Quale fu il peccato di Erode?

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Il peccato: costruisce una patina oscura attorno alla nostra anima e, a poco a poco, finisce per soffocarla. Così, l’anima di Erode, finì strangolata dai suoi stessi turpi omicidi.

Il mio in(solito) commento a:
Erode mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme (Matteo 2,13-18)

E’ una pagina terribile, forse una delle peggiori che possiamo trovare nei Vangeli: il brutale, sconsiderato, barbaro, bestiale, crudele, efferato, feroce, incivile, inumano, orrendo, orribile, turpe, spargimento di sangue innocente perpetrato da Erode. Talvolta si fa un po’ di confusione tra questo re, Erode il Grande, colui che incontrò i Re Magi ed ordinò la strage degli innocenti, ed il suo successore Erode Antipa, il tetrarca che fece decapitare Giovanni il Battista ed interrogò Gesù dopo il suo arresto. La loro cattiveria è senz’altro simile, ma si tratta di due persone differenti.

Erode il Grande rimase turbato dalle ricerche dei Re Magi. Interrogati i sommi sacerdoti e gli scribi, venne a sapere che le profezie indicavano che il Messia sarebbe nato a Betlemme. Così, convocati in segreto i Magi, chiese loro di recarsi nella cittadina giudea per poi tornare a riferirgli. Avvertiti in sogno da un angelo, i saggi re decisero di non tornare a Gerusalemme. Giuseppe, che a sua volta fu avvisato da un angelo in sogno, portò la sua famiglia in Egitto. Tutto ciò fece divampare la rabbia di Erode, che ordinò l’uccisione di tutti i neonati maschi dai due anni in giù del territorio di Betlemme. Un crimine di indescrivibile crudeltà, compiuto da un re sanguinario.

Gli storici descrivono il re come diffidente e sospettoso, capace di spietata crudeltà, perfino nei confronti della sua stessa famiglia. Erode infatti ordinò l’esecuzione di una delle sue mogli e perfino di alcuni dei suoi figli, oltre a macchiarsi del sangue di centinaia dei suoi oppositori. Una lunga scia di delitti ha avvelenato l’anima di Erode e gli ha pietrificato il cuore, impedendogli di “vedere” Gesù.

Sì, perché è questo che fa il peccato: costruisce una patina oscura attorno alla nostra anima e, a poco a poco, finisce per soffocarla. Così, l’anima di Erode, finì strangolata dai suoi stessi turpi omicidi.

Al contrario il credente, spinto dalla sua fede, va in cerca di Dio, come i Magi, nei luoghi più reconditi della storia, perché sa in cuor suo che là lo aspetta il Signore. Questi uomini hanno visto una stella che li ha messi in movimento. La scoperta di qualcosa di inconsueto che è accaduto nel cielo ha scatenato una serie innumerevole di avvenimenti. Come scrive San Giovanni Crisostomo: “i Magi non si misero in cammino perché avevano visto la stella ma videro la stella perché si erano messi in cammino”. Avevano il cuore aperto all’orizzonte e poterono vedere quello che il cielo mostrava perché c’era in loro un desiderio che li spingeva: erano aperti a una novità. Non ciechi come Erode.

I Magi, in tal modo, esprimono il ritratto dell’uomo credente, dell’uomo che ha nostalgia di Dio. Riflettono l’immagine di tutti gli uomini che nella loro vita non si sono lasciati anestetizzare il cuore.

La stessa nostalgia che spinse l’anziano Simeone ad andare tutti i giorni al tempio, sapendo con certezza che la sua vita non sarebbe terminata senza poter tenere in braccio il Salvatore. La nostalgia che spinse il figlio prodigo a tornare tra le braccia di suo padre. La nostalgia che il Pastore sentì nel suo cuore quando lasciò le novantanove pecore per cercare quella che si era smarrita, e fu anche ciò che sperimentò Maria Maddalena la mattina della domenica per andare di corsa al sepolcro e incontrare il suo Maestro risorto.

Come atteggiamento contrapposto, nel palazzo di Erode (che distava pochissimi chilometri da Betlemme), nessuno si era reso conto di ciò che stava succedendo: mentre i Magi camminavano, Gerusalemme dormiva. Dormiva in combutta con un Erode che, invece di essere in ricerca, continuava a tenere gli occhi chiusi, incapace di vedere Dio. Dormiva sotto l’anestesia di una coscienza cauterizzata incapace di opporsi perfino alla più sanguinosa delle stragi.

Un cuore incapace di vedere il bello finisce per non comprendere neppure la gravità delle proprie scelte. E si smarrisce nelle tenebre.

E noi? Com’è il nostro cuore? Luminoso e volto al bello che è in Dio? Oppure offuscato dai peccati e dalle tante difficoltà del nostro tempo? Sappiamo riconoscere Gesù che ci sta accanto in ogni istante e perfino quando sbagliamo?

Stragi nel Mediterraneo, minori che muoiono di freddo e stenti alle frontiere, bambini dimenticati o ridotti in schiavitù, costretti a lavorare per un tozzo di pane ed una lurida stuoia su cui dormire. Sono tanti i novelli Erode nel mondo. E, talvolta, perfino noi diventiamo proprio come quel re, ogni volta che ignoriamo uno di questi soprusi. Ogni volta che ci voltiamo dall’altra parte.

#Santanotte amici, il vostro cuore sia sempre come quello dei Magi, sempre in ricerca, aperto al bello e capace di lasciarsi sorprendere dal grande mistero di Dio. Dio vi benedica amici cari!

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “Gli uomini saggi continuano a cercarlo”, del pittore americano Mark Missman (Des Moines, Iowa, 1947), 36×36 cm, olio su tela, collezione privata.

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