Meditazioni e preghiere
Un valzer con Gesù

Un valzer con Gesù

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Un valzer con Gesù che oggi leggiamo in queste righe che ci raccontano di carezze con capelli profumati: un gesto, senza misura, che ci parla di un’altra esperienza smisurata

Il mio in(solito) commento a:
Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura (Giovanni 12,1-11)

Luce e tenebre si intrecciano reciprocamente in una danza che appare di una piacevolezza struggente: da un lato abbiamo la gioia di vedere i due amici, Gesù e Lazzaro, di nuovo a cena insieme. La vita ha vinto la morte. Ma il piacere è adombrato dalla figura di Giuda, che cova rancori e medita il tradimento. L’ombra della cattura e della condanna a morte di Cristo oscura la felicità dell’amicizia ritrovata. 

Ma il valzer continua e la luce, ancora una volta, volteggia insieme al buio, in un crescendo di emozioni: Maria, colei che aveva “scelto la parte migliore” (cfr Luca 10,42), “prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo” (v. 3). Attraverso queste parole anche noi, amici cari, possiamo sentire il profumo di questa essenza così intensa, che ha il sapore intenso dell’amore, dell’amicizia, dell’ammirazione. 

Pensate, amici, che trecento grammi di olio di nardo, costavano un anno dello stipendio di un fante delle legioni romane. Un prezzo esorbitante, con il quale si poteva addirittura acquistare uno schiavo. Sì, Maria ha deciso di non badare a spese per Gesù, l’amico maestro che le ha appena restituito il fratello. Immaginiamo la gratitudine che doveva gonfiare il cuore di questa donna. 

Ma io sono certo, amici cari, che i capelli di Maria si bagnarono anche delle sue lacrime. Perché questo gesto così sensuale nasconde anche un altro significato: l’olio di nardo, oltre ad essere un lussuoso cosmetico, veniva anche utilizzato per ungere le salme al momento della sepoltura. E qui, l’ombra della passione di Gesù si intreccia in un crescendo di danza con la luce dell’amore. 

Le lacrime e la risurrezione intrecciano la vita di Maria di Magdala, la Maddalena e Gesù. Davanti alla tomba del fratello Lazzaro, Maria vedrà Gesù piangere. Sarà lei, poi, a piangere, quando scoprirà che la pietra è stata tolta davanti al sepolcro di Gesù. Due risurrezioni bagnate dalle lacrime e seguite dalla gioia.

Sarà lei a correre ad avvisare Pietro e Giovanni, i quali, a loro volta, correranno al sepolcro scoprendo l’assenza del corpo del Signore. Qui ha inizio un percorso che dall’incredulità si apre progressivamente alla fede. Chinandosi verso il sepolcro scorgerà due angeli e dirà loro di non sapere dove sia stato posto il corpo del Signore. Poi, volgendosi indietro, vedrà Gesù senza riconoscerlo: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”. Gesù allora la chiamerà per nome: “Maria!” E lei voltandosi risponderà: “Rabbunì!”, che in ebraico significa: “Maestro!”. Gesù le consegnerà quindi una missione: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. Maria di Magdala andrà quindi ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore! e anche ciò che le aveva detto” (cf. Gv 20).

Maria Maddalena fu la prima fra le donne al seguito di Gesù a proclamarlo come Colui che ha vinto la morte, la prima apostola ad annunciare il gioioso messaggio centrale della Pasqua. Quando il Figlio di Dio entrò nella storia, questa donna fu fra coloro che maggiormente lo amarono, dimostrandolo. Quando giunse il tempo del Calvario, Maria Maddalena rimase insieme a Maria Santissima e a San Giovanni, sotto la Croce. Non fuggì per paura come fecero i discepoli, non lo rinnegò per paura come fece il primo Papa, ma rimase presente ogni ora, dal momento della sua conversione, fino al Santo Sepolcro. Perché l’amore è più forte della morte.

Un valzer con Gesù che oggi leggiamo in queste righe che ci parlano di carezze con capelli profumati: un gesto, senza misura, che ci parla di un’altra esperienza smisurata: la Passione e la morte di Gesù visti come gesto d’amore senza fine. Ma l’amore è anche quello che si esprime nella Risurrezione, che vince la morte.

Allora, amici cari, in questo vortice di danza, intravvediamo anche la risposta di Gesù alle nostre preghiere. Anche al giorno d’oggi ci sono persone che fanno della propria vita un dono d’amore per gli altri e si diffonde il profumo della vita.  

#Santanotte amici. O Gesù, che resuscitasti Lazzaro, permetti anche a noi di risorgere, non solo per la vita eterna, ma anche nella nostra vita quotidiana. Aiutaci a lasciare alle spalle peccato e rancori, così che “rinati” spiritualmente, potremo iniziare una nuova vita. Dio vi benedica amici cari!

Alessandro Ginotta

Un valzer con Gesù Luce e tenebre si intrecciano reciprocamente in una danza che appare di una piacevolezza struggente
Il dipinto di oggi è: “Cristo Risorto appare a Maria Maddalena”, di Alexander Andreyevich Ivanov, 1835, olio su tela, 242 x 321 cm, Russian Museum, San Pietroburgo