Qual è il tesoro di Dio?

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Scava, scava, scopriremo una incredibile sorpresa che ci farà strabuzzare gli occhi…

Il mio in(solito) commento a:

Il Regno dei Cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo (Matteo 13,44-52)

Ed è davvero così! Chi trova Gesù trova un tesoro: tutto cambia con Lui, tutto si trasforma.

La vita senza Dio non ha senso, non ha sapore, non ha colore. Vivere senza Dio, amici cari, è un po’ come spegnere la luce. D’un tratto non si vede più nulla. E camminando al buio c’è il forte rischio di inciampare. Ecco quello che accade quando le nostre vite quando non c’è Dio: noi andiamo alla deriva, in balia delle onde di un mondo invaso dal male. Naufraghiamo nell’oscurità della notte più buia, perché senza la luce di Dio, è difficile orientarsi e trovare la strada. Quando l’uomo abbandona la luce del Signore che illumina ogni uomo (cfr. Gv 1, 9), si trova a brancolare nelle tenebre. Non sa più né dove deve andare, né come andarvi. Perde perfino la consapevolezza di se stesso. E la notte buia ha il colore di una solitudine senza fine, per chi si trova privato della beatitudine vivere con Dio.

Lontano da Gesù, con il cuore smarrito, la paura ci ruba anche la speranza. E, con la paura negli occhi, rischiamo di non vedere la giusta rotta davanti a noi. La vista annebbiata ci gioca brutti scherzi, perché non ci permette di riconoscere le figure che ci camminano accanto. Così può capitare che la salvezza sia lì, a portata di mano, proprio davanti a noi, ma noi, in preda alla paura, rischiamo di non riconoscerla, pensiamo di vedere un fantasma, dove invece c’è Gesù.

Ma accanto a noi, anche quando non lo vediamo e perfino quando non lo cerchiamo, c’è sempre Gesù: “Il Figlio dell’Uomo, infatti, è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto” (Luca 19,10). E’ così: Dio ci ama. Egli è sceso sulla terra per camminare in mezzo a noi, calcando il piede sulla sabbia asciutta o sulle onde del mare. Dio non ci abbandona mai. Neppure quando tutti gli altri ci lasciano. Neppure quando noi stessi rinunciamo. No, Lui è sempre accanto a noi. Se solo chiudessimo gli occhi e volessimo arrestare per un momento il vortice dei nostri pensieri, lo potremmo percepire, qui vicino a noi, mentre ci tranquillizza: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Perché solo l’amore di Dio può dare un senso e un significato alla nostra esistenza. «Gioisca il cuore di chi cerca il Signore» (Sal 105,3).

Dio ci ama come un amante che non si può trattenere: deve starci sempre vicino, anche se noi non lo cerchiamo. Anche se noi facciamo di tutto per non accorgerci di Lui. Lui si avvicina, ci cerca, ci ama, ci protegge con garbo dai percoli che ci circondano, ed aspetta. Attende che noi alziamo gli occhi verso di Lui, che noi decidiamo di lasciarlo entrare, che noi accettiamo che Lui ci getti le braccia al collo, ci perdoni, e ci riaccolga a pieno titolo in seno alla famiglia. Perché il suo cuore piange quando noi ci allontaniamo. Ed il suo unico desiderio è il nostro ritorno. Come avvenne con il Figliol prodigo. Perché “ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione” (Lc 15,7).

Non smettiamo mai di cercare Gesù, perché è proprio nei momenti più bui, in quelli che ci sembrano senza fede, in cui non vediamo l’orizzonte, che Dio è più vicino a noi e ci dice: “Alzati e vai avanti! Cammina!”. Basta ascoltarlo.

Gesù invece viene e restituisce un senso a tutte le cose. Ci offre un obiettivo, ci porta la speranza. Perché la nostra tristezza infinita si cura soltanto con un infinito amore. Ecco il tesoro nascosto che possiamo trovare appena incontriamo Gesù.

Immaginate la gioia di quel contadino che, arando il campo, vi troverà una perla di inestimabile valore. Ora immaginate i suoi occhi: una incredibile sorpresa glieli farà strabuzzare. E poi brillare sotto le sopracciglia inarcate.

In questo brano dell’evangelista Matteo vediamo il contadino fare questa scoperta, e poi sotterrare il tesoro. Tornerà a casa sua, venderà tutti i suoi averi per acquistare quel campo. Quella perla che gli cambierà la vita.

Ecco. Questo è l’atteggiamento di chi trova Dio. Un tesoro inestimabile nel quale ci imbattiamo nel corso della nostra vita. Quando incontriamo l’immensità di Dio non riusciamo più a pensare ad altro. E dobbiamo fare in modo di non perdere più questo tesoro di incalcolabile valore.

Ebbene, amici cari, io credo proprio che Dio voglia dirci questo: quella sorpresa che abbiamo letto negli occhi del contadino dovrebbe essere anche nostra. Dio desidera che noi ci abbandoniamo alla sorpresa quando lo incontriamo.

Dal momento del nostro incontro, Dio diventa la cosa più importante per noi. Perché l’amore vero è un sentimento tanto travolgente, quanto esclusivo. Lo sa bene san Paolo, che dopo essere stato folgorato sulla via di Damasco, si trasformò dal peggiore dei persecutori dei cristiani, nel più fervente degli apostoli. Perché Dio è così, è amore vero, e, quando lo incontriamo, tutto cambia.

Quell’amore, lo stesso che convertì san Paolo, che convertì Zaccheo, la samaritana, l’adultera e il buon ladrone, quello stesso amore che può spingere un detenuto a ravvedersi e cercare Dio è un seme, pronto a sbocciare dentro la parte più nascosta di noi e renderci migliori.

Una volta che il seme sarà germogliato nel nostro cuore, tutto sarà diverso, perché il male, il peccato, l’orgoglio, non troveranno più spazio dentro di noi, perché saremo pieni del suo Amore. Sì, quello con la “A” maiuscola. Perché Dio è amore. E Lui vivrà in noi: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Galati 2,20).

Ecco come Gesù ci converte. Un suo tocco e la nostra anima guarisce, come guarì l’emorroissa (Luca 8,43-48). Come il cieco riacquistò la vista (Luca 18,35-43). Come la peccatrice trovò il perdono (Luca 7,36-50). Così l’amore per Gesù ci riempie e noi ci svuotiamo di tutto il male che c’era prima. “Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore” (Lc 12,33-34). Il vero tesoro è nei cieli. Il vero tesoro è nel nostro cuore. Se il nostro cuore è occupato da altro… se noi pensiamo solo a noi stessi e non a Dio, allora vuol dire che non ci sarà posto per Gesù.

#Santanotte amici 🙂 Lasciamo entrare dentro di noi la Parola di Dio e, a poco a poco, scopriremo che quell’inestimabile tesoro è proprio lì, dentro di noi, dove Dio ha deposto generosamente i suoi semi. Dio vi e ci benedica tutti, amici cari!

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “La Madonna dell’Umiltà” di Lippo di Dalmasio, 1390 tempera all’uovo su tela, 110 x 88.2 cm, The National Gallery, Londra

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