
Il paradosso di un Dio fuori posto
Perché sì, Dio continua a passare dalla “Galilea” della tua vita. Passa nei tuoi fallimenti, quando ti senti fuori posto. Passa nelle tue ferite, quando pensi di non valere abbastanza. Passa nelle tue domande senza risposta, quando tutto sembra sospeso e incerto.
Il mio in(solito) commento a:
«Il Cristo viene forse dalla Galilea?» (Giovanni 7,40-53)
Noi lo immaginiamo dentro schemi rassicuranti… e Lui li rompe uno ad uno, con una delicatezza che spiazza e una forza che disarma. Perché Dio non arriva mai da dove te lo aspetti. Arriva da dove hai smesso di guardare.
Ecco, è esattamente quello che succede in questo Vangelo: la folla discute, si divide, si irrigidisce nelle proprie convinzioni, perché Gesù non arriva dal posto giusto, non ha il curriculum giusto, non corrisponde alle attese costruite a tavolino. «Dalla Galilea? Ma può venire qualcosa di buono da lì?» – è la domanda che serpeggia, sottile e velenosa.
E mentre loro discutono… Lui è lì. Presente. Vivo. Davanti ai loro occhi. Capisci il paradosso? Noi cerchiamo Dio nei luoghi perfetti, nelle risposte ordinate, nei percorsi lineari… e Lui, invece, sceglie strade storte, periferie dimenticate, storie che non fanno curriculum.
E allora mi viene da chiederti – e da chiedermelo – se anche noi, a volte, non facciamo lo stesso errore della folla: giudichiamo prima di accogliere, etichettiamo prima di ascoltare, chiudiamo le porte proprio mentre Dio sta bussando.
Perché sì, Dio continua a passare dalla “Galilea” della tua vita. Passa nei tuoi fallimenti, quando ti senti fuori posto. Passa nelle tue ferite, quando pensi di non valere abbastanza. Passa nelle tue domande senza risposta, quando tutto sembra sospeso e incerto.
E tu lì, proprio lì, rischi di non riconoscerlo. Perché non è come te lo aspettavi. Perché non è come ti avevano detto. Perché non è come lo avevi immaginato. Eppure… è Lui. È Lui quando qualcosa dentro di te si accende, anche se attorno è buio. È Lui quando una parola ti attraversa e ti lascia inquieto, ma vivo. È Lui quando, senza sapere perché, senti che non sei solo. E allora forse il punto non è capire tutto.
Il punto è lasciarsi raggiungere.
Perché mentre la folla discute, mentre le opinioni si scontrano, mentre ognuno difende la propria idea di Dio… c’è un dettaglio che rischiamo di perdere: nessuno riesce a mettere le mani su Gesù. Nessuno riesce a imprigionarlo.
Perché l’Amore non si lascia rinchiudere nei nostri schemi. Puoi discuterlo. Puoi rifiutarlo. Puoi perfino ignorarlo. Ma non puoi controllarlo. E questo, se ci pensi, è meraviglioso. Perché significa che Dio è libero di raggiungerti ovunque. Anche lì dove pensavi non potesse arrivare. Anche nella tua Galilea.
Allora sì, lasciati spiazzare. Lasciati sorprendere. Lasciati attraversare da questo Dio che non segue le mappe, ma traccia sentieri nuovi proprio dentro la tua storia. Perché forse la domanda non è più:
“Il Cristo viene forse dalla Galilea?”. Ma piuttosto: sei disposto a riconoscerlo… quando arriva proprio da lì?
Perché è nei luoghi che scarteresti… che Dio ha già scelto di abitare. Ed è nelle crepe della tua vita… che la luce comincia a passare. E quando tutto sembra confuso, incerto, perfino sbagliato… è proprio lì che Dio ti sta cercando. Proprio lì. Adesso. #Santanotte
Alessandro Ginotta

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