Che cos’è la fede?

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Ne basterebbe un granello per spostare perfino le montagne. Che cos’è? Te lo racconto con un fatto insolito e miracoloso che mi è accaduto veramente

Il mio in(solito) commento a:
Se aveste fede! (Luca 17,5-10)

Se aveste fede. Le parole di Gesù sferzano la nostra coscienza. Sì, perché siamo sempre qui, pronti a lamentarci per ogni cosa, piangenti chiediamo un intervento divino e poi… mormoriamo di nuovo perché non lo riceviamo. Ma se avessimo sbagliato tutto?

Sì, Dio è onnipotente. Con uno schiocco di dita può cambiare le sorti del mondo intero. Può, ma non lo fa. Perché rispetta la nostra libertà. Sì. Noi siamo nati liberi. Dio ci ha creati amandoci per primo, ed ha sempre sperato, e spera ancora ora, che in qualche modo noi saremo in grado di amarlo a nostra volta. Ma, rendendoci liberi, Egli ha limitato la sua stessa libertà. Ecco che Dio che ci ha dotati di libero arbitrio, non interferisce nelle nostre decisioni. Ecco il grande amore di Dio, un amore che arriva fino a permettere quello che noi non comprendiamo, quello che contrasta con il suo disegno iniziale: il male. Dio ci concede perfino di scegliere la strada sbagliata. Perché ci vuole liberi. Perché ci ama.

Eppure ci ha fatto un dono che ha un potenziale enorme. La possibilità di far accadere i miracoli. Ovvero la fede. Sì, perché è la fede l’ingrediente principale degli interventi soprannaturali di Dio. Intendiamoci: non serve la nostra fede a Dio per compiere un prodigio. Ma è Lui che vuole così. Ci chiama a prendere parte al miracolo stesso. Senza di noi, senza la nostra volontà, difficilmente il miracolo si realizza.

Per aiutarci, per esaudire le nostre preghiere, Gesù cerca la nostra volontà, la nostra fede, la nostra collaborazione. Cristo ci coinvolge e chiede la nostra volontà di cambiare, chiede a noi di agire, ci domanda di credere che quel che chiediamo nella preghiera possa avvenire.

Ed è questa la forza della fede: la convinzione che, quanto stiamo per chiedere nella preghiera, si realizzerà. La fede. “Gli apostoli dissero al Signore: «Aumenta la nostra fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe»” (v. 5).

La fede è quel “quid”, quella briciola, quel qualcosina minuscolo che dobbiamo mettere noi per far sì che un miracolo grande ed eclatante si avveri, tramite la potenza di Dio. È un po’ un discorso di leve e di fulcri. “Datemi un punto d’appoggio e vi solleverò il mondo”. Le parole di Archimede calzano a pennello: datemi un briciolo di fede e stravolgerò la vostra esistenza. La riempirò di cose belle e buone. Farò di voi persone di luce e il mondo attorno a voi diventerà splendente.

Talvolta ho sperimentato il potere della fede. Nella mia vita ho identificato alcuni eventi che, senza dubbio, si sono avverati (e continuano ad avverarsi) per il volere di Dio. Ma ho notato che, ogni volta, è necessario che io vinca quel freno di incredulità che alberga nel mio cuore, come in quello di ciascuno di noi. È una lotta. Ne racconterò uno, piuttosto banale all’apparenza, ma che per me conta molto. Se oggi credo è anche per quello che accadde quel pomeriggio:

Stavo accompagnando mio padre, gravemente ammalato, ad una visita urgente. Avevamo fatto di tutto, quel giorno, mia mamma ed io, per convincere uno specialista a visitarlo. Non lo conoscevamo, ma ce lo avevano consigliato. Il medico era stracolmo di appuntamenti, ed avremmo dovuto attendere settimane. Poi lo convincemmo ad aprire lo studio, anche se quel giorno non era previsto, lo fece solo per noi. La preoccupazione per la malattia di cui non comprendevamo la causa e l’ansia di non riuscire ad arrivare in tempo (il medico ci aveva concesso una disponibilità limitatissima) avevano reso il viaggio in auto un autentico inferno. Ogni cosa che sarebbe potuta andare storta lo fece: ingorghi, semafori, lavori imprevisti e, in ultimo, trovare parcheggio sembrava impossibile. Non ero mai stato in quella zona della città. Non conoscevo le strade né gli edifici. Ero disperato, ma poi scoprii il mio granello di senape. La lotta tra il macigno delle preoccupazioni e la piccolezza di un semino… la vinse il seme. Che cosa accadde? Quando ormai sembrava impossibile trovare un parcheggio sentii un nitido pensiero formarsi nella mia testa. Non era una voce, ma una convinzione. Qualcosa di così forte da non poter essere ignorata. Avrei dovuto svoltare e portarmi sulla strada parallela: lì avrei trovato una chiesa e, davanti ad essa, un parcheggio libero. Non sapevo neppure che ci fosse una chiesa da quelle parti, eppure, svoltato la strada e percorsa esattamente la poca distanza che avevo immaginato dall’angolo, spuntò una chiesa. Proprio lì dove avevo pensato che sarebbe stata. Proprio lì dove non ero mai passato prima nella mia vita. E, davanti alla chiesa, senza divieti, un bel parcheggio. L’unico che avessi scorto da almeno venti minuti. Coincidenza? No. Non credo. Fu un intervento divino. Il fatto è che quando misi le mani sul volante per svoltare dietro quell’angolo decisi di scommettere con me stesso. Decisi che non solo avrei ascoltato quella voce (quel pensiero), ma che vi avrei creduto, abbandonando ogni resistenza. Infondo, quando stai già perdendo tutto, cosa c’è da perdere affidandosi alla fede? Volevo che lì ci fosse una chiesa. Ed una chiesa apparve. Esattamente come l’avevo immaginata. Esattamente dove l’avevo immaginata. Di più: esattamente come l’avevo immaginata. Perfino i dettagli architettonici erano gli stessi. Assomigliava in modo sorprendente alla costruzione che avevo fatto nella mia fantasia. Percorremmo pochi metri a piedi e giungemmo allo studio. La visita andò bene, anche se non risolse il problema di mio padre, ci fece risparmiare tempo prezioso escludendo dubbi che ci stavano portando su una strada sbagliata.

Devo ancora confessare una cosa. Una cosa che mi convinse una volta in più del miracolo. Tempo dopo tornai in quella strada. Volevo rivedere quella chiesa. Avevo la curiosità di sapere a chi fosse intitolata. Mi sarebbe piaciuto entrarvi. Non la trovai più. La via era quella, ma sembrava non esserci mai stata una chiesa. Mi vengono i brividi mentre scrivo queste parole.

Dio c’è. Basta avere fede! #Santanotte!

Alessandro Ginotta

L’illustrazione di oggi è: “Cristo Pantocratore”, Mosaico, 1280 circa, Basilica di Santa Sofia, Istanbul

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