Quali furono le parole più importanti di Gesù?

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Immagina di incontrare, per l’ultima volta prima di partire per un lunghissimo viaggio, i tuoi amici più cari. Hai un solo minuto prima di poterti congedare. Che cosa gli diresti?

Il mio (in)solito commento a:
Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo (Marco 16,15-20)

È l’ultima volta che vi vedete, prima di affrontare un lungo viaggio. Immagina di sapere, in cuor tuo, che questo viaggio ti porterà in luoghi lontanissimi, dove sarai chiamato a fare cose molto importanti. E che, probabilmente, dovrai stare lontano per sempre dal posto che stai lasciando. Hai un solo minuto per poterti congedare da persone con cui hai condiviso gli ultimi anni della tua vita. Persone che ami. E che ti porterai sempre nel cuore. Forse le parole che pronuncerai non saranno le più urgenti? Le più vive? Quelle che più ti stanno a cuore? Forse non parlerai proprio della cosa che tu ritieni sia la più importante?

Questo è proprio ci che ha fatto Gesù prima di salire al cielo! Ha parlato ai suoi discepoli, a coloro che chiamò amici (cfr. Giovanni 15,15), a chi più amava: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura” (v. 15). “Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio” (v. 19).

Sono parole cariche di urgenza. Parole che contengono una consegna, fatta a tutti noi, che ha lo stesso sapore dell’altra consegna fatta alla madre Maria ed a San Giovanni evangelista, nel momento della morte in croce: “Gesù allora, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quel momento il discepolo l’accolse in casa sua”. (Giovanni 18, 26-27).

Dalla sua Croce, nella persona di Giovanni, Gesù affidò la Vergine Maria all’umanità. E contemporaneamente l’umanità alla Vergine Maria. Un ponte d’amore, di attenzioni, di materna protezione, di filiale custodia, un’alleanza tra Dio e l’uomo.

Le ultime parole dalla Croce, prima di morire. Le ultime parole dal mondo, prima di salire al cielo. Due momenti unici nella storia dell’uomo. Due istanti irripetibili nel rapporto tra Dio e l’uomo. Allora, amici cari, non puoi ignorare la richiesta urgente che Gesù ti ha rivolto prima di lasciarci: andare in tutto il mondo e proclamare il Vangelo.

Ma proclamare il Vangelo significa non solo farlo a parole, perché in questo caso saremmo un po’… farisei, ma soprattutto dimostrare, con i fatti, con il nostro atteggiamento, il nostro modo di vivere, il nostro modo di rapportarci con gli altri, il nostro modo di affrontare le varie situazioni che si presenteranno nella nostra vita, che esiste l’alternativa cristiana. Sul lavoro dobbiamo essere coerenti con le nostre idee, tra gli amici, a scuola, ovunque e in qualsiasi situazione possiamo e dobbiamo mostrare che… le cose si possono fare in un altro modo. Che non ci dobbiamo rassegnare alla corruzione, all’ingiustizia. Non dobbiamo voltarci dall’altra parte quando vediamo qualcuno in difficoltà. Non dobbiamo vivere senza Gesù! Sia che preghiamo, o lavoriamo, o studiamo, qualsiasi cosa facciamo, facciamola con Gesù nel cuore. E tutto, attorno a noi, assumerà un’altra luce. E tutto assumerà un altro sapore.

#Santanotte Perché, anche se è salito al cielo, Lui è sempre qui accanto a te. Per sostenerti, per aiutarti, per perdonarti, per guidarti. Sì, Gesù sarà con te “tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Matteo 28,20).

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “L’Ascensione di Gesù Cristo”, di Gebhard von Fugel, 1893, chiesa di San Giovanni Battista, Obereschach, Ravensburg, Germania

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