Meditazioni e preghiere
Il senso di vuoto? Si riempie con Dio!

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Ecco una donna che respira Dio e si nutre di Dio: l’altra faccia dell’umanità. Quella di chi riempie ogni vuoto che abbiamo dentro con il suo amore.

Il mio in(solito) commento a:

Anna parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione (Lc 2,36-40)

Gesù passa dalle mani di Simeone a quelle di Anna. Il tempio era frequentato da personaggi decisamente insoliti: il vecchio Simeone, fiducioso e ubbidiente, uomo “giusto e timorato di Dio” e Anna, profetessa ultraottuagenaria che, rimasta vedova dopo appena sette anni di matrimonio, fece la scelta di dedicare la propria vita a Dio.

Due personaggi “strani” nella loro “normalità”. Eh sì, perché Gesù, nei Vangeli, incontrerà scribi, farisei, dottori della legge, rappresentanti di quella classe sacerdotale ancorata alla tradizione e ben poco disposta a lasciarsi illuminare dal soffio fantasioso dello Spirito Santo. In questa occasione invece, in cui ci aspetteremmo tutta “l’ufficialità” dei sacerdoti, a presidiare il tempio troviamo due anziani. Un uomo ed una donna “normali”. Rappresentanti di quella parte di Israele che non appartiene ad una casta privilegiata. Due persone ripiene di Spirito Santo.

Lo Spirito Santo ha spinto Simeone a raggiungere il tempio, proprio nel momento in cui sarebbe giunto Gesù. Come una sentinella attende l’alba, così Simeone ha aspettato il Messia per tutta la vita. Ed ora, quello stesso Spirito Santo che lo ha animato negli anni, ha mosso le sue gambe ed ha messo nel suo cuore la certezza di aver incontrato il Cristo tanto atteso.

Ma veniamo ad Anna, la vera protagonista del brano che leggiamo oggi. La sua vita è tanto diversa da quella che conduciamo un po’ tutti ai nostri giorni! Ogni singolo istante della sua esistenza è dedicato a Dio. Anna non ha altro scopo nella propria vita che quello di attendere l’evento messianico “servendo a Dio notte e giorno”. Sì, perché Dio riempie ogni momento della sua vita. Mentre noi, amici cari, talvolta facciamo di tutto per sfuggire a Dio, allontanarci da Lui e provare la falsa ebbrezza del “fare le cose a modo nostro”, convinti di saper scegliere meglio di Lui.

Lo stesso Dio che non ha esitato a lasciare la sicurezza dei cieli lontani per scendere a camminare in mezzo agli uomini che ama  (cfr. Mt 1,23; cfr Is 7,14), lo stesso Dio che non ha battuto ciglio davanti alla peggiore giustizia degli uomini (cfr Mt 27, 1-2), lo stesso Dio che con un semplice schiocco di dita si sarebbe potuto liberare dalla croce (cfr. Mt 27,40), lo stesso Dio che ha rinunciato anche alla sua stessa vita per donare a noi la Vita, quella eterna (cfr. 1Pt 2, 24; Is 53,5), proprio quello stesso Dio, pur avendo tutti i diritti e le possibilità di evitarlo, ha deciso di spezzarsi per noi e farsi pane (cfr Mc 14,22).

Perché Dio, cari amici, è rispettoso delle decisioni dell’uomo. Non interferisce con la nostra volontà. Fin dalle prime righe del Libro per eccellenza, che narra l’incredibile storia d’amore tra Dio e le proprie creature, il Signore ci ha messi di fronte ad una scelta, libera e consapevole:  il consumare il frutto dell’albero del bene e del male (cfr. Genesi 2,16). Non avrebbe forse potuto impedire che Adamo ed Eva assaggiassero il frutto proibito? E così via, pagina dopo pagina, leggiamo la storia di un popolo di dura cervice (cfr. Esodo 32,7) che si intestardisce nella disobbedienza, sotto l’occhio amorevole ed indulgente di un Dio che, semplicemente, ama troppo la sue creature per poter togliere loro la libertà di decidere.

Dio ci ha creati amandoci per primo, ed ha sempre sperato, e spera ancora ora, che in qualche modo noi saremo in grado di amarlo a nostra volta. Ma, rendendoci liberi, Egli ha limitato la sua stessa libertà. Ecco che Dio che ci ha dotati di libero arbitrio, non interferisce nelle nostre decisioni. Ecco il grande amore di Dio, un amore che arriva fino a permettere quello che noi non comprendiamo, quello che contrasta con il suo disegno iniziale: il male. Dio ci concede perfino di scegliere la strada sbagliata. Perché ci vuole liberi. Perché ci ama.

Amici, non è incredibile che, proprio noi, gli andiamo spesso a rimproverare quello che è un enorme atto d’amore? L’aver permesso il male. Ma il male è un effetto della nostra libertà. Di una libertà usata male. E proprio l’esistenza del male che tanto ci scandalizza, è la prova dell’infinito amore con il quale il Signore ci ama.

L’uomo è libero di decidere il proprio futuro, ed il destino del mondo. L’uomo è libero di autodistruggersi o di redimersi. Vi dirò di più: l’uomo è libero di condannarsi da solo all’inferno della lontananza da Dio. Di separarsi da quell’amore così grande, che gli ha concesso anche questa libertà. Ecco perché il male esiste. Perché l’uomo sbaglia. E perché Dio ci ama.

Anna qui ci fa vedere l’altra faccia dell’umanità: quella di chi riempie ogni vuoto che abbiamo dentro di noi con l’amore di Dio. Anna respira Dio. Anna si nutre di Dio. Fino a partecipare della sua stessa gioia sperimentando un’unione quasi perfetta con Lui. “Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme” (v. 30).

Il mondo sarà migliore se riusciremo a portare un po’ di Gesù in ogni cuore. L’uomo è smarrito. Non è “cattivo”, ma è… disorientato: l’uomo sta perdendo Dio. E senza Dio non c’è un punto fermo, un orizzonte, un luogo verso cui tendere. Senza Dio l’uomo vaga nel deserto della desolazione, in preda all’ansia ed alla paura.

Questa pagina di Vangelo, cari amici, parla a tutti noi, e ci invita a riportare Dio all’uomo. A rimettere l’umanità sulla via della pace, della fraternità, dell’amore: sulla Via del Signore.

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “La Presentazione al tempio di Gesù”, di Francesco Raibolini detto “il Francia”, 1515, olio su tela, 201 x 145cm, Pinacoteca Comunale di Cesena.