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Dov’è il Regno dei Cieli?

Che cos'è il Regno dei Cieli?

Ieri sera ho avuto una folgorazione. Stavo riflettendo su un concetto del mio ultimo libro e… ho incontrato Dio. Dove? No: dove e quando.

Il mio decisamente in(solito) commento a:
Il Regno dei Cieli è vicino (Matteo 4,12–17.23–25)

Spesso sentiamo nelle omelie l’espressione “Regno dei Cieli”, ma che cos’è esattamente? E’ un’entità così complessa da sondare per il nostro intelletto limitato, perché va ben oltre lo spazio ed il tempo. Non è certo un luogo, il Regno. E non è neppure un tempo. E’ un “qui ed ora” che si dilata all’infinito. E’ un divenire che affonda le sue radici nel presente.

Ci stavo riflettendo ieri notte, mentre cercavo di prendere sonno. Già… e come prendere sonno con certi pensieri? Eppure, alcune delle mie migliori intuizioni avvengono proprio così. Ieri, ad esempio, stavo ripercorrendo mentalmente i primi capitoli di “Sorprendersi con Dio”. Nel libro prendo in considerazione l’infinitamente piccolo, fatto di molecole, atomi e particelle subatomiche e l’infinitamente grande di galassie, ammassi e nebulose per concludere che, in entrambe le direzioni, troviamo perfezione e simmetria. Pensa all’orbita dei pianeti attorno alle stelle, a quella degli elettroni attorno ai nuclei. Non sono eccezionalmente simili? Capitolo dopo capitolo cerco di portare avanti parallelamente scienza e fede per dimostrare che non sono antitetiche, ma si incrociano. D’altra parte “due rette parallele si incontrano all’infinito”. Allora andiamoci all’infinito. Facciamo un viaggio nello spazio e nel tempo per arrivare all’istante del big-bang, nel punto in cui si formò l’universo. Lì, per quanto si possa studiare, la scienza si arresta. Le equazioni, anche le più complesse che possiamo escogitare, non sono in grado di dirci che cosa c’era prima dell’istante T0 (“t” con zero) dell’esplosione da cui ebbe origine la materia ed il tempo incominciò a scorrere. Non si può andare in negativo. Non possiamo, con la scienza, andare a quel secondo prima per vedere cosa ci fosse.

Con la scienza no. Ma con la fede sì. Lì, dove il tempo si incontra con un infinito istante primordiale, prima dello scorrere del tempo. Lì dove la materia si incontra con il nulla. Lì, in quel quando che non esiste, perché è ancora fuori dal tempo, possiamo incontrare Dio intento a creare l’universo intero. Un istante dopo possiamo arrivare con equazioni, esperimenti e telescopi. Un istante prima possiamo guardare solo con gli occhi della nostra anima. A questo link potrai trovare uno stralcio del libro in cui spiego meglio che cosa immagino che sia avvenuto in quel momento: https://www.labuonaparola.it/oggi-incontreremo-dio-nel-nulla/

Ecco, che allora Dio è lì. Dio è quando. Egli abita in quell’istante eterno in cui la Creazione ebbe origine. Là, nel punto più distante che i nostri telescopi possono soltanto intravvedere: l’origine dell’universo. Il momento in cui tutto ebbe inizio. Un eterno momento in cui trascendente ed immanente si toccano, si intersecano. Un luogo infinitamente lontano in cui le rette parallele si incontrano. Lì è Dio. Ma è anche qui. Ed è anche adesso. Sì, perché Dio è in ogni luogo ed in ogni tempo:

“Meravigliosa per me la tua conoscenza,
troppo alta, per me inaccessibile.
Dove andare lontano dal tuo spirito?
Dove fuggire dalla tua presenza?
Se salgo in cielo, là tu sei;
se scendo negli inferi, eccoti.
Se prendo le ali dell’aurora
per abitare all’estremità del mare,
anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra”.

Salmo (139, 6-10).

Dio abita ovunque e ogni tempo. Lui è interamente lì, nel big-bang, così com’è interamente qui ed ora, accanto a te che leggi. Perché è ovunque e sempre. Ogni istante è l’istante di Dio. Là, nel momento della Creazione, là, dove infinitamente piccolo ed infinitamente grande si incontrano, quell’istante e quel dove per Dio si dilata all’infinito, fino a comprendere il mondo e l’universo intero, la storia da quando esiste al suo ultimo istante.

Il Regno di Dio è contemporaneamente già qui, e non ancora qui, perché: “Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino»” (Matteo 4,17). Ma anche: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!» (Luca 17,21).

Dunque è qui, o non è qui? Entrambe queste affermazioni sono contemporaneamente vere. E non è un paradosso. Semplicemente il Regno di Dio scavalca i nostri limiti e li amplia fino all’infinito orizzonte di Dio. Dio smisurato ed incommensurabile, presente in ogni dove e in tutto, in ogni tempo ed in ogni luogo. Vedete che Dio è una realtà che non si può misurare con il metro, né con l’orologio? Fossero anche i più precisi… E, allora, anche il suo Regno è così: eternamente presente. Il presente è infatti il punto nel quale il tempo tocca l’eternità.

Potremmo concludere che il Regno si avvicina nel tempo che ormai è compiuto, che è arrivata l’alba del giorno in cui il Regno si manifesterà, anche se il giorno pieno ancora non è qui. Né sapremo quando arriverà. Ma sappiamo che, quello che culminerà nell’aldilà, inizia in questo mondo, come la vittoria di Cristo inizia già con il suo arrivo nel mondo e si consuma sulla Croce.

Se è troppo difficile immaginare il momento del big-bang per vedere Dio, c’è un altro luogo dove possiamo avere la certezza di trovare già ora il Regno di Dio: il nostro cuore. E’ lì che i nostri sentimenti, i nostri desideri, si intrecciano in un respiro che è fatto dell’esperienza del passato e delle speranze per il futuro, in un presente in cui abbiamo il dovere di vivere al meglio di noi stessi, testimoniando, anche con la nostra vita, anche con le nostre scelte, quei valori, quei principi, che ci separano dal regno del mondo.

#Santanotte Ricorda che Dio è dentro di te. Hai dentro l’infinito. Lì, nella tua anima.

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “Cristo Risorto in Gloria”, di Guido Reni, 1614, affresco, cupola del Santissimo Sacramento, Duomo di Ravenna

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