Come si risponde ad un’ingiustizia?

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L’ingiustizia è un terribile veleno che scava profondi solchi tra le persone. Ed è un gran male.

Il mio in(solito) commento a:
Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui (Luca 18,1-8)

Ti è mai capitato, nella vita, di non riuscire proprio a capire perché una persona si sia comportata in un certo modo con te? Hai mai subito un’ingiustizia? Mi pare di vedere che stai annuendo. Anche a me è successo. Fin troppe volte. Fa male l’ingiustizia e fa ancora più male quando arriva da una persona che ritenevi amica, con la quale magari avevi fatto dei progetti. Non riesci a spiegartela perché è così lontana dalla natura dell’amore che Dio ci ha insegnato che la tua anima la rifiuta. L’allontana. La tua anima vorrebbe che non fosse mai accaduta. Desidera solo che tutto possa tornare come prima. Con il bene che unisce e nessuna ingiustizia che divide. Ma non sempre le cose vanno così.

L’ingiustizia è un terribile veleno che scava profondi solchi tra le persone. Ed è un gran male. Perché arriva dal demonio stesso: “dividere”, “colui che divide”, “calunniatore”, “accusatore”, sono le parole alla radice del termine greco diábolos. Ed è questo che fa questo essere immondo che acceca le anime, separa e produce frutti di male. Sì, perché chi ha subito l’ingiustizia rischia grosso: non solo è stato danneggiato sul piano umano, ma corre il serio pericolo di scivolare in una spirale di odio e vendetta che altro non fa che amplificare le divisioni e rafforzare il male. Anzi, diventa egli stesso una inconsapevole pedina del maligno quando si presta ad un colposo modo di esercitare il male restituendolo a chi lo aveva offeso. Così, da cosa nasce cosa ed il male coltiva altro male.

Dobbiamo spezzare questa catena. Dobbiamo essere forti e cercare di rispondere al male con il bene. Dobbiamo essere capaci di non odiare, di non tramare vendetta (neppure di pensarla), ma di agire continuamente solo mossi dall’unico sentimento che proviene da Dio: l’amore!

È  difficile riuscire a non reagire, ma siamo chiamati a farlo. Leggere il versetto che la Liturgia ci propone per oggi ci aiuterà: Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui (cfr. v. 7).Spezzare le catene della malvagità” (Isaia 58:6; cfr. Salmo 82,3). San Giovanni Evangelista è perentorio: “In questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chiunque non pratica la giustizia non è da Dio; come pure chi non ama suo fratello.” (1 Giovanni 3,10).

Davanti all’ingiustizia io trovo di grande conforto questi passi del Salmo 37:

Ho visto l’uomo malvagio e prepotente ergersi
come albero verdeggiante sul suolo natìo,
ma poi è scomparso, ed ecco,
non c’è più;
io l’ho cercato, ma non si è più trovato.
Osserva l’uomo integro e considera l’uomo retto,
perché l’uomo di pace avrà una discendenza.
Ma tutti i malvagi saranno distrutti;
la discendenza degli empi sarà sterminata.
La salvezza dei giusti proviene dal SIGNORE;
egli è la loro difesa in tempo d’angoscia.
Il SIGNORE li aiuta e li libera;
li libera dagli empi e li salva,
perché si sono rifugiati in lui

(Salmo 37,36-40).

#Santanotte. Non cadiamo nel tranello del demonio, ma avanziamo fiduciosi sulle ali dell’amore.

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “Gesù nel Getsemani”, di Carl Bloch, 1873, olio su rame, The Museum of National History, Hillerød, Danimarca

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