Non lasciatevi rubare la speranza e la gioia di vivere

Settemila migranti e rifugiati sono giunti in Piazza San Pietro con la Croce di Lampedusa per ascoltare l’Angelus di Papa Francesco e varcare la Porta Santa.

Oggi ricorre la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che, nel contesto dell’Anno Santo della Misericordia, è celebrata anche come Giubileo dei Migranti.

“Cari migranti e rifugiati – è stato il saluto di Papa Francesco – ognuno di voi porta in sé una storia, una cultura, dei valori preziosi; e spesso purtroppo anche esperienze di miseria, di oppressione, di paura. La vostra presenza in questa Piazza è segno di speranza in Dio. Non lasciatevi rubare la speranza e la gioia di vivere, che scaturiscono dall’esperienza della divina misericordia, anche grazie alle persone che vi accolgono e vi aiutano. Il passaggio della Porta Santa e la Messa che tra poco vivrete, vi riempiano il cuore di pace”.

Non lasciatevi rubare la speranza e la gioia di vivere

Le ostie del carcere di Opera

Così come nel brano del Vangelo commentato da Papa Francesco, a Cana Gesù tramutò l’acqua in vino, oggi le sofferenze dei migranti e dei rifugiati, unite a quelle dei detenuti del carcere di Opera, si trasformeranno in speranza. “In questa Messa – ha detto il Papa – io vorrei ringraziare, ed anche voi ringraziate con me, i detenuti del carcere di Opera, per il dono delle ostie confezionate da loro stessi e che saranno utilizzate in questa celebrazione. Li salutiamo con un applauso da qui, tutti insieme…”.

Le nozze di Cana

Nel miracolo compiuto a Cana, possiamo scorgere un atto di benevolenza da parte di Gesù verso gli sposi, un segno della benedizione di Dio sul matrimonio. L’amore tra l’uomo e la donna è quindi “una buona strada per vivere il Vangelo, cioè per incamminarsi con gioia sul percorso della santità”.

Ma il miracolo di Cana non riguarda solo gli sposi. Ogni persona umana è chiamata ad incontrare il Signore nella sua vita. La fede cristiana è un dono che riceviamo col Battesimo e che ci permette di incontrare Dio. La fede “attraversa tempi di gioia e di dolore, di luce e di oscurità, come in ogni autentica esperienza d’amore”. Il racconto delle nozze di Cana ci invita a riscoprire che Gesù non si presenta a noi come un giudice pronto a condannare le nostre colpe, né come un comandante che ci impone di seguire ciecamente i suoi ordini; si manifesta come Salvatore dell’umanità, come fratello, come il nostro fratello maggiore, Figlio del Padre: si presenta come “Colui che risponde alle attese e alle promesse di gioia che abitano nel cuore di ognuno di noi”.

Non lasciatevi rubare la speranza e la gioia di vivere

Le anfore, passaggio dall’antica alla nuova alleanza

Papa Francesco ha chiesto ai fedeli di porsi queste domande: “Davvero conosco il Signore così? Lo sento vicino a me, alla mia vita? Gli sto rispondendo sulla lunghezza d’onda di quell’amore sponsale che Egli manifesta ogni giorno a tutti, a ogni essere umano?” Si tratta di rendersi conto che Gesù ci cerca e ci invita a fargli spazio nell’intimo del nostro cuore. E in questo cammino di fede con Lui non siamo lasciati soli: abbiamo ricevuto il dono del Sangue di Cristo.

Le grandi anfore di pietra che Gesù fa riempire di acqua per tramutarla in vino (Gv 2, 7) sono “segno del passaggio dall’antica alla nuova alleanza: al posto dell’acqua usata per la purificazione rituale, abbiamo ricevuto il Sangue di Gesù, versato in modo sacramentale nell’Eucaristia e in modo cruento nella Passione e sulla Croce”. I Sacramenti, che scaturiscono dal Mistero pasquale “infondono in noi la forza soprannaturale e ci permettono di assaporare la misericordia infinita di Dio”.

La Vergine Maria, modello di meditazione delle parole e dei gesti del Signore, ci aiuti a riscoprire con fede la bellezza e la ricchezza dell’Eucaristia e degli altri Sacramenti, che rendono presente l’amore fedele di Dio per noi. Potremo così innamorarci sempre di più del Signore Gesù, nostro Sposo, e andargli incontro con le lampade accese della nostra fede gioiosa, diventando così suoi testimoni nel mondo.

La preghiera per le vittime degli attentati

Dopo l’Angelus Papa Francesco ha invitato tutti a rivolgere a Dio una preghiera per le vittime degli attentati avvenuti nei giorni scorsi in Indonesia e Burkina Faso. “Il Signore le accolga nella sua casa, e sostenga l’impegno della comunità internazionale per costruire la pace. Preghiamo la Madonna: Ave o Maria, …”.

Di Alessandro Ginotta

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Alessandro Ginotta

Responsabile dell'Ufficio Stampa della Società di San Vincenzo De Paoli, Webmaster Cattolico, scrivo articoli (Spiritualità, Fede e Religione) per alcuni periodici cattolici.