Meditazioni e preghiere
L’eterna lotta tra il bene ed il male

L’eterna lotta tra il bene ed il male

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C’è il male con la “m” minuscola, che è fatto di cose fatte (i peccati) ed anche di cose non fatte (le omissioni). Poi c’è quello con l’iniziale maiuscola, che è un po’ l’ispiratore dei primi…

Il mio in(solito) commento a:
Chi non è con me è contro di me (Luca 11,14-23)

Dalla prima all’ultima pagina della Bibbia (e della vita) assistiamo all’eterno conflitto tra il bene ed il male. Ma che cos’è il male? La Genesi ci racconta il primo di una lunga serie di peccati commessi dagli esseri umani: il peccato originale. Ad istigarlo il serpente. In lui c’era già il male. Era lui il Male.

Tuttavia la Genesi non ci racconta quando e come il Male fu creato. Scopriamo, dalla lettura dei libri successivi contenuti nella Bibbia, che i demoni sono angeli caduti. Eppure non sappiamo quando gli angeli vennero creati da Dio. Semplicemente li vediamo in azione. E, naturalmente, sappiamo che fanno parte di quelle cose “invisibili” che Dio creò insieme alle “visibili” (cfr. preghiera del Credo, Simbolo niceno-costantinopolitano). Angelo, amici cari, significa messaggero. Ed uno dei loro ruoli è proprio questo: annunciare agli uomini le decisioni del Signore, fare da tramite tra il cielo e la terra.

Eppure c’è un libro che, pur non essendo stato inserito nella canone cattolico, è incluso nella Bibbia copta: il Libro dei Giubilei, che ci racconta, con devozione di particolari, proprio quello che la Genesi ci dà per scontato. Interessante è considerare che la La Chiesa cattolica copta è una delle chiese cattoliche orientali ed opera in comunione con la Chiesa di Roma. Ed ancora più singolare il fatto che in territorio Vaticano, a pochi metri da Casa Santa Marta, esiste il Pontificio Collegio Etiopico, fondato in Città del Vaticano nel 1481, per l’istruzione e la preparazione dei giovani aspiranti al sacerdozio provenienti dall’Etiopia e dall’Eritrea. Una struttura che ho avuto il privilegio di visitare, accompagnato da un amico sacerdote cattolico di rito copto, con cui ho avuto modo di confrontarmi a lungo su questi temi. E c’è molto di più, amici cari. Ricordate l’Arca dell’Alleanza? Il manufatto, andato perduto, di cui si occupano tanti capitoli dell’Antico Testamento e che conservava le Tavole della Legge con i Dieci Comandamenti? Secondo un’antica tradizione, questa sarebbe stata donata da re Salomone al figlio da lui avuto con la regina di Saba, storica fondatrice della nazione etiope, Menelik. I chierici etiopi della cattedrale di Nostra Signora Maria di Sion ad Axum, di rito copto, sostengono di conservare tuttora l’Arca.

Ma torniamo al Libro dei Giubilei. Vi si legge: «E l’angelo che sta accanto a Dio, in conformità all’ordine del Signore, disse a Mosè: “Scrivi tutte le cose della creazione, in qual modo il Signore Iddio compì, in sei giorni, tutta la Sua creazione e nel settimo giorno si riposò, lo santificò per tutti i secoli e lo pose a segno di tutta la sua opera. Scrivi che nel primo giorno creò i cieli che sono in alto, la terra, le acque ed ogni spirito che serviva al Suo cospetto, gli angeli che stanno accanto a Dio, gli angeli della santità, gli angeli dello spirito del fuoco e quelli dello spirito del vento, delle nuvole per la tenebra, la grandine e la neve; gli angeli degli abissi, dei tuoni e dei fulmini; gli angeli degli spiriti del gelo, del forte calore, della stagione delle piogge, della primavera, dell’estate e dell’autunno che Egli preparò con la sapienza del Suo cuore”» (Giubilei II, 1, 1-3).

Dunque, stando alla Bibbia copta, Dio creò gli angeli nel primo giorno. E’ verosimile, visto che leggiamo nella Genesi che Dio “Scacciò l’uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita” (Genesi 3,24).

