Chi sono io per Gesù?

Chi sono io per Gesù?

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+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,18-24)

Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».
Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».
Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà».

Parola del Signore

Gv 12,44-50

Una domanda che precede un’altra domanda. Per dare tempo ai discepoli di interrogarsi, per far maturare nei loro cuori la risposta: “Le folle, chi dicono che io sia?” (v. 18). Gesù lo sa bene cosa dicono le folle, a Lui non servono risposte. Vuole che siano i discepoli a scrutarsi: “Ma voi, chi dite che io sia?” (v. 20).

Una domanda che Gesù pone anche a noi oggi: “Chi sono io per te?”. Sì, proprio per te, cara lettrice, caro lettore: Chi è Gesù per te? Chi è Gesù Cristo per ognuno di noi, per me?

La risposta può essere solo di fede, come quella che ha dato San Pietro: “Il Cristo di Dio” (v. 20).

Ma la risposta in sè non è importante per Gesù, mentre è importante l’interrogativo, che ci stimola, ci spinge a pensare. Quando e dove abbiamo incontrato Gesù nella nostra vita? In quell’ammalato che siamo andati a visitare all’ospedale? In quell’emarginato, là sulla strada, al quale abbiamo regalato un sorriso e un pezzo di pane? A quel bimbo che piangeva e che abbiamo consolato? Ogni volta che compiamo una buona azione incontriamo Gesù: “In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).

Perchè “Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno” (v. 22). Sì, ha molto sofferto Gesù. Ha sofferto per noi. Per noi ha portato la Croce. Per noi è morto in Croce. Per noi è Risorto: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).

E come Gesù ha portato la Croce, anche noi abbiamo una piccola croce da portare: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (v. 23). Noi cerchiamo spesso di condurre… una vita comoda… cerchiamo di allontanarci dalle difficoltà, preferiamo non rischiare, preferiamo non scegliere. Non ci opponiamo alle decisioni sbagliate dei politici, perchè… è più comodo così. Non ci fermiamo ad aiutare quel sofferente in strada, perchè… non vogliamo sporcarci le mani, non vogliamo perdere tempo, non ci vogliamo esporre. Ma così non incontreremo Gesù! Così la nostra vita sarà forse anche un’esistenza comoda, ma non sarà vita! Non ci appagherà, saremo sempre tristi, depressi.

Perchè così facendo abbiamo scelto di “non vivere”: Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà” (v. 24). Se vorremo che la nostra vita sia comoda… la perderemo! Certo, non cadrà un fulmine dal cielo, oh no… magari “nelle comodità” supereremo anche i 100 anni, ma… la nostra sarà una non-esistenza una non-vita, una vita buia, una vita passiva, una vita di noia, una vita di malumore, piena di rimorso per non avere saputo vivere pienamente.

La vita vera, invece, quella piena, quella di luce, è alla sequela di Gesù, e la si “vive” accettando la nostra croce.

Cari amici, le domande che oggi vi propongo (e mi propongo) sono: Com’è la mia vita? E’ una vita vera, vissuta secondo i valori del Vangelo, oppure è una vita… troppo comoda? Quand’è l’ultima volta che ho incontrato Gesù nella mia vita? E infine una contro-domanda: Chi sono io per Gesù?

Questa notte, Gesù, ti affido tutti i miei amici e le persone che conosco! Manda il Tuo Spirito a fortificare i loro cuori, così che siano capaci di condurre una vita vera, una vita piena, una vita-vita, alla Tua sequela.

#Santanotte amici miei! 🙂 🙂 🙂

Chi sono io per Gesù?
Il dipinto di oggi è “Cristo porta la Croce”, del pittore italiano Tiziano Vecellio, 1565 circa, olio su tela, 67 x 77 cm, Museo del Prado, Madrid

Alessandro Ginotta

Cento giorni con Gesù, Alessandro Ginotta, Tau Editrice

Non un libro da leggere con gli occhi, ma un’esperienza da vivere con il cuore.

Al lettore che sfoglierà questo libro basterà scorrere l'indice per rendersi conto che non si tratta del “solito” commento al Vangelo ma di qualcosa di completamente nuovo per approccio, stile, linguaggio e contenuto. Sai cosa vuole Gesù dalla tua vita? Quante volte ci siamo fatti questa domanda? Perchè la mia preghiera non viene ascoltata? (e perchè non è così). Cento giorni con Gesù è una proposta per aiutarti ad affrontare il futuro in modo migliore, consapevole che nelle difficoltà, ma anche nelle gioie grandi o piccole di ogni giorno, non siamo soli, ma abbiamo al nostro fianco Cristo, che ci sorregge, ci consola, ci perdona, piange con noi e sorride con noi. Perchè vivere bene si può, e con Gesù è meglio!

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Alessandro Ginotta
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