Il Papa che viaggia in tram... e dà la carica ai giovani

Il Papa che viaggia in tram… e dà la carica ai giovani

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Alla GMG di Cracovia un discorso a braccio che ha catturato l’attenzione dei giovani… e non solo

“Finalmente ci incontriamo!” così Papa Francesco ha salutato i giovani che lo attendevano a Blonia. Francesco non cessa mai di stupirci: per incontrare i giovani il Papa ha viaggiato in tram dall’Arcivescovado di Cracovia al parco di Blonia. Sul tram, bianco e giallo, con la scritta: “tram del Papa”, insieme al Pontefice c’erano anche il cardinale Stanislaw Dziwisz, il sindaco di Cracovia, ed un gruppo di giovani portatori di handicap con i loro accompagnatori.

In mezzo ad una festa di colori e bandiere, i giovani, provenienti da tutto il mondo, hanno presentato i “Testimoni della Misericordia” : San Vincenzo de’ Paoli per l’Europa, la Beata Teresa di Calcutta per l’Asia, Santa Maria MacKillop per Australia e Oceania, Santa Giuseppina Bakhita per l’Africa, San Damiano de Veuster Molokai per l’America del Nord e la Beata Irma Dulce per l’America latina.

Il Papa che viaggia in tram... e dà la carica ai giovani
L’omaggio a San Giovanni Paolo II

Il primo pensiero del Papa è andato a San Giovanni Paolo II: “In questa sua terra natale vorrei ringraziare specialmente San Giovanni Paolo II – poi, rivolgendosi ai tantissimi giovani – ma forte, forte!”, è lui che ha dato impulso a questi incontri ed ora “dal cielo egli ci accompagna nel vedere tanti giovani appartenenti a popoli, culture, lingue così diverse con un solo motivo: celebrare che Gesù è vivo in mezzo a noi. E dire che è Vivo, è voler rinnovare il nostro desiderio di seguirlo”.

Il mondo vi guarda

“Quando Gesù tocca il cuore di un giovane o di una giovane – ha proseguito – questi sono capaci di azioni veramente grandiose. È stimolante sentirli condividere i loro sogni, le loro domande e il loro desiderio di opporsi a tutti coloro che dicono che le cose non possono cambiare”. Poi, scatenando un’ondata di applausi ha aggiunto: “È bello, e mi conforta il cuore, vedervi così esuberanti. La Chiesa – direi di più: il mondo – oggi vi guarda e vuole imparare da voi”.

La misericordia ha il volto giovane

“Perché un cuore misericordioso ha il coraggio di lasciare le comodità; un cuore misericordioso sa andare incontro agli altri, riesce ad abbracciare tutti. Un cuore misericordioso sa essere un rifugio per chi non ha mai avuto una casa o l’ha perduta, sa creare un ambiente di casa e di famiglia per chi ha dovuto emigrare, è capace di tenerezza e di compassione. Un cuore misericordioso sa condividere il pane con chi ha fame, un cuore misericordioso si apre per ricevere il profugo e il migrante. Dire misericordia insieme a voi, è dire opportunità, è dire domani, impegno, fiducia, apertura, ospitalità, compassione, sogni”.

Poi la domanda: “Ma voi siete capaci di sognare?” e dalla spianata di Blenia si è alzato un coro di “sì!”. “Quando il cuore è aperto e capace di sognare – ha ripreso il Papa – c’è posto per la Misericordia, c’è posto per accarezzare coloro che soffrono, c’è posto per mettersi accanto a quelli che non hanno pace nel cuore o a cui manca il necessario per vivere, o la cosa più bella: la fede”.

E’ molto coinvolgente Papa Francesco ed ha conquistato il cuore dei ragazzi che lo ascoltano: “Misericordia. Diciamo insieme questa parola: misericordia, tutti! Un’altra volta! Un’altra volta, perchè il mondo senta!”.

I giovani pensionati ed i venditori di fumo

Ma qualche volta i giovani si lasciano andare: “Mi addolora incontrare giovani che sembrano pensionati prima del tempo. Mi preoccupa vedere giovani che hanno gettato la spugna prima di iniziare la partita. O che si sono arresi senza aver cominciato a giocare. Sono giovani essenzialmente annoiati… e noiosi“.

