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La vedi quella stella?

La vedi quella stella?

Riesci a scorgerla? È lassù, non troppo alta sull’orizzonte. Punta su quella steppa innevata. Là, dove l’inverno è più buio perché manca tutto, perfino un sorso d’acqua pulita da poter bere. Là dove non c’è più neppure un albergatore che possa dire: “mi spiace, non abbiamo più posto per voi”. Perché anche l’ultimo rifugio è stato distrutto dalle bombe. Là, dove l’eredità di Erode prosegue la sua opera perversa accanendosi su decine di migliaia di innocenti. Là dove non si conoscono più confini, perché la mano di Caino continua a colpire Abele, dimenticando che è il proprio fratello. Anche là, in quella terra in preda ai guerrafondai di tutto il mondo, anche quest’anno, contro tutte le previsioni, si poserà la stella. E porterà una luce di speranza sul domani che già nasce.

Sì, perché oggi come duemila anni fa, non c’è uomo, per quanto animato dai peggiori sentimenti, che possa mettere un argine all’amore di Dio. Non c’è creatura, terrena o ultraterrena, che possa opporsi al Suo volere.

Sì, perché Dio è così, sa far spuntare l’alba nel cuore della notte più buia. Sa far sgorgare il bene proprio quando tutto attorno a noi sembra ammantarsi dell’oscuro colore della malvagità. La sua luce, il bagliore, il calore ed il colore di quella stella, stanno già cambiando l’oscurità di una grotta in mezzo al nulla.

Perché non ci sarà neppure un sasso desolato, finché ci sarà Dio. Non esisterà neppure un battito di cuore senza portare con sé un po’ di speranza, finché Dio sarà con noi. Non ci sarà lacrima che non potrà essere asciugata dal calore consolante del Dio dell’Amore.

Sì, perché si sta già preparando quel domani in cui “Il lupo dimorerà insieme con l’agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà” (Isaia 11,6). Verrà il giorno in cui: “Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno in tutto il mio santo monte, perché la saggezza del Signore riempirà il paese come le acque ricoprono il mare” (Isaia 11,9). E allora: “In quel giorno il Signore stenderà di nuovo la mano per riscattare il resto del suo popolo” (cfr. Isaia 11,11). “Non vi sarà più notte e non avranno più bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli” (Apocalisse 22,5).

È un delirio? No, è fede! Fede in un domani migliore. Fede nel fatto che perfino nel cuore dell’uomo più crudele si nasconde una flebile scintilla di bene. Fede nel fatto che il male non trionferà, perché Dio è con noi. Anche qui, anche ora, in questo mondo tormentato da guerre e pandemie. Dio è qui e la prossima alba arriverà!

Il Natale riempia il tuo cuore di nuove sorprese!

Alessandro Ginotta

Frederick Goodall (1822, Londra – 1904, Londra), “Already He Knew God As His Father” (Sapeva già di essere il Figlio del Padre), XIX sec., Olio su tela, 134.6 x 91.4 cm, Collezione privata

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