Uomini e donne che cercano la pace. La 51ma Giornata Mondiale della Pace.

«Sono uomini e donne, bambini, giovani e anziani che cercano un luogo dove vivere in pace». Si apre con le parole di Benedetto XVI (Angelus, 15 gennaio 2012) il Messaggio di Papa Francesco per la cinquantunesima Giornata Mondiale della Pace che si celebra il 1° gennaio 2018 sul tema “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”.

Sono oltre 250 milioni i migranti, 22 milioni e mezzo dei quali rifugiati. Cercano un luogo dove vivere in pace e per trovarlo molti di loro sono disposti a rischiare la vita in un viaggio che in gran parte dei casi è lungo e pericoloso, a subire fatiche e sofferenze, ad affrontare “reticolati e muri innalzati per tenerli lontani dalla meta”.

Uomini e donne che cercano la pace. La 51ma Giornata Mondiale della Pace.

“Ci sarà molto da fare – osserva il Santo Padre – prima che i nostri fratelli e le nostre sorelle possano tornare a vivere in pace in una casa sicura”. Accogliere l’altro richiede un impegno concreto, una catena di aiuti e di benevolenza, un’attenzione vigilante e comprensiva, la gestione responsabile di nuove situazioni complesse che, a volte, si aggiungono ad altri e numerosi problemi già esistenti. E troppo spesso ci si trova ad affrontare tutto ciò con delle risorse che sono sempre limitate.

Con uno sguardo lucido e realista Francesco invita i governanti ad “accogliere, promuovere, proteggere e integrare”, ma a farlo con senso di responsabilità verso le proprie comunità, alle quali devono assicurare “i giusti diritti e lo sviluppo armonico”, per non comportarsi come “il costruttore stolto che fece male i calcoli e non riuscì a completare la torre che aveva cominciato a edificare”.

Grazie mille! (e grazie ancora per ieri, anche Caterina è stata molto felice per le tue parole e ti saluta tanto).

Non mancano i richiami a quanti, in vari paesi del mondo “fomentano la paura nei confronti dei migranti”, magari a fini politici e anziché costruire la pace “seminano violenza, discriminazione razziale e xenofobia”. Il Papa stigmatizza una retorica largamente diffusa che “enfatizza i rischi per la sicurezza nazionale o l’onere dell’accoglienza dei nuovi arrivati, disprezzando così la dignità umana che si deve riconoscere a tutti, in quanto figli e figlie di Dio”.

Se da un lato alcuni considerano le migrazioni una minaccia, il Santo Padre ci invita a guardarle “con uno sguardo carico di fiducia come opportunità per costruire un futuro di pace”. Anche perché tutti gli elementi di cui dispone la comunità internazionale indicano che le migrazioni globali continueranno a segnare il nostro futuro. E dovremo imparare a gestirle ed a conviverci. Perché, come scriveva San Giovanni Paolo II: «Se il “sogno” di un mondo in pace è condiviso da tanti, se si valorizza l’apporto dei migranti e dei rifugiati, l’umanità può divenire sempre più famiglia di tutti e la nostra terra una reale “casa comune”» (Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2004). “Molti – conclude Papa Francesco – nella storia hanno creduto in questo sogno e quanto hanno compiuto testimonia che non si tratta di una utopia irrealizzabile”.

Alessandro Ginotta

 

Alessandro Ginotta

Responsabile dell'Ufficio Stampa della Società di San Vincenzo De Paoli, Webmaster Cattolico, scrivo articoli (Spiritualità, Fede e Religione) per alcuni periodici cattolici.