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Chi erano i dodici apostoli?

Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, 15Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; 16Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.

Ti annoi? Scommettiamo di no!? Quale commento potrà mai venire fuori da un elenco di nomi? Eppure il Vangelo ci stupisce anche in questo: ogni parola conserva in sé una forza inspiegabile che travalica i limiti della ragione e arriva là, dove l’infinito si perde nel cuore di Dio

Il mio in(solito) commento a:
Passò tutta la notte pregando e scelse dodici ai quali diede anche il nome di apostoli (Luca 6,12-19)

Che cosa potrà aggiungere alla nostra conoscenza del Vangelo una serie di nomi? Anzitutto proprio i loro nomi: non è affatto detto che li conosciamo davvero tutti. Poi, dietro ogni nome è nascosta una storia, ricca ed avvincente. Ma prima di tutto “Passò tutta la notte pregando”. Sì, anche Gesù pregava. Sfogliando le pagine dei quattro Vangeli lo incontriamo molte volte intento a pregare prima di dedicarsi ad un evento importante. Immagina il dialogo con il Padre Creatore per prepararsi alla scelta delle dodici persone che lo avrebbero accompagnato nel suo viaggio terreno alla ricerca dell’uomo perduto: “Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore” (Matteo 9, 35-36). Dio si è incarnato per ricondurre all’ovile anche l’ultima delle pecore smarrite. Pecore che si erano allontanate a causa del peccato originale e delle sue disastrose conseguenze: “Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Giovanni 17,20-21). E ancora: “Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo” (Giovanni 17,24).

Il Vangelo di oggi è una storia di storie. Perché dietro ad ogni nome c’è un volto, c’è una vita vissuta, ed alcune sono davvero sorprendenti. E così quella che potrebbe essere una lunga sequenza di nomi nasconde spunti impensabili.

Ma chi erano gli apostoli? “Simone, al quale diede anche il nome di Pietro” (cfr. v.14). Pescatore, figlio di pescatori, San Pietro (Betsaida, 2 o 4 ca.; † Roma, 64 o 67) fu il “primo” degli Apostoli di Gesù, da lui posto a capo della sua Chiesa. Vescovo di Roma, vi subì il martirio sotto l’imperatore Nerone. È considerato il primo Papa. Irruento e focoso nel parlare.

Sant’Andrea, “suo fratello” (v. 14). Come lui fu un umile pescatore. Eusebio di Cesarea ricorda nelle sue “Origini” che Andrea aveva viaggiato in Asia Minore e in Scizia, lungo il Mar Nero come del resto anche sul Volga e sul Kiev: per questo motivo egli è divenuto santo patrono della Romania e della Russia. Secondo la tradizione, egli fu il fondatore della Sede Episcopale di Bisanzio (Costantinopoli), dal momento che l’unico Vescovato dell’area asiatica che era già stato fondato era quello di Eraclea. San Giacomo il Minore, cugino paterno di Gesù.

San Giovanni apostolo, evangelista, aveva un ruolo speciale all’interno della cerchia dei dodici apostoli: compreso nel ristretto gruppo includente anche Pietro e Giacomo, lo identifica con “il discepolo che Gesù amava”, partecipe dei principali eventi della vita e del ministero del maestro e unico degli apostoli presenti alla sua morte in croce. Secondo antiche tradizioni cristiane Giovanni sarebbe morto in tarda età ad Efeso, ultimo sopravvissuto dei dodici apostoli. A lui la tradizione cristiana ha attribuito cinque testi biblici: il quarto vangelo, tre lettere e l’Apocalisse.

San Filippo: l’evangelista San Giovanni lo presenta come un uomo generoso, molto vicino a Gesù, e desideroso di farlo conoscere a tutti; aveva quattro figlie con il dono della profezia.

San Bartolomeo, visse e viaggiò a lungo: secondo alcuni si spinse fino in India. Sarebbe morto scuoiato, così viene raffigurato nell’affresco del Giudizio Universale che orna la volta della Cappella Sistina. La pelle del santo mostra il volto di un uomo anziano, dai lineamenti segnati. Pare che si tratti dell’autoritratto dello stesso Michelangelo.

San Matteo, di professione esattore delle tasse, fu chiamato da Gesù ad essere uno dei dodici apostoli: gli passò vicino e gli disse semplicemente “seguimi” (Marco 2,14). Matteo, alzatosi, lo seguì. Immediatamente Matteo tenne un banchetto a cui invitò, oltre a Gesù, un gran numero di pubblicani e altri pubblici peccatori. Il riferimento ad un esattore di imposte a Cafarnao, di nome Levi, compare anche in (Luca 5,27).

San Tommaso è noto a tutti per essere il protagonista del brano (Giovanni 20,24-29) in cui prima dubitò della risurrezione di Gesù e poi lo riconobbe. Secondo la tradizione predicò al di fuori dell’Impero romano, in Persia ed India.

San Giacomo il Maggiore, anch’egli pescatore, insieme a Pietro e Giovanni appartiene la cerchia degli apostoli più vicini a Gesù. Insieme a Giovanni era soprannominato Boanèrghes, espressione aramaica che significa “figlio del tuono” (Marco 3,17 ); l’appellativo deriva dal carattere roboante e impetuoso (cfr. Luca 9,54).

San Simone è cugino di Gesù. Fu un longevo vescovo di Gerusalemme (dal 61 al 107 d.C.). È festeggiato come santo il 28 ottobre, assieme all’apostolo Giuda-Taddeo (suo possibile fratello e altro cugino di Gesù).

San Giuda, figlio di Giacomo, era soprannominato Taddeo, “uomo di gran cuore”. Non è da confondere con l’altro Giuda, l’Iscariota, il traditore. Patrono delle cause perse, a lui si rivolgono pellegrini di tutto il mondo chiedendo miracoli disperati (che spesso esaudisce). Predicò a Edessa (Siria), Urfa (Turchia), in Mesopotamia, in Fenicia, Armenia, e Persia. Una tradizione vuole che al collo portasse un grande medaglione contenente un panno ripiegato su cui era raffigurato il volto di Gesù (leggende dicono che si trattasse della Sindone, il lenzuolo fisico che ne avvolse il corpo nel Sepolcro e che venne rintracciato proprio ad Edessa, dove il santo predicò).

Infine Giuda Iscariota, l’unico apostolo a non essere santo. Giuda vendette Gesù ai sommi sacerdoti in cambio di un sacchetto contenente trenta monete d’argento. Tormentato dal rimorso, si impiccò. Le monete, abbandonate nel tempio, vennero utilizzate dai sommi sacerdoti per comprare il cosiddetto “campo del Vasaio” (in ebraico Aceldama), riservato alla sepoltura degli stranieri. Matteo sottolinea che ciò avvenne come per adempimento di una profezia di Zaccaria (Zc 11,12-13).

Visto quante storie si nascondono dietro ad un elenco di nomi? E pensa che quelli che ti ho dato non sono che cenni. Fra quei dodici ci sei un po’ anche tu che leggi. Sì, non ti meravigliare, perché anche tu sei apostolo di Gesù. Anche tu, con il tuo modo di vivere, di scegliere, di ragionare, porti la sua Parola agli occhi di tutti quelli che ti circondano. Mi piace chiudere queste righe con le parole di San Paolo: “Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io” (1Corinzi 9,22-23). #Santanotte

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “La Comunione degli Apostoli” di Luca Signorelli, 1512, olio su pannello, 232×220 cm, Museo di Cortona

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