Meditazioni e preghiere
Qual è il vero nome di Dio?

Qual è il vero nome di Dio?

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Se il nome di Dio è essere, il verbo di Dio è amare.

Il mio in(solito) commento a:
Avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono (Giovanni 8,21-30)

“Io Sono”. Quando Dio si presentò a Mosè dal roveto ardente fu questo il nome che gli rivelò: “Mosè disse a Dio: «Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?». Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». Poi disse: «Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi». Dio aggiunse a Mosè: «Dirai agli Israeliti: Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione” (Esodo 3,13,15). Il vero nome di Dio è un non-nome, ma è un essere!

Rivelando di chiamarsi “Io sono“, Dio risponde ad una domanda che tutti noi ci portiamo dentro: Dio esiste?! Certo che esiste! Esiste ed è. Dio, il Creatore, “è” ed “era” già prima che l’universo, così come lo conosciamo, venisse creato. Nel nulla c’era già Dio. Esisteva. Era. E, come conseguenza della Creazione, tutto ciò che esiste attorno a noi: il cielo, la terra, animali, oceani, foreste e perfino noi stessi, esistiamo perché Dio esiste. Perché Dio è. E’ più chiaro ora il significato del nome di Dio? “Io sono“.

E’ con questo episodio che inizia la storia che portò alla liberazione del popolo d’Israele dalla schiavitù: la fuga dall’Egitto, l’attraversamento del Mar Rosso, il lungo viaggio verso la Terra Promessa. Mosè stava pascolando il suo gregge lungo le pendici del monte Oreb, quando vide qualcosa che lo incuriosì: un fuoco che ardeva dentro ad un roveto, senza bruciarlo: “Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?». Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!». E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio. Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l’Hittita, l’Amorreo, il Perizzita, l’Eveo, il Gebuseo. Ora dunque il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto l’oppressione con cui gli Egiziani li tormentano. Ora va’! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!». Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e per far uscire dall’Egitto gli Israeliti?». Rispose: «Io sarò con te. Eccoti il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte»” (Esodo 3,3-12).

Io sarò con te. Il Dio che è, non può stare lontano da noi. Il Creatore non può restare lontano dalle proprie creature:  «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Matteo 28,20). A Giacobbe in viaggio verso una terra ignota Dio garantirà: «Io sono con te e ti proteggerò dovunque andrai, non ti abbandonerò» (Gn 28,15). Al popolo di Israele, deportato in Babilonia, Dio dirà: «Tu sei prezioso ai miei occhi e io ti amo. Non temere perché io sono con te» (Is 43,4-5). A San Paolo che affronta le difficoltà a Corinto dirà: «Non aver paura, perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male» (Atti 18,9-10).

Vedete, amici, come l’ “essere” di Dio si evolve? Da Dio è a Dio è con noi. Il Creatore si completa relazionandosi con le proprie creature. Perché siamo proprio noi, il suo popolo, i suoi figli, gli artefici di questo cambiamento: dall’essere, fine a se stesso, all’esistere per stare con noi. Siamo noi il motivo per cui Dio è!

L’evangelista San Giovanni ci insegna che “Dio è amore” (1Giovanni 4,8). L’amore è l’essenza stessa di Dio. Ma com’è Dio? Noi sappiamo che Dio abita contemporaneamente in ogni luogo ed in ogni tempo. E’ onnipotente, sconfinato, illimitato. Per aiutare la nostra fantasia possiamo togliere un po’ di cose attorno che ci potrebbero confondere: eliminiamo tutto il resto, pensiamo solo a Lui. Portiamo indietro l’orologio… e andiamo con la fantasia all’istante immediatamente precedente la Creazione: c’è soltanto Dio e il nulla attorno a Lui.

Come lo vediamo? I nostri occhi imperfetti lo possono solo intuire, ma certo possiamo pensare che Dio, che è amore, già amasse. Ma chi e che cosa amava se ancora non esisteva nulla fuori di Dio? Noi sappiamo bene che Dio non è egoista. E allora proviamo a chiudere gli occhi e ad immaginare questo torrente impetuoso di amore che pulsa e si espande sempre di più, fino a fuoriuscire. Eccola, la Creazione spiegata con gli occhi dell’amore: L’amore, che è Dio stesso, doveva uscire per avere qualcuno da amare fuori di sé. E Dio creò il mondo. La Creazione è un’emanazione dell’amore di Dio. Un sentimento talmente forte che si concretizza e si materializza. Tutto si muove grazie a questo amore. Il nostro cuore pulsa per l’amore di Dio, il sole sorge per l’amore di Dio… la natura sboccia rigogliosa per l’amore di Dio. Il grano che cresce nei campi, la rondine che si alza in cielo, un bambino che nasce… tutto è espressione di quell’incontenibile sentimento che è il suo amore! 

Questo sentimento, che scorre costantemente come un flusso che parte da Dio e raggiunge il mondo,  raggiunge ogni essere vivente con una carezza. Ma non fermiamoci qui: gli uomini sono cresciuti e si sono moltiplicati, la storia è andata avanti. Ed anche l’amore di Dio ha continuato a crescere. Serviva un altro modo per consentire a Dio di mostrarci il suo incontenibile sentimento. E così l’amore è di nuovo fuoriuscito da Dio, e si è fatto uomo:

Gesù, Figlio di Dio, l’amore di Dio che si fa Carne, per essere ancora più vicino alle sue creature. Per vivere insieme a loro. Cristo è sceso sulla terra per camminare con noi. Per soffrire accanto a noi. Per guarirci. Per salvarci. Per caricarsi sulle sue spalle i nostri peccati, dal più piccolo al più terribile, fino al peggiore di tutti i tempi: la sua stessa messa a morte. 

Su questa immagine dell’Amore-Carne-Dio-con-noi, riapriamo gli occhi e torniamo al nostro tempo. Ma non dimentichiamo di sentirlo vicino, perché ancora oggi, Dio è con noi e condivide le nostre sofferenze ed anche le nostre gioie. Guardiamo meglio: eccolo prendere per mano noi peccatori, risollevarci e rimetterci in piedi. Eccolo perdonare i nostri errori. Darci una nuova occasione. Ecco Gesù! Dio è con noi e nessun giorno sarà mai senza Cristo.

#Santanotte amici. Non c’è momento della vita che non possa essere vissuto pienamente se non insieme a Dio. Perché Lui è e sarà sempre con noi. E tutto, insieme a Lui, assume un altro colore, un altro sapore, un’altra luce. Dio vi e ci benedica amici cari! 🙂 🙂 🙂

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “Cristo abbraccia san Bernardo” di Francisco Ribalta, 1625, olio su tela, 158 x113 cm, Museo del Prado, Madrid