Meditazioni e preghiere
Quella scintilla di Dio che brilla in noi

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Dentro al cuore di ciascuno di noi brilla una scintilla di Dio: la nostra anima.

Il mio in(solito) commento a:
Ecco lo sposo! Andategli incontro! (Matteo 25,1-13)

In alcuni questa luce è più luminosa: santi, beati, donne e uomini comuni la cui fede è una forte lampada che rischiara non soltanto il loro cammino, ma anche quello di chi gli sta accanto. In altri il dolore, la sofferenza, le esperienze della vita, hanno alzato una cortina di fumo attorno a questa scintilla che, pur continuando ad ardere, dall’esterno appare troppo fioca.

Ma al di là di questa nube, più o meno densa, ciascuno di noi ha dentro di sé una piccola fiammella che viene da Dio. Anzi, che è parte di Dio: “Rimanete in me e io in voi” (Giovanni 15,4) ci raccomanda Gesù. Il filosofo neoplatonico Plotino sosteneva che l’anima umana è come una scintilla di divinità dentro di noi. Un’anima che desidera ardentemente riunirsi con Dio.

Sapete amici, a me piace questa sintesi fatta con il cuore: “Dio è amore” (1Giovanni 4,8). Ha sempre amato ed amerà per sempre. Prima ancora di creare l’universo Egli amava. Ma amava a tal punto che il suo amore crebbe fino a fuoriuscire da Lui. Ed Egli creò il mondo così come lo conosciamo. L’universo intero: il cielo, la terra, l’uomo e tutte le creature. Perché “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Giovanni 3,16).

E così, amici, dentro al cuore di ciascuno di noi arde un residuo di quell’esplosione d’amore che fu, come il big bang dell’universo, l’origine di ogni cosa. Tutti, ma proprio tutti, abbiamo una fiammella che ci ricorda di appartenere a Dio: “Voi siete dei, siete tutti figli dell’Altissimo” (Salmo 82,6).

Sì, per quanto possiamo essere ladri come San Disma, il “buon ladrone” (cfr. Luca 23, 39-4), per quanto possiamo essere disonesti come Zaccheo (Luca 19,1-10), o peccatori come il figliol prodigo (cfr. Luca 15,11-32), oppure impuri come la samaritana (cfr. Giovanni 4, 1-26), dentro ciascuno di noi sopravvive una parte che ci spinge a cercare Dio. Sì, perché l’anima è inquieta e trova pace soltanto in Lui.

E allora, cara lettrice, caro lettore, facciamola splendere questa fiammella, non facciamo come le vergini stolte, che furono trovate impreparate, con la lampada spenta. Ma lasciamo che la nostra fiammella sparga la sua luce fuori di noi. Perché tutti noi, amici cari, abbiamo un preciso compito: “essere la luce del mondo” (cfr. Matteo 5,13-16).

Sta a noi testimoniare la Parola anche con i fatti. Sul lavoro dobbiamo essere coerenti con le nostre idee, tra gli amici, a scuola, ovunque e in qualsiasi situazione possiamo e dobbiamo mostrare che… le cose si possono fare in un altro modo, che c’è l’alternativa cristiana. Che non ci dobbiamo rassegnare alla corruzione, all’ingiustizia. Non dobbiamo voltarci dall’altra parte quando vediamo qualcuno in difficoltà. Non dobbiamo per forza avere tutti un unico pensiero. No, non dobbiamo! Perché il cristiano guarda a Dio, guarda alla limpidezza del cielo, non alle tenebre del mondo. E se c’è buio, il cristiano diventi luce. Anche per chi non si ricorda di risplendere.

#Santanotte amici, Gesù tenga sempre accesa la fiammella che brilla nella vostra anima, così che illumini il vostro cammino e voi diventiate luce per chi vi sta accanto.

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “Il Sacro Cuore di Gesù”, di Luigi Guglielmino, 1960, olio su tela, Chiesa della Consolata, Torino