Meditazioni e preghiere
Il sabato del fariseo

Il sabato del fariseo

Facebook
Twitter
Youtube
Youtube
SOCIALICON
Follow by Email
RSS

Certo che questa storia del sabato… proprio non va giù ai farisei. E’ un rospo davvero difficile da ingoiare!

Il mio in(solito) commento a:
Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito? (Luca 6,1-5)

E’ ferito l’orgoglio dei farisei… abituati ad essere sempre osannati si sentono minacciati da questo Gesù che non riescono a capire. Quello che non capiamo, quello che è “diverso”, ci fa paura. La Legge dei farisei, che loro tanto difendono, non viene da Dio, almeno non nella forma in cui i farisei la tramandano e la difendono.

Sono 10 i Comandamenti che Dio consegnò a Mosè sul Monte Sinai, ma, con il tempo, scribi e farisei hanno aggiunto precetti nel tentativo di codificare ogni cosa, ogni comportamento, ogni occasione. Così 10 Comandamenti sono diventati più di 600 precetti, impossibili da rispettare tutti insieme. Molte di queste regole, poi, proprio non avevano nulla a che fare con la fede, ma servivano solo a garantire il potere del forte sui deboli.

Eccoli gli otri vecchi, rinsecchiti, che non riescono a contenere la frizzante Verità del Vangelo. Sono quelli dei farisei. Tessuto vecchio e logoro che non può più essere riparato. Gesù è venuto a liberarci dalla schiavitù di una Legge scritta da mano d’uomo per il vantaggio dell’uomo e soltanto spacciata come proveniente da Dio: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci” (Matteo 23,13).

Sulla Legge, tra Gesù e farisei c’è scontro aperto. San Paolo scriverà: “Ora però siamo stati liberati dalla legge” (Romani 7,6). E ancora: “Non siete più sotto la legge, ma sotto la grazia” (Romani 6,14).

L’illusione di possedere la verità talvolta attribuisce all’uomo un’arroganza illimitata, gli sottrae la lucidità di valutare le situazioni e la capacità di comprendere. Davanti alla verità esaltata l’umanità si paralizza, diventa sorda e cieca. E i prodotti di questo simulacro di verità sono la violenza ed il sopruso. Ecco che i farisei, che dovrebbero essere uomini di fede, si trasformano nei peggiori mostri della terra, capaci addirittura di condannare a morte il Figlio di Dio. Detentori di un sapere che in realtà è fatto per la maggior parte di ignoranza, i farisei si arrogano il diritto di dare ordini a Gesù. Non solo. Addirittura pretendono di decidere che cosa sia lecito che il Figlio di Dio faccia e quando.

Quale uomo, nella storia, ha mai osato comandare il proprio Dio? La Legge prescrive il riposo in giorno di sabato, quindi, secondo il parere dei farisei, non era possibile che Gesù ed i suoi discepoli raccogliessero il grano neppure per mangiarne qualche spiga solo per sfamarsi. La risposta del Maestro è molto pacata, Egli spiega ai farisei che lo accusano, che La Legge di Dio è data per l’uomo, e non contro l’uomo. E si fonda su due principi fondamentali: l’amore verso Dio e l’amore verso il prossimo. Ogni altro uomo che ci circonda è un fratello, che va amato e rispettato. I farisei avrebbero osservato questo Comandamento se avessero offerto loro, agli uomini affamati che vagavano nel campo, di che mangiare. Questo è quello che Dio si aspettava che facessero. Invece stanno immobili, ai margini del campo, a lanciare accuse contro Gesù ed i discepoli. Facile!

Così è anche, molto spesso, l’uomo di oggi. Sempre pronto a criticare l’operato altrui in nome di regole, talvolta neppure scritte, e inventate dallo stesso uomo. L’amore, la carità ed il servizio verso gli altri nel bisogno, sono i pilastri dell’insegnamento di Gesù. Non rimaniamo prigionieri di leggi che non comprendiamo, ma liberiamo il nostro spirito e facciamolo volare sulle ali dell’amore.

#Santanotte amici cari, Dio vi accompagni nel cercare sempre la Verità che sta nella Luce del suo cuore, pieno d’amore e mai nel buio dell’odio dell’uomo!

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “Cristo nel campo di grano” di Thomas Francis Dicksee, 1883, olio su tela, 139.7 x 104.1 cm, Londra, collezione privata