Papa Francesco: Cerchi Dio? E’ nascosto tra gli scartati!

La prima Porta della Misericordia è stata aperta a Bangui, una periferia nel cuore dell’Africa. Oggi, Papa Francesco ha aperto la Porta Santa della Carità, in una struttura che offre riparo ai senzatetto della stazione Termini. Una periferia esistenziale nel cuore della capitale.

“E’ vicino il Natale, è vicino il Signore – ha osservato Papa Francesco – e il Signore quando è nato era lì, in quella mangiatoia, nessuno se ne accorgeva che era Dio. In questo Natale io vorrei che il Signore nascesse nel cuore di ognuno di noi, nascosto… così che nessuno se ne accorga, ma che il Signore ci sia. Vi auguro questo, questa felicità della vicinanza del Signore”.

Papa Francesco: Cerchi Dio? E’ nascosto tra gli scartati!

Dio sceglie le periferie

Dio viene a salvarci, e non trova miglior maniera per farlo che camminare con noi, fare la vita nostra. E nel momento di scegliere il modo, come fare la sua vita, Lui non sceglie una grande città di un grande impero, non sceglie una principessa, una contessa per madre, una persona importante, non sceglie un palazzo di lusso. Sembra che tutto sia stato fatto intenzionalmente quasi di nascosto.

“Maria – ha osservato Papa Francesco – era una ragazzina di 16/17 anni, non di più, in un villaggio sperduto nelle periferie dell’impero romano; e nessuno conosceva quel villaggio, sicuramente. Giuseppe era un ragazzo che l’amava e voleva sposarla, un falegname che guadagnava il pane di ogni giorno. Tutto in semplicità, tutto nel nascondimento”.

“E anche il ripudio… – ha aggiunto il Santo Padre – perché erano fidanzati, e in un villaggio così piccolo, voi sapete come sono le chiacchiere, vanno in giro… e Giuseppe se ne accorse che lei era incinta, ma lui era giusto. Tutto di nascosto, malgrado la calunnia e le chiacchiere”.

“E l’Angelo spiega a Giuseppe il mistero: – Quel figlio che la tua fidanzata porta in sé è opera di Dio, è opera dello Spirito Santo – . Quando Giuseppe si destò dal sonno fece quello che aveva ordinato l’Angelo del Signore, e andò da lei e la prese in sposa (cfr Mt 1,18-25). Ma tutto di nascosto, tutto umile. Le grandi città del mondo non sapevano nulla. E così è Dio fra noi”.

Papa Francesco: Cerchi Dio? E’ nascosto tra gli scartati!

L’entrata in Cielo non si paga con i soldi

Se tu vuoi trovare Dio, cercalo nell’umiltà, cercalo nella povertà, cercalo dove Lui è nascosto: nei bisognosi, nei più bisognosi, nei malati, gli affamati, nei carcerati.

“Gesù – ha proseguito Papa Francesco – quando ci predica la vita, ci dice come sarà il giudizio nostro. Non dirà: Tu, vieni con me perché hai fatto tante belle offerte alla Chiesa, tu sei un benefattore della Chiesa, vieni, vieni in Cielo. No. L’entrata in Cielo non si paga con i soldi”.

“Non dirà: Tu sei molto importante, hai studiato tanto e hai avuto tante onorificenze, vieni in Cielo. No. Le onorificenze non aprono la porta del Cielo. Cosa ci dirà Gesù per aprirci la porta del Cielo? Ero affamato e mi hai dato da mangiare; ero senzatetto e mi hai dato una casa; ero ammalato e sei venuto a trovarmi; ero in carcere e sei venuto a trovarmi” (cfr Mt 25,35-36). Gesù è nell’umiltà.

Papa Francesco: Cerchi Dio? E’ nascosto tra gli scartati!

Non è il lusso, non è la strada del potere

“L’amore di Gesù è grande. Oggi, nell’aprire questa Porta Santa, io vorrei che lo Spirito Santo aprisse il cuore di tutti i romani, e facesse loro vedere qual è la strada della salvezza! Non è il lusso, non è la strada delle grandi ricchezze, non è la strada del potere. E’ la strada dell’umiltà. E i più poveri, gli ammalati, i carcerati – Gesù dice di più – i più peccatori, se si pentono, ci precederanno nel Cielo. Loro hanno la chiave. Colui che fa la carità è colui che si lascia abbracciare dalla misericordia del Signore”.

Papa Francesco: Cerchi Dio? E’ nascosto tra gli scartati!

Avvicinarsi agli scartati per arrivare alla grazia

“Questa Porta – ha osservato Papa Francesco – è la Porta della Carità, la Porta dove sono assistiti tanti, tanti scartati, ci faccia capire che sarebbe bello che anche ognuno di noi, ognuno dei romani, di tutti i romani, si sentisse scartato, e sentisse il bisogno dell’aiuto di Dio. Oggi noi preghiamo per Roma, per tutti gli abitanti di Roma, per tutti, incominciando da me, perché il Signore ci dia la grazia di sentirci scartati; perché noi non abbiamo alcun merito: soltanto Lui ci dà la misericordia e la grazia”.

E per avvicinarci a quella grazia dobbiamo avvicinarci agli scartati, ai poveri, a quelli che hanno più bisogno, perché su questo avvicinarsi tutti noi saremo giudicati. “Che il Signore oggi, aprendo questa porta, dia questa grazia a tutta Roma, ad ogni abitante di Roma, per poter andare avanti in quell’abbraccio della misericordia, dove il padre prende il figlio ferito, ma il ferito è il padre: Dio è ferito d’amore, e per questo è capace di salvarci tutti. Che il Signore ci dia questa grazia”.

Passare attraverso la Porta Santa della Carità significherà fare un servizio di volontariato, toccare la carne del povero, dello scartato. Sopra questa porta il mosaico di Rupnik simbolo del Giubileo: il buon samaritano che trasporta il viandante ferito sulle spalle. Le due figure si “fondono” insieme quasi a disegnare un unico volto che ha solo tre occhi “perchè – ha spiegato il Cardinale Vallini – Cristo buon samaritano vede attraverso gli occhi del povero”.

Di Alessandro Ginotta

Alessandro Ginotta

Responsabile dell'Ufficio Stampa della Società di San Vincenzo De Paoli, Webmaster Cattolico, scrivo articoli (Spiritualità, Fede e Religione) per alcuni periodici cattolici.