Il dipinto di oggi è “Il Buon Pastore” del pittore spagnolo Cristóbal García Salmerón, 1660 circa, olio su tela 141 x 107 cm, ed è conservato al Museo del Prado di Madrid.

Conosci la strana aritmetica di Gesù?

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+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 15,3-7)

In quel tempo, Gesù disse ai farisei e agli scribi questa parabola:
«Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione».

Parola del Signore

Gv 12,44-50

Eh sì! E’ proprio strana l’aritmetica di Gesù, dove 1 vale più di 99!

L’ultima volta che commentai questa parabola un paio di lettori mi fecero notare che, secondo loro, Gesù stava sbagliando. Non è possibile – osservarono – che un pastore lasci novantanove pecore nel deserto, in balia dei lupi, per andare a cercare l’unica che si è smarrita.

Bene, a questi due interlocutori occorre ricordare che Dio non ci lascia mai soli. Resta sempre con noi. Dio è onnipresente. E’ dappertutto: nel deserto a proteggere le 99 pecore e contemporaneamente si sporge dal dirupo per salvare quella smarrita.

“Dove andare lontano dal Tuo Spirito, dove fuggire dalla Tua presenza? Se salgo in cielo, là Tu sei, se scendo negli inferi, eccoti. Se prendo le ali dell’aurora per abitare all’estremità del mare, anche là mi guida la Tua mano e mi afferra la Tua destra. Se dico: «Almeno l’oscurità mi copra e intorno a me sia la notte»; nemmeno le tenebre per te sono oscure, e la notte è chiara come il giorno; per Te le tenebre sono come luce” (Salmo 139,7-12).

Dunque il gregge non è in pericolo. Ma… il Buon Pastore non può permettersi di perdere neppure una delle sue pecorelle. E cos’è una pecorella smarrita? Non è forse un peccatore che si è allontanato da Dio? L’uomo è l’oggetto dell’amore di Dio. Il Creatore desidera che neppure una delle sue creature si “perda” (nel senso di cadere in perdizione) e per questo Egli non esita a lasciare le altre novantanove  – al sicuro – nel deserto, per cercare la pecorella che si è smarrita.

Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati” (Mt 9,12). E ancora “non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori” (Mt 9,13). Anche Gesù “cercava” le anime che si stavano allontanando per salvarle dalla perdizione. Pensiamo, ad esempio, a Zaccheo: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua” (Lc 19,5). Gesù predilige le periferie, va alla ricerca degli ultimi, perchè ognuno di noi ha un grande valore per Lui. Noi contiamo tanto, tantissimo per Lui. Quanto più siamo soli e lontani, più Lui si avvicina a noi, ci cerca, ci chiama…

Questo Pastore, buono e misericordioso, che soffre per l’allontanamento della pecorella e gioisce quando la ritrova, ancor più di quanto lo rende contento possedere 99 pecore, mi ricorda tanto il Padre Buono della parabola (altrimenti detta del figliol prodigo). Noi possiamo sbattere la porta di casa e fuggire via, per sperimentare la nostra libertà, il libero arbitrio. Essere liberi di sbagliare. allontanarci, perderci, rimanere schiavi dei nostri stessi errori. Ma Dio non ci abbandonerà al nostro destino. Anzi, più noi ci allontaneremo, più Lui ci cercherà. Più forte griderà il nostro nome. Per farci ritrovare la strada di casa. Non ci obbliga, certo… se desideriamo perderci… ci perderemo. Ma Lui terrà sempre la porta di casa aperta.

E come il Padre Buono ci correrà incontro, ci donerà il vestito più bello, ci metterà l’anello al dito e ci darà un paio di sandali. Poi darà un gran banchetto per festeggiare il nostro ritorno “perché questo mio figlio era per me come morto e ora è tornato in vita, era perduto e ora l’ho ritrovato” (Lc 15,24). Perchè: “ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione” (Lc 15,7).

Cari amici la domanda di oggi è: Chi sono io? Una delle novantanove pecore nel recinto, o la centesima che si perde? Se sono la centesima… perchè mi allontano? Accetto la Misericordia di Dio che mi perdona e mi riaccoglie? E… se sono tra le altre 99, sono felice che si faccia festa per la pecorella ritrovata?

Questa notte, Gesù, ti affido tutti i miei amici e le persone che conosco! Custodiscili nel Tuo recinto, al riparo dai pericoli. E se uno di loro dovesse allontanarsi… cercalo e riprendilo con Te. Sotto la tua protezione.

#Santanotte amici miei! 🙂 🙂 🙂

Il dipinto di oggi è “Il Buon Pastore” del pittore spagnolo Cristóbal García Salmerón, 1660 circa, olio su tela 141 x 107 cm, ed è conservato al Museo del Prado di Madrid.

Alessandro Ginotta

Cento giorni con Gesù, Alessandro Ginotta, Tau Editrice

Non un libro da leggere con gli occhi, ma un’esperienza da vivere con il cuore.

Al lettore che sfoglierà questo libro basterà scorrere l'indice per rendersi conto che non si tratta del “solito” commento al Vangelo ma di qualcosa di completamente nuovo per approccio, stile, linguaggio e contenuto. Sai cosa vuole Gesù dalla tua vita? Quante volte ci siamo fatti questa domanda? Perchè la mia preghiera non viene ascoltata? (e perchè non è così). Cento giorni con Gesù è una proposta per aiutarti ad affrontare il futuro in modo migliore, consapevole che nelle difficoltà, ma anche nelle gioie grandi o piccole di ogni giorno, non siamo soli, ma abbiamo al nostro fianco Cristo, che ci sorregge, ci consola, ci perdona, piange con noi e sorride con noi. Perchè vivere bene si può, e con Gesù è meglio!

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