Dio e l’uomo non sono i due estremi di una opposizione, si cercano da sempre

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Papa Francesco ha celebrato la Santa Messa allo stadio Artemio Franchi di Firenze: “Dio e l’uomo non sono i due estremi di una opposizione: essi si cercano da sempre, perché Dio riconosce nell’uomo la propria immagine e l’uomo si riconosce solo guardando Dio”.

Il Santo Padre è partito da una domanda contenuta nel Vangelo di Matteo: “La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?” (Mt 16,13). Una domanda che dimostra quanto il cuore e lo sguardo di Gesù siano aperti a tutti. “A Gesù – ha commentato Papa Francesco – interessa quello che la gente pensa non per accontentarla, ma per poter comunicare con essa”.

Mantenere un sano contatto con la realtà, con ciò che la gente vive, con le sue lacrime e le sue gioie, è l’unico modo per poterla aiutare, formare e comunicare. È l’unico modo per parlare ai cuori delle persone toccando la loro esperienza quotidiana: il lavoro, la famiglia, i problemi di salute, il traffico, la scuola, i servizi sanitari…

Papa Francesco: Dio e l’uomo non sono i due estremi di una opposizione, si cercano da sempre

E’ l’unico modo per aprire il loro cuore all’ascolto di Dio. “In realtà – ha sottolineato il Santo Padre – quando Dio ha voluto parlare con noi si è incarnato. I discepoli di Gesù non devono mai dimenticare da dove sono stati scelti, cioè tra la gente, e non devono mai cadere nella tentazione di assumere atteggiamenti distaccati, come se ciò che la gente pensa e vive non li riguardasse non fosse per loro importante”.

“Questo vale anche per noi. E il fatto che oggi ci siamo radunati a celebrare la Santa Messa in uno stadio sportivo ce lo ricorda. La Chiesa, come Gesù, vive in mezzo alla gente e per la gente”.

L’Evangelista riporta una seconda domanda di Gesù: “Ma voi, chi dite che io sia?” (Mt 16,15). “Solo se riconosciamo Gesù nella Sua verità – ha osservato Papa Francesco – saremo in grado di guardare la verità della nostra condizione umana, e potremo portare il nostro contributo alla piena umanizzazione della società”.

Alla domanda di Gesù risponde Simone: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (v. 16). Questa risposta racchiude tutta la missione di Pietro e riassume ciò che diventerà per la Chiesa il ministero petrino, cioè custodire e proclamare la verità della fede; difendere e promuovere la comunione tra tutte le Chiese; conservare la disciplina della Chiesa.

Papa Francesco: Dio e l’uomo non sono i due estremi di una opposizione, si cercano da sempre
“La nostra gioia – ha aggiunto Papa Francesco – è anche di andare controcorrente e di superare l’opinione comune che, oggi come allora, non riesce a vedere in Gesù più che un profeta o un maestro”.

“La nostra gioia è riconoscere in Lui la presenza di Dio, l’inviato del Padre, il Figlio venuto a farsi strumento di salvezza per l’umanità. Alla radice del mistero della salvezza sta infatti la volontà di un Dio misericordioso, che non si vuole arrendere di fronte all’incomprensione, alla colpa e alla miseria dell’uomo, ma si dona a lui fino a farsi Egli stesso uomo per incontrare ogni persona nella sua condizione concreta”.

In realtà, la comunione tra divino e umano, realizzata pianamente in Gesù, è la nostra meta, il punto d’arrivo della storia umana secondo il disegno del Padre. Papa Francesco ha ricordato che Dio e l’uomo non sono i due estremi di una opposizione: “essi si cercano da sempre, perché Dio riconosce nell’uomo la propria immagine e l’uomo si riconosce solo guardando Dio”.

“Questa è la vera sapienza, che il Libro del Siracide segnala come caratteristica di chi aderisce alla sequela del Signore”. E’ la sapienza di San Leone Magno, Papa toscano di cui  oggi si celebra la memoria, ed è frutto del convergere di vari elementi: parola, intelligenza, preghiera, insegnamento e memoria. “Ma – ha aggiunto Papa Francesco – San Leone ci ricorda anche che non può esserci vera sapienza se non nel legame a Cristo e nel servizio alla Chiesa”.

È questa la strada su cui incrociamo l’umanità e possiamo incontrarla con lo spirito del buon samaritano. “Non per nulla – ha concluso il Santo Padre – l’umanesimo, di cui Firenze è stata testimone nei suoi momenti più creativi, ha avuto sempre il volto della carità. Che questa eredità – è l’augurio di Francesco – sia feconda di un nuovo umanesimo per questa città e per l’Italia intera”.

Di Alessandro Ginotta

Cento giorni con Gesù, Alessandro Ginotta, Tau Editrice

Non un libro da leggere con gli occhi, ma un’esperienza da vivere con il cuore.

Al lettore che sfoglierà questo libro basterà scorrere l'indice per rendersi conto che non si tratta del “solito” commento al Vangelo ma di qualcosa di completamente nuovo per approccio, stile, linguaggio e contenuto. Sai cosa vuole Gesù dalla tua vita? Quante volte ci siamo fatti questa domanda? Perchè la mia preghiera non viene ascoltata? (e perchè non è così). Cento giorni con Gesù è una proposta per aiutarti ad affrontare il futuro in modo migliore, consapevole che nelle difficoltà, ma anche nelle gioie grandi o piccole di ogni giorno, non siamo soli, ma abbiamo al nostro fianco Cristo, che ci sorregge, ci consola, ci perdona, piange con noi e sorride con noi. Perchè vivere bene si può, e con Gesù è meglio!

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