La porta è stretta, ma sempre spalancata per accoglierci

All’Angelus l’esortazione ad attraversare la porta della salvezza, occasione che non va sprecata. E la preghiera per l’attentato in Turchia.

Nonostante il caldo d’agosto sono molti i fedeli riuniti in una Piazza San Pietro che si prepara ad ospitare uno dei più grandi eventi del Giubileo: la Canonizzazione di Madre Teresa che si terrà il prossimo 4 settembre.

La riflessione di Papa Francesco è centrata sul tema della salvezza, ma dopo la recita dell’Angelus il pensiero va subito alla Turchia, ancora una volta colpita da una sanguinosa strage: “Mi ha raggiunto la triste notizia dell’attentato sanguinario che ieri ha colpito la cara Turchia. Preghiamo per le vittime, per i morti e i feriti e chiediamo il dono della pace per tutti”.

Pregare è lottare insieme con Dio per le cose importanti
Una risposta che spiazza

Il Vangelo di questa domenica ci presenta Gesù che, camminando verso Gerusalemme, viene avvicinato da un tale che gli pone questa domanda: “Signore, sono pochi quelli che si salvano?” (Lc 13,23). Gesù non dà una risposta diretta, ma sposta il dibattito su un altro piano, con un linguaggio suggestivo, che all’inizio forse i discepoli non capiscono: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno” (v.24). “Con l’immagine della porta – ha osservato Francesco – Egli vuol far capire ai suoi ascoltatori che non è questione di numero – quanti si salveranno – , non importa sapere quanti, ma è importante che tutti sappiano quale è il cammino che conduce alla salvezza”.

Pregare è lottare insieme con Dio per le cose importanti
Una porta spalancata per accogliere

Tale percorso prevede che si attraversi una porta. “Ma – ha domandato il Papa – dov’è la porta? Com’è la porta? Chi è la porta?”. “Gesù stesso è la porta! Lo dice Lui nel Vangelo di Giovanni: Io sono la porta” (Gv 10,9). “Lui – ha proseguito – ci conduce nella comunione con il Padre, dove troviamo amore, comprensione e protezione. Ma perché questa porta è stretta, si può domandare? Perché dice che è stretta? È una porta stretta non perché sia oppressiva, ma perché ci chiede di restringere e contenere il nostro orgoglio e la nostra paura, per aprirci con cuore umile e fiducioso a Lui, riconoscendoci peccatori, bisognosi del suo perdono. Per questo è stretta: per contenere il nostro orgoglio, che ci gonfia!”.

La porta della Misericordia di Dio è stretta ma sempre spalancata per tutti! Dio non fa preferenze, ma accoglie sempre tutti, senza distinzioni: Una porta stretta “per restringere il nostro orgoglio e la nostra paura”; una porta spalancata “perché Dio ci accoglie senza distinzioni”. E la salvezza che Egli ci dona è “un flusso incessante di misericordia, che abbatte ogni barriera e apre sorprendenti prospettive di luce e di pace”. “La porta stretta ma sempre spalancata: non dimenticatevi di questo”.

Pregare è lottare insieme con Dio per le cose importanti
La porta per uscire dalle chiusure

Gesù oggi ci rivolge, ancora una volta, un pressante invito ad andare da Lui: “a varcare la porta della vita piena, riconciliata e felice”. Egli aspetta ciascuno di noi, qualunque peccato abbiamo commesso, per abbracciarci, per offrirci il suo perdono. “Lui solo può trasformare il nostro cuore, Lui solo può dare senso pieno alla nostra esistenza, donandoci la gioia vera”. “Entrando per la porta di Gesù, la porta della fede e del Vangelo, noi potremo uscire dagli atteggiamenti mondani, dalle cattive abitudini, dagli egoismi e dalle chiusure”. Quando c’è il contatto con l’amore e la misericordia di Dio, c’è il cambiamento autentico. “E la nostra vita è illuminata dalla luce dello Spirito Santo: una luce inestinguibile!”.

Nessun uomo osi più versare il sangue del fratello
Un istante di raccoglimento

Il Papa ha poi chiesto a tutti i fedeli di raccogliersi in silenzio: “Vorrei farvi una proposta. Pensiamo adesso per un attimo alle cose che abbiamo dentro di noi e che ci impediscono di attraversare la porta: il mio orgoglio, la mia superbia, i miei peccati. E poi, pensiamo all’altra porta, quella spalancata dalla misericordia di Dio che dall’altra parte ci aspetta per dare il perdono”.

Pregare è lottare insieme con Dio per le cose importanti
Un’occasione che non va sprecata

Il Signore ci offre tante occasioni per salvarci ed entrare attraverso la porta della salvezza. “Questa porta – ha sottolineato Francesco – è l’occasione che non va sprecata: non dobbiamo fare discorsi accademici sulla salvezza, come quel tale che si è rivolto a Gesù, ma dobbiamo cogliere le occasioni di salvezza”.

Perché a un certo momento “il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta” (v.25), come ci ha ricordato il Vangelo. “Ma se Dio è buono e ci ama, perché chiuderà la porta a un certo punto? Perché la nostra vita non è un videogioco o una telenovela; la nostra vita è seria e l’obiettivo da raggiungere è importante: la salvezza eterna”.

“Alla Vergine Maria, Porta del Cielo, chiediamo di aiutarci a cogliere le occasioni che il Signore ci offre per varcare la porta della fede ed entrare così in una strada larga: è la strada della salvezza capace di accogliere tutti coloro che si lasciano coinvolgere dall’amore. È l’amore che salva, l’amore che già sulla terra è fonte di beatitudine di quanti, nella mitezza, nella pazienza e nella giustizia, si dimenticano di sé e si donano agli altri, specialmente ai più deboli”.

Alessandro Ginotta

Questo articolo è stato pubblicato anche su: LA VOCE DEL TEMPO

Alessandro Ginotta

Responsabile dell'Ufficio Stampa della Società di San Vincenzo De Paoli, Webmaster Cattolico, scrivo articoli (Spiritualità, Fede e Religione) per alcuni periodici cattolici.