Meditazioni e preghiere
Dio? É un seme che ci rende migliori!

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Dio è un seme, pronto a sbocciare dentro la parte più nascosta di noi e renderci migliori.

Il mio in(solito) commento a:
Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo (Luca 14,25-33)

Avviso ai cercatori di Dio: Gesù è esigente. Sì, Cristo è una sorgente inesauribile di grazia e di amore: Egli riversa su di noi l’abbraccio del Padre, Egli soffre con noi, cammina con noi, ci guarisce e ci consola. Perché ci ama. Ma, quando l’amore è quello vero, quello che capita una volta sola nella vita, ecco che travolge tutto. Lo riconosciamo subito l’amore autentico: perché il cuore ci batte più forte di ogni altra volta, il respiro si fa più corto e gli occhi si aprono solo su di lui (o su di lei). Tutto il resto non ci interessa più. Perché l’amore vero è un sentimento tanto travolgente, quanto esclusivo. Lo sa bene san Paolo, che dopo essere stato folgorato sulla via di Damasco, si trasformò dal peggiore dei persecutori dei cristiani, nel più fervente degli apostoli. Perché Dio è così, è amore vero, e, quando lo incontriamo, tutto cambia.

Quell’amore, lo stesso che convertì san Paolo, che convertì Zaccheo, la samaritana, l’adultera e il buon ladrone, quello stesso amore che può spingere un detenuto a ravvedersi e cercare Dio è un seme, pronto a sbocciare dentro la parte più nascosta di noi e renderci migliori.

Una volta che il seme sarà germogliato nel nostro cuore, tutto sarà diverso, perché il male, il peccato, l’orgoglio, non troveranno più spazio dentro di noi, perché saremo pieni del suo Amore. Sì, quello con la “A” maiuscola. Perché Dio è amore. E Lui vivrà in noi: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Galati 2,20). Ecco come Gesù ci converte. Un suo tocco e la nostra anima guarisce, come guarì l’emorroissa (Luca 8,43-48). Come il cieco riacquistò la vista (Luca 18,35-43). Come la peccatrice trovò il perdono (Luca 7,36-50).

Così l’amore per Gesù ci riempie e noi ci svuotiamo di tutto il male che c’era prima. “Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore” (Lc 12,33-34). Il vero tesoro è nei cieli. Il vero tesoro è nel nostro cuore. Se il nostro cuore è occupato da altro… se noi pensiamo solo a noi stessi e non a Dio, allora vuol dire che non ci sarà posto per Gesù.

Per questo la frase che fa storcere il naso a qualcuno: “Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo” (v. 33) non ci deve spaventare. Gesù ci ama più di ogni altra cosa e sa che non tutti saremo in grado di trasformarci in San Francesco e spogliarci di ogni bene. Chi ha famiglia deve provvedere ai propri cari e deve poter disporre del denaro e delle risorse necessarie. Quello che ci chiede veramente Gesù è fare in modo che il denaro non sia il centro della nostra vita, non occupi tutti i nostri pensieri e non si sostituisca a Dio nel nostro cuore.

Scrive San Beda il venerabile: “dobbiamo tenere le cose di questo mondo in modo tale da non essere tenuti da esse nel mondo”. Ecco la formula corretta!

Ricordiamo sempre che se il nostro cuore sarà pieno di Gesù, pieno di vero Amore, non ci servirà nient’altro. “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” (Giovanni 15,5).

#Santanotte amici cari, non riempiamo il nostro cuore di cose e desideri vani, ma conserviamo lo spazio per Gesù. Lui, Vite vera, ci darà tutta la linfa di cui avremo bisogno per vivere una vita meravigliosa

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “Cristo il Salvatore con l’Eucaristia”, di Juan de Juanes, 1545, olio su pannello, 73×40 cm, Museo del Prado