Meditazioni e preghiere
Perché Dio ama i peccatori?

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No. Gesù non è sceso sulla terra per dare una pacca sulle spalle ai migliori, ma per restare più vicino a chi ne ha bisogno, a chi soffre e si lamenta, a chi cerca luce lontano da Lui.

Il mio in(solito) commento a:
Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori (Marco 2,13-17)

Certo che Dio è “strano”. Il suo modo di pensare e di agire è così diverso dal nostro che ci risulta difficile comprenderlo. Eppure, se inizieremo a pensare come Lui, a provare i suoi sentimenti, potremo anche noi tentare di comprendere. Ad esempio potremo capire perché un Dio che poteva restare a godersi le sue comodità nei cieli… ha deciso di scendere sulla terra. Di incarnarsi e vivere un’esistenza difficile. Una vita in mezzo agli ultimi, nascendo in una mangiatoia, al freddo ed al gelo. Rischiando ripetutamente la propria vita, fino a perderla per noi. Un Dio che fa questo per amore, non può non amare le proprie creature. E così Gesù si è fatto carne per camminare in mezzo a noi. Si è fatto uomo per vivere in mezzo a noi. Per salvarci. Per guarirci. Per liberarci dal male. Per portarci a vivere insieme a Lui. 

No. Gesù non è sceso sulla terra per dare una pacca sulle spalle ai migliori, ma per restare più vicino a chi ne ha bisogno, a chi soffre e si lamenta, a chi cerca luce lontano da Lui. Per farsi prossimo a chi, nella vita, cerca quel surrogato di Dio che è la finta felicità, quella che sorride, ma non scalda il cuore. Quella che fa star male e stordisce. Quella che ci porta sulla cattiva strada. 

Ma Dio non lo può permettere. Egli è il buon Pastore che non esita a lasciare il gregge di novantanove pecore per inoltrarsi nel deserto a cercare l’unica che si è smarrita. Per questo Gesù lo troviamo a pranzo con Zaccheo, a cena con una peccatrice, al pozzo con la samaritana… perché Dio è così. Non sa stare lontano da noi. E quando siamo noi ad allontanarci, perché non lo riconosciamo, o perché desideriamo la libertà di sbagliare con le nostre stesse mani, allora Gesù si fa ancora più vicino. Ci tende la mano. Ci cinge con il suo braccio. Ci risolleva e ci conforta. Perché Dio camminerà sempre con noi, anche – e soprattutto – nei momenti più dolorosi, anche – e soprattutto – nei momenti più brutti, anche quando nella nostra gola assaporiamo il sapore amaro della sconfitta. E’ lì che il Signore ci sta più vicino! 

No. Dio non è un vendicatore od un giustiziere, come ci sarebbe più facile vederlo. Dio non viene a giudicare, ma per amare. E quando si fa buio nel nostro cuore, pensiamo a Gesù. Perché Lui è qui, a soffrire con noi. A sostenerci con le sue braccia forti. Perché é proprio nei momenti bui che Egli si fa luce!

#Santanotte amici. Dio metta nei nostri cuori quella luce che ci consola e che ci dà la forza per diventare, noi stessi, sostegno di chi ci circonda. Dio vi e ci benedica amici cari! 🙂 🙂 🙂

Alessandro Ginotta

Perché Dio ama i peccatori?
Il dipinto di oggi è: “Il dubbio di San Tommaso” di Giovanni Battista Cima da Conegliano, 1502, olio su pannello, 294 x 199.4 cm, The National Gallery, Londra