• La Buona Parola - il blog di Alessandro Ginotta
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Il giorno in cui Dio ha chiamato anche te

Il giorno in cui Dio ha chiamato anche te

Fermati un istante. Respira. Lascia che il rumore si plachi, che le urgenze si mettano in silenzio, che il cuore trovi spazio per ascoltare. Perché Dio è qui. Adesso. Accanto a te. Non domani. Non quando sarai pronto. Non quando ti sentirai all’altezza. Ora. In questo preciso battito del tuo cuore. È qui ed attende che il tuo sguardo si rialzi per incrociare il suo. Attende che tu ti accorga di Lui. E, accorgendoti, ti lasci amare.

Chiamò a sé quelli che voleva perché stessero con lui (Mc 3,13-19).

Prova a immaginarlo. Gesù sale sul monte. Si allontana dal frastuono, dalla folla, dalle richieste infinite. Sale per ritrovare il silenzio. E in quel silenzio, chiama. Uno per uno. Senza fretta. Senza clamore. Chiama nomi. Chiama volti. Chiama storie ferite, cuori stanchi, speranze spezzate. Chiama vite normali, imperfette, fragili. E in quell’elenco misterioso, c’è anche il tuo nome.

Sì, proprio il tuo.

Perché questo Vangelo non racconta soltanto ciò che è stato. Racconta ciò che accade ora, dentro la tua vita. Gesù continua a salire sui monti nascosti delle nostre giornate, continua a cercare sguardi, continua a scegliere. E ti sceglie così come sei. Con le tue luci e le tue ombre. Con i tuoi slanci e le tue paure. Con le tue fedeltà e le tue cadute.

Non ti chiama perché sei forte. Ti chiama perché sei fragile. Perché sa che proprio lì, dove ti senti più povero, Lui può farti rinascere. Non ti chiama per quello che fai, ma per quello che sei. E soprattutto ti chiama per stare con Lui.

Stare. Non correre. Non dimostrare. Non meritare. Stare.

Sederti accanto. Camminargli vicino. Respirare lo stesso cielo. Condividere la polvere della strada, il pane spezzato, il silenzio della sera. Prima della missione, prima delle parole, prima dei miracoli, c’è l’intimità. C’è l’amicizia. C’è la relazione. Gesù non cerca collaboratori. Cerca cuori. Non cerca eroi. Cerca compagni di viaggio.

È sconvolgente. Dio, che regge l’universo, desidera la tua compagnia. Il Creatore delle stelle attende i tuoi passi. L’Onnipotente si fa mendicante d’amore. Bussa piano. E aspetta.

Se è vero che l’uomo ha sete di Dio, quella che Dio prova per noi che cos’è? È una nostalgia infinita. È un desiderio che brucia senza consumarsi. È un amore che non conosce stanchezza.

Eppure, quante volte camminiamo a capo chino. Ripiegati sulle nostre fatiche, imprigionati nelle nostre paure, soffocati dalle delusioni. In quei momenti ci sembra che Dio sia lontano. Ma non è Lui ad allontanarsi. Siamo noi a chiudere gli occhi. Siamo noi a non alzare più lo sguardo. Siamo noi a smettere di credere che qualcuno possa amarci così, senza condizioni.

E invece Dio è qui. Sempre. Accanto a te. Ti osserva con la tenerezza di chi conosce ogni tua ferita e non se ne spaventa. Ti guarda con l’amore di chi sa che, nonostante tutto, vali infinitamente. E attende. Attende che tu gli conceda di abbracciarti. Di risollevarti. Di guarirti.

Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima tua anela a Lui. Ma allo stesso tempo, il cuore di Dio anela a te. Due desideri che si cercano. Due solitudini che si incontrano. Due fame che finalmente si saziano.

Gesù cena con Zaccheo. Pranza con Matteo. Si ferma nelle case, lungo le strade, nelle piazze polverose. E oggi desidera sedersi anche alla tua tavola. Vuole condividere con te il pane della gioia e quello del dolore. Vuole abitare le tue notti insonni, i tuoi silenzi, le tue domande senza risposta.

Non ti chiede di essere perfetto. Ti chiede di essere vero. Non ti chiede imprese straordinarie. Ti chiede di restare. Perché è restando con Lui che impari a vivere. È restando con Lui che la tua vita ritrova senso. È restando con Lui che scopri, finalmente, chi sei davvero.

E quando ti sentirai smarrito, quando penserai di non valere abbastanza, quando la stanchezza ti farà dubitare di tutto, ricordalo: sei stato scelto. Chiamato. Voluto. Amato.

Non per ciò che fai. Ma per ciò che sei.

Come si fa a non innamorarsi di un Dio così?
#Santanotte

Alessandro Ginotta

L’immagine di oggi è “Missione degli Apostoli” dei pittori italiani Tommaso Minardi e Luigi Fontana, affresco, 1864, Sala degli ambasciatori, Palazzo del Quirinale, Roma

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