È vero che la luce di Dio brilla anche dentro di noi?

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La luce è quell’eco di Dio che riverbera nella nostra anima. Dalla profondità del nostro cuore regola le nostre emozioni; ci accompagna dalla nascita (quando veniamo “alla luce”) lungo tutto il nostro cammino

Il mio in(solito) commento a:
Ecco lo sposo! Andategli incontro! (Matteo 25,1-13)

Qualche volta la liturgia ci gioca qualche “scherzo”. Il brano che ci propone per venerdì 26 agosto è lo stesso che abbiamo già incontrato pochi giorni fa: il 9 agosto. Così, ho preparato per te un nuovo commento. Ti suggerisco però di leggere anche il precedente che potrai trovare qui

Mi piace parlare di luce. È il principio di ogni cosa; pervade tutta la Bibbia, dalla prima all’ultima pagina. Troviamo la luce già al terzo versetto della Genesi: “Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu” (Genesi 1,3). E la ritroviamo nell’ultima pagina dell’Apocalisse, l’ultimo libro della Bibbia, dove leggiamo che Dio stesso è la luce che trionferà sulle tenebre nella Gerusalemme celeste: “Non ci sarà più notte; non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli” (Apocalisse 22,5; cfr. Isaia 60,19-20). 

È la luce che ci permette di vedere tutte le altre cose: ci rendiamo conto che esistono il cielo, la terra, il mare, i pesci, gli uccelli, gli animali e perfino gli altri uomini, perché vengono illuminati. Di luce è tessuto l’abito di Dio: “Egli è vestito di luce” (Sal 104,2); lo stesso Gesù, trasfigurato sul monte Tabor, si manifestò nella luce: “E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce” (Matteo 17,2). La gloria di Dio rifulge anche sul volto di Mosè: “Quando Mosè scese dal monte Sinai non sapeva che la pelle del suo viso era diventata raggiante, poiché aveva conversato con Dio. Aronne e tutti gli Israeliti, vedendo raggiante la pelle del suo viso, ebbero paura di accostarsi a lui… Mosè, allora, si pose un velo sul volto” (Esodo 34, 29-30.33). Luce è la Parola di Dio che illumina e guida nelle vie della vita (Salmo 119,105; Sapienza 7,10; 7:26).

La luce è annuncio, come ci ricorda il profeta Isaia: “Il popolo che camminava nelle tenebre, vede una gran luce; su quelli che abitavano il paese dell’ombra della morte, la luce risplende” (Isaia 9,1). La luce è Parola che si incarna: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Giovanni 1,9).

Ma, attenzione, perché senza la luce di Dio, è difficile orientarsi e trovare la strada. Quando l’uomo abbandona la luce del Signore si trova a brancolare nelle tenebre. Non sa più né dove deve andare, né come andarvi. Perde perfino la consapevolezza di se stesso. E la notte buia ha il colore di una solitudine senza fine, per chi si trova privato della beatitudine vivere con Dio.

Dio è luce. Ma non tutta la luce è Dio. C’è anche la luce di Dio che si riflette in noi, che siamo “la luce del mondo” (Matteo 5,14). Ma una scintilla differisce dal fuoco dell’amore di Dio che arde per l’eternità. E così, amici cari, come una scintilla esce dal fuoco scoppiettante, nasce e poi muore, anche noi abbiamo un inizio ed una fine. Abbiamo bisogno di Dio per splendere. Perché il nostro cuore si apre quando vediamo la sua luce.

Chi cerca la luce, infatti, esce da sé e cerca: non rimane fermo a guardare cosa succede attorno a sé, ma si mette continuamente in gioco. Sta a noi riempire tutto il vuoto di questo mondo con la luce di Dio, prima che dalle tenebre esca qualche mostro e lo riempia di male: “Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare” (Giovanni 9,4).  Sta a noi agire. Sta a noi fare il bene. Sta a noi testimoniare la luce di Dio. Sta a noi diventare lampada da mettere sul moggio. Sta a noi fare ogni sforzo per diventare noi stessi pagine viventi di Vangelo: testimoniare, anche a chi è più distante, che cosa significa amare, perdonare, accogliere, servire… Lasciar trasparire dal nostro modo di fare, dal nostro relazionarci con gli altri, quelli che sono i principi cristiani che noi stessi abbiamo deciso di seguire. Perché esiste davvero un’alternativa a questo mondo arroccato ed individualista. Perché l’egoismo non è per forza destinato a trionfare. Perché la nostra luce, quella che c’è dentro la nostra anima, deve continuare a brillare.

#Santanotte amici cari. La luce di Gesù, che brilla dentro al vostro cuore, rischiari sempre il vostro cammino e quello di chi vi sta accanto.

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è :”Cristo e il bambino” (dettaglio del Volto di Cristo), di Carl Heinrich Bloch, 1873, olio su tela, 385 × 160 cm, Skt. Nikolai Kirke (Holbæk, DK)

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