Meditazioni e preghiere
Perché Dio (non sempre) ascolta la nostra preghiera?

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Perché Dio non ascolta le nostre preghiere? (E perché non è cosi…).

Il mio in(solito) commento a:
Chiedete e vi sarà dato (Luca 11,5-13)

Pregare non significa chiedere. Lo abbiamo visto ieri. La richiesta è solo una delle attività che si svolgono durante la preghiera. Ci sono anche l’ascolto, la contemplazione, il ringraziamento (ci ricordiamo sempre di ringraziare quando riceviamo un dono da Dio?), lo “stare” semplicemente insieme Lui, un po’ come si rimarrebbe con un amico. E molto altro…Ma sì, c’è anche la richiesta. Fase che, nelle nostre preghiere, troppo spesso prende il sopravvento sulle altre. Ma attenzione, perché qui arriva il bello: se ieri Gesù ci ha insegnato a pregare, oggi ci sta spiegando come chiedere.

Anzitutto ci dice che dobbiamo osare. Non dobbiamo scoraggiarci mai. Quando un desiderio ci preme, non dobbiamo temere di esporlo a Lui: “Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: «Amico, prestami tre pani…»” (cfr v. 5).

Quante cose scopriamo in poche righe di Vangelo:

1) Gesù è un amico. Egli non è un giudice severo, ma un amico autentico, di cui ci possiamo fidare: “Non vi chiamo più servi, ma amici” (cfr. Giovanni 15,15).

2) Non dobbiamo temere di sembrare inopportuni o importuni. L’orecchio di Gesù è sempre rivolto a noi, Egli ci ascolta sempre e desidera “entrare in relazione con noi”: «Ecco, io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me» (Apocalisse 3,20). «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Matteo 28,20).

3) Abbiamo la certezza che Lui ci risponderà: “Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto” (vv. 9-10). Può capitare, però, che chiediamo qualcosa, più volte, anche con una certa insistenza, ma che il nostro desiderio non si avveri. E allora? Come mai Gesù ci dice: “chiedete e vi sarà dato”?

4) Perchè Dio è un padre buono: “Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce?” (v. 11). Non è vero che non ci risponda, no. Dio risponde sempre alle nostre richieste. Ci esaudisce anche quando non concede quello che chiediamo! Pensiamo un attimo ai nostri figli: concediamo loro sempre tutto? Non è forse vero che, quando ci chiedono un dolce che noi sappiamo che farebbe loro male, noi rifiutiamo di darglielo per il loro bene? Noi siamo un po’ come bambini al cospetto di Dio, e Dio è un buon Padre per noi: Egli non soddisfa tutti i nostri capricci, ma ci concede di buon grado quello che è utile per il nostro bene.

Qualche volta poi, la cosa che chiediamo è giusta, ma è il momento a non essere ancora adeguato. Anche in quel caso Dio sembrerà non ascoltare la nostra preghiera, ma quando il tempo sarà maturo, la esaudirà prontamente.

Può capitare che perfino la sofferenza venga per il nostro bene. Nella seconda lettera ai Corinzi, San Paolo racconta: “Per questo, affinché io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia. A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo” (2Corinzi 12,7-9).

Proprio così: “Sia fatta la tua volontà” (v. 10) Non la nostra, ma la tua. Così chiediamo al Padre nella preghiera per eccellenza, la preghiera di tutte le preghiere: il Padre Nostro. Non siamo soli in questo cammino, ci è passato anche Gesù. Ricordate la preghiera di Gesù sul Getsemani: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà” (Luca 22,42). Non la mia, ma la tua. Gesù è stato fedele alla volontà del Padre, anche a costo di morire sulla Croce. Solo morendo Gesù poteva portare a termine il suo disegno di salvezza.

“Dio è Amore” (1Giovanni 4,8). Il Padre ci ama di un amore infinito. Illimitato. Incommensurabile. Per amore ci ha creati, per amore si è fatto uomo, per amore ha dato la sua vita per noi. E’ possibile che questo Dio faccia qualcosa di male per noi? No! Non è possibile! La volontà di Dio è sempre volontà di bene, anche se qualche volte il bene passa attraverso il dolore e la sofferenza, passa attraverso la Croce.

E così… “Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!” (v. 13). Non temiamo di dire la verità, apriamo sempre il nostro cuore a Dio. Egli ci ascolta. E conosce sempre i nostri bisogni, prima ancora che noi ce ne rendiamo conto.

#Santanotte amici cari. Se solo i desideri migliori abiteranno nel vostro cuore, allora Dio esaudirà ogni vostra richiesta! Dio vi e ci benedica sempre amici!

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “Cristo e il bambino” (particolare del volto di Cristo) di Carl Bloch, 1873, olio su tela, 385 × 160 cm, Skt. Nikolai Kirke (Holbæk, DK)