
Dalla finestra al campo: scegli di essere operaio, non spettatore
Il mondo ha bisogno di operai, non di spettatori. Ha bisogno di mani che costruiscano, di cuori che consolino, di occhi che sappiano vedere il bene anche dove sembra non esserci. Ha bisogno di persone che non sotterrino il proprio talento, che non trattengano la luce, che non rinviino l’amore
Il mio in(solito) commento a:
La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai (Lc 10,1-9)
Se chiudi gli occhi un istante, riesci a vederlo anche tu quel campo di grano? Si stende a perdita d’occhio, mosso dal vento come un respiro collettivo. Ogni spiga è una vita. Ogni chicco un sogno, una ferita, una speranza. È l’umanità intera che ondeggia sotto il cielo, fragile e bellissima, forte e vulnerabile insieme
Guarda meglio: alcune spighe sono dritte, fiere, baciate dal sole. Altre sono piegate, segnate dalla fatica, stanche di lottare contro il vento delle difficoltà. Alcune crescono lente, altre maturano in fretta. Nessuna è identica all’altra. Eppure tutte hanno lo stesso valore. Tutte attendono la stessa cosa: qualcuno che se ne prenda cura.
È qui che Gesù ti conduce, proprio al centro di questo campo vivo. “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai”. La messe non è solo il raccolto: è il tempo favorevole, è l’istante decisivo, è l’ora in cui la vita chiede di essere raccolta, custodita, salvata. È il momento in cui non puoi più rimandare. È adesso.
E l’operaio non è un eroe, non è un superuomo. È semplicemente chi sceglie di sporcarsi le mani. Chi si china. Chi resta. Chi si prende cura. L’operaio è colui che non passa oltre, che non volta lo sguardo, che non si rifugia dietro mille scuse. È chi comprende che ogni spiga affidata è una responsabilità, non un peso. È un dono.
E allora permettimi una domanda, diretta, senza sconti: vuoi davvero restare alla finestra a guardare la vita che passa? Vuoi continuare a osservare il mondo da spettatore, commentando, giudicando, lamentandoti? O senti anche tu questo fuoco che spinge a scendere in strada, a entrare nella storia, a fare la tua parte?
Perché è troppo facile restare chiusi nella propria bolla di tranquillità. È comodo proteggersi, difendersi, conservare. Ma il Vangelo non è un rifugio: è una chiamata. Non è un divano: è un sentiero. Non è un alibi: è una missione.
Il mondo ha bisogno di operai, non di spettatori. Ha bisogno di mani che costruiscano, di cuori che consolino, di occhi che sappiano vedere il bene anche dove sembra non esserci. Ha bisogno di persone che non sotterrino il proprio talento, che non trattengano la luce, che non rinviino l’amore. E forse — anzi, certamente — ha bisogno di te.
Sì, proprio di te, così come sei, con le tue fragilità, le tue paure, le tue ferite e i tuoi sogni. Non aspettare di sentirti pronto. Non lo sarai mai abbastanza. Parti. Fidati. Lasciati mandare.
La messe è abbondante… e tu sei uno degli operai che il Signore sta cercando.
Non avere paura. Parti anche tu. #Santanotte
Alessandro Ginotta

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