Santo.

#Santanotte amici. Lo Spirito Santo ci guidi sempre nelle scelte più importanti della nostra vita, rafforzi la nostra volontà ed il nostro amore e protegga, ora e sempre, noi ed i nostri cari 🙂 🙂 🙂

Alessandro Ginotta

La voce prorompente dello Spirito Santo
Il dipinto di oggi è: “Cristo consegna le chiavi a San Pietro” del pittore francese Jean-Auguste-Dominique Ingres, 1820, olio su tela, 280 x 217 cm, Musée Ingres, Montauban

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