Osserviamoli da vicino, questi angeli: come noi, esseri umani, anche gli angeli vennero creati liberi. Liberi di scegliere. Liberi di sbagliare. Ma, mentre Dio è sempre disposto a perdonare l’errore dell’uomo, qualunque sia il peccato commesso, non è altrettanto ben disposto nei confronti degli angeli. Perché? Proprio perché gli angeli, essendo più vicini a Dio, hanno una conoscenza maggiore del grande mistero di Dio, vedendo anche gran parte di quanto a noi resta precluso. L’Antico Testamento sottolinea la partecipazione degli angeli alle cose di Dio: «Benedite il Signore, voi tutti, suoi angeli, potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola» (cfr. Salmo 102); oppure «Egli ha dato ordine ai suoi angeli… di portarti sulle loro mani perché non inciampi nella pietra il tuo piede» (cfr. Salmo 90). Ed anche San Paolo scrive: «A quale degli angeli ha mai detto: “Siedi alla mia destra, finché io non abbia posto i tuoi nemici sotto i tuoi piedi?” Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza?» (Ebrei 1,14).

Ebbene, un po’ come un maestro rimprovera severamente l’allievo capace che, non studiando a fondo, si dimostra impreparato, mentre, lo stesso maestro, è sempre pronto a giustificare l’allievo meno dotato che proprio quel capitolo non riesce a comprenderlo… così Dio non risparmiò questi angeli, tanto vicini a Dio, quando scelsero deliberatamente di compiere il male, ben conoscendo la differenza tra bene e male: «Dio non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò in abissi tenebrosi, tenendoli prigionieri per il giudizio» (2 Pietro 2,4). Ed anche: «Il Signore tiene in catene eterne, nelle tenebre, per il giudizio del grande giorno, gli angeli che non conservarono il loro grado ma abbandonarono la propria dimora» (San Giuda Taddeo 6).

Una certezza, quella della condanna degli angeli ribelli, che troviamo anche nell’Apocalisse, quando si concluderà l’eterna lotta tra bene e male, con la definitiva vittoria di Dio sugli angeli ribelli: «Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli» (Apocalisse 12,7-9).

La consapevolezza della loro scelta, piena e nitida, li ha marchiati definitivamente. Essi non possono essere perdonati perché sapevano bene quello che stavano facendo. 

Non è così per noi. Spesso sbagliamo proprio perché cadiamo nei tranelli dei demoni. O perché non siamo in grado di valutare con precisione le conseguenze delle nostre azioni. Siamo esseri imperfetti. E per questo fallibili. Ecco perché Dio ci offre sempre il suo perdono. I demoni, invece, che sono scaltri, furbi ed hanno una conoscenza molto più completa della nostra, non “sbagliano” ma agiscono nella pienezza della loro coscienza. Ed in questa consapevolezza scelgono volutamente il male. 

Il male esiste come “vuoto di bene”. Dove non c’è l’amore c’è il male. Nel cuore di Satana, orgoglio ed invidia sono cresciuti a dismisura, ed hanno allontanato l’amore. Ecco che, chi un tempo era un angelo, è diventato il principe dei demoni. Creature angeliche che hanno scelto di allontanarsi da Dio. E così, anche oggi, all’inferno vanno quelle anime che hanno scelto volutamente di allontanarsi da Dio. Che hanno deciso di non accogliere la sua offerta di perdono. In questo senso, possiamo dire che all’inferno finisca chi rifiuta Dio.

Ma Dio ci ama, e non vuole il nostro male. Così, anche quando noi ci allontaniamo da Lui, Lui ci insegue. Come un innamorato segue la propria innamorata. Come un buon Pastore che non esita ad inoltrarsi nel deserto per cercare l’unica delle sue pecorelle che si è smarrita. Questo è Dio.

#Santanotte amici. Non rinunciamo a Dio! Non costruiamoci da soli il nostro inferno, ma collaboriamo a costruire il Regno di Dio! Dio vi e ci benedica, amici cari! 🙂 🙂 🙂

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “L’Arcangelo San Michele sconfigge Satana” di Luca Giordano, 1630, olio su tela, 293×202 cm, Chiesa di Santa Maria Immacolata Concezione, Roma