Perché Gesù dormiva in mezzo al mare?

Perché Gesù dormiva in mezzo al mare?

Facebook
Twitter
Youtube
Youtube
Flipboard
Follow by Email
RSS

È solo quando perdiamo qualcosa, che ci rendiamo conto di quanto fosse davvero importante!

Il mio in(solito) commento a:
Chi è costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono? (Marco 4,35-41)

L’uomo scivola spesso in questo errore di valutazione: il non rendersi conto di quanto una persona valga, di quale sia il suo apporto nella relazione, nella società, tra gli amici. Ci capita anche di renderci conto di quanto una situazione fosse positiva, solo quando questa viene a mancare.

In questo brano dell’evangelista Marco scopriamo proprio così quanto Gesù sia importante per tutti noi: mentre dorme. Mentre è assente. Mi correggo: mentre è apparentemente assente. La barca che lo trasporta, insieme agli apostoli, viene improvvisamente a trovarsi in una violenta tempesta: “Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva” (vv. 37-38a).

Le onde impetuose scuotono l’imbarcazione che inizia ad imbarcare acqua minacciando di affondare. A quel punto gli apostoli piombano nel panico. E decidono di svegliare Gesù: “Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?»” (cfr. v. 38). “Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?»” (vv. 39-41).

Ci ha messi alla prova Gesù. Io sono certo del fatto che non stesse dormendo. Non era assente, come Dio non è mai assente nelle nostre vite. Non è mai lontano. Non è mai distratto. Al contrario, Egli è sempre presente ed accanto a noi. Pronto a sostenerci quando inciampiamo. Pronto ad aiutarci a risollevarci quando cadiamo. E, per farci capire quanto sia importante per noi, Gesù ha finto di dormire. Ed il mare è andato in tempesta.

Ecco quello che accade quando le nostre vite quando non c’è Dio: noi andiamo alla deriva, in balia delle onde di un mondo invaso dal male. Naufraghiamo nell’oscurità della notte più buia, perché senza la luce di Dio, è difficile orientarsi e trovare la strada. Quando l’uomo abbandona la luce del Signore che illumina ogni uomo (cfr. Gv 1, 9), si trova a brancolare nelle tenebre. Non sa più né dove deve andare, né come andarvi. Perde perfino la consapevolezza di se stesso. E la notte buia ha il colore di una solitudine senza fine, per chi si trova privato della beatitudine vivere con Dio.

Gesù, ad una tua voce, anche la tempesta più violenta si placa all’istante. Vieni oggi nelle nostre vite. Comanda ai venti di fermarsi. Ordina alle onde di smettere di scuotere con violenza lo scafo delle nostre esistenze. Perché la zattera, sulla quale ci ritroviamo naufraghi, torni presto nel porto sicuro del Tuo amore.

#Santanotte amici. Il vostro cuore sia sempre attento alla presenza di Gesù. Perché Lui sta sempre con noi, anche quando non ce ne accorgiamo ed è sempre pronto ad ascoltarci, perdonarci e consolarci. Dio vi e ci benedica amici cari!

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è:
Il dipinto di oggi è: “Cristo salva San Pietro dalle acque”, di Josef Führich, 1832, olio su tela, 103.5 x 74 cm, Galleria Regionale di Liberec, Rep. Ceca

COPYRIGHT © 2022 Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo blog sono protetti dalle leggi sul diritto d'autore 633/41 e 248/00. É vietata la copia senza espressa autorizzazione. Se desideri trascrivere un breve stralcio sui social ti chiediamo di indicare sempre l'autore ed inserire un link alla pagina di provenienza invitando a proseguire la lettura sul blog LabuonaParola. Per favore non copiare l'intera pagina. Grazie!