E accanto al problema dei giovani sfiduciati, c’è anche quello di chi si lascia sedurre dai venditori di fumo: “Fa pensare quando vedi giovani che perdono gli anni belli della loro vita e le loro energie correndo dietro a venditori di false illusioni – ce ne sono! Venditori di false illusioni che vi rubano il meglio di voi stessi. E questo mi addolora. Io sono sicuro che oggi fra voi non c’è nessuno di questi, ma voglio dirvi: ce ne sono di giovani pensionati, giovani che gettano la spugna prima della partita, ci sono giovani che poi entrano nella vertigine con le false illusioni e finiscono nel niente”.

Il Papa che viaggia in tram... e dà la carica ai giovani
“Cari amici, vi chiedo: volete per la vostra vita quella vertigine alienante o volete sentire la forza che vi faccia sentire vivi e pieni? Vertigine alienante o forza della grazia? Cosa volete: vertigine alienante o forza di pienezza? Cosa volete?”. Guarda la folla. “Non si sente bene!”. I ragazzi gridano più forte. “Per essere pieni, per avere una vita rinnovata, c’è una risposta, c’è una risposta che non si vende, c’è una risposta che non si compra, una risposta che non è una cosa, che non è un oggetto, è una persona, si chiama Gesù Cristo. Un applauso! Vi domando: Gesù Cristo si può comprare?”. I ragazzi rispondono “No!”. “Gesù Cristo si vende nei negozi? Gesù Cristo è un dono, è un regalo del Padre, il dono del nostro Padre. Chi è Gesù Cristo? Tutti! Gesù Cristo è un dono! Tutti! E’ il regalo del Padre”.

Indaffarati come Marta, contemplativi come Maria

Prima del discorso del Santo Padre è stato letto il brano del Vangelo che racconta la cena di Gesù a casa di Marta e di Maria: “Le molte occupazioni ci fanno essere come Marta: attivi, distratti, sempre di corsa di qua e di là… Ma spesso siamo anche come Maria: davanti a un bel paesaggio, o un video che ci manda un amico nel cellulare, ci fermiamo a riflettere, in ascolto”. “Vuoi una vita piena? – ha chiesto il Papa – comincia a lasciarti commuovere! Perché la felicità germoglia e sboccia nella misericordia: questa è la sua risposta, questo è il suo invito, la sua sfida, la sua avventura: la Misericordia”.

Incontro con i giovani
“Allora tutti insieme, chiediamo al Signore: Signore lanciaci nell’avventura della misericordia! Lanciaci nell’avventura di costruire ponti e abbattere muri (siano recinti o reti); lanciaci nell’avventura di soccorrere il povero, chi si sente solo e abbandonato, chi non trova più un senso per la sua vita. Lanciaci ad accompagnare coloro che non ti conoscono e dirgli lentamente e con tanto rispetto il tuo nome, il perché della mia fede. Spingici, come Maria di Betania, all’ascolto di coloro che non comprendiamo, di quelli che vengono da altre culture, altri popoli, anche di quelli che temiamo perché crediamo che possono farci del male”.

“Fa’ che volgiamo il nostro sguardo, come Maria di Nazareth con Elisabetta, che volgiamo i nostri sguardi ai nostri anziani, ai nostri nonni per imparare dalla loro saggezza. Io vi domando: voi parlate con i vostri nonni? Eh! Così così, eh? Cercate i vostri nonni, loro hanno la saggezza della vita e vi diranno cose che commuoveranno il vostro cuore”.

“Eccoci, Signore! Mandaci a condividere il tuo Amore Misericordioso. Vogliamo accoglierti in questa Giornata Mondiale della Gioventù, vogliamo affermare che la vita è piena quando la si vive a partire dalla misericordia, e che questa è la parte migliore, è la parte più dolce, è la parte che mai ci sarà tolta. Amen”.

Alessandro GinottaCento giorni con Gesù, Alessandro Ginotta, Tau Editrice

Non un libro da leggere con gli occhi, ma un’esperienza da vivere con il cuore.

Al lettore che sfoglierà questo libro basterà scorrere l'indice per rendersi conto che non si tratta del “solito” commento al Vangelo ma di qualcosa di completamente nuovo per approccio, stile, linguaggio e contenuto. Sai cosa vuole Gesù dalla tua vita? Quante volte ci siamo fatti questa domanda? Perchè la mia preghiera non viene ascoltata? (e perchè non è così). Cento giorni con Gesù è una proposta per aiutarti ad affrontare il futuro in modo migliore, consapevole che nelle difficoltà, ma anche nelle gioie grandi o piccole di ogni giorno, non siamo soli, ma abbiamo al nostro fianco Cristo, che ci sorregge, ci consola, ci perdona, piange con noi e sorride con noi. Perchè vivere bene si può, e con Gesù è meglio!

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Alessandro Ginotta
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