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Il Vangelo non ama i cuori spenti

Il Vangelo non ama i cuori spenti

Quante volte anche tu hai sentito la gioia come qualcosa da controllare, quasi da giustificare. Quante volte ti hanno insegnato – magari senza dirlo – che Dio si prende più sul serio con i volti tesi che con quelli luminosi. E intanto il cuore si irrigidisce. Si chiude. Diventa un otre vecchio. Gesù lo vede. E non ti rimprovera. Ti avverte. Con amore. Il vino nuovo non entra negli otri vecchi non per cattiveria, ma perché l’amore, quando è vero, fa esplodere ciò che è rigido. Il Vangelo non si può contenere se non sei disposto a cambiare forma.

Il mio in(solito) commento a: Lo sposo è con loro (Marco 2,18-22)

Cristo ci sorprende sempre. Arriva proprio lì dove pensavi di aver già sistemato tutto: la fede, le abitudini, le preghiere “giuste”, i gesti corretti. Entra quando il cuore ha smesso di tremare. E lo fa tremare di nuovo

C’è una domanda che aleggia nell’aria, una di quelle che non gridano ma feriscono: perché loro non digiunano? Perché non fanno sacrifici? Perché sembrano leggeri? Perché non hanno quell’aria un po’ triste che rassicura?

Gesù non risponde con una regola. Risponde con un’immagine che profuma di vita: lo sposo è con loro.
E quando lo sposo è presente, dimmelo tu: si trattiene il sorriso? Si misura la gioia? Si vive come se mancasse qualcosa? No. Quando l’amore è presente, tutto cambia.

E forse questa è la domanda vera del Vangelo di oggi, quella che scava: che volto ha la tua fede? È una casa illuminata o una stanza in penombra? È un incontro che ti accende o un dovere che ti spegne?

Quante volte anche tu hai sentito la gioia come qualcosa da controllare, quasi da giustificare. Quante volte ti hanno insegnato – magari senza dirlo – che Dio si prende più sul serio con i volti tesi che con quelli luminosi. E intanto il cuore si irrigidisce. Si chiude. Diventa un otre vecchio.

Gesù lo vede. E non ti rimprovera. Ti avverte. Con amore. Il vino nuovo non entra negli otri vecchi non per cattiveria, ma perché l’amore, quando è vero, fa esplodere ciò che è rigido. Il Vangelo non si può contenere se non sei disposto a cambiare forma. Non si può vivere se lo trasformi in abitudine. Non si può gustare se lo bevi a piccoli sorsi per paura di perderne il controllo.

Ma attenzione: a volte i farisei abitano anche dentro di noi. Ogni volta che giudichiamo chi vive la fede con leggerezza. Ogni volta che sospettiamo della gioia. Ogni volta che preferiamo la sicurezza delle regole al rischio dell’amore.

Gesù oggi non ti chiede di fare di più. Ti chiede di lasciare entrare. Di smettere di stringere i denti.
Di smettere di difenderti da Dio. Perché finché lo sposo è con te, non è tempo di trattenere il respiro. È tempo di lasciarlo andare. È tempo di festa interiore. È tempo di cuore spalancato.

Non permettere a nessuno – nemmeno a te stesso – di spegnere questa gioia. Custodiscila come si custodisce un fuoco nella notte. Perché è lei il segno più vero che lo sposo è ancora qui. Con te. Ora. E quando la vita ribolle, non aver paura: è solo il vino nuovo che chiede spazio #Santanotte

Alessandro Ginotta

Affresco. “Cristo Redentore in Gloria”, di Niccolo Circignani detto il Pomarancio, 1588, Basilica di Santi Giovanni e Paolo, Roma

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