Il Papa all’Angelus: Nessuna condanna a morte durante il Giubileo

L’appello di Papa Francesco all’Angelus: “Nessuna condanna a morte nell’Anno Santo”. Il ricordo del viaggio in Messico e il dono della Misericordina plus.

Il comandamento “non uccidere” ha valore assoluto e riguarda sia l’innocente che il colpevole. All’Angelus Papa Francesco ha lanciato un forte appello per l’abolizione della pena di morte chiedendo ai governanti, soprattutto “quanti tra loro sono cattolici” di compiere un gesto coraggioso ed esemplare: “che nessuna condanna venga eseguita in questo Anno Santo della Misericordia”.

Le società moderne hanno la possibilità di “reprimere efficacemente il crimine senza togliere definitivamente a colui che l’ha commesso la possibilità di redimersi”. Il Giubileo straordinario della Misericordia è “un’occasione propizia” per promuovere nel mondo forme sempre più mature “di rispetto della vita e della dignità di ogni persona”. Il Papa ha infine formulato l’augurio che il simposio dal titolo “Per un mondo senza la pena di morte”, che si terrà domani, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, possa “dare rinnovato impulso all’impegno per l’abolizione della pena capitale”.

 Il Papa all’Angelus: Nessuna condanna a morte durante il Giubileo

Il viaggio in Messico, esperienza di trasfigurazione

Prima dell’Angelus il Papa si è soffermato, come di consueto, sul Vangelo del giorno. Il brano di oggi racconta l’episodio della Trasfigurazione di Gesù.

“Il viaggio apostolico in Messico – ha detto Papa Francesco – è stata un’esperienza di trasfigurazione. Come mai? Perché il Signore ci ha mostrato la luce della sua gloria attraverso il corpo della sua Chiesa, del suo Popolo santo che vive in quella terra. Un corpo tante volte ferito, un Popolo tante volte oppresso, disprezzato, violato nella sua dignità. In effetti, i diversi incontri vissuti in Messico sono stati pieni di luce: la luce della fede che trasfigura i volti e rischiara il cammino”.

 Il Papa all’Angelus: Nessuna condanna a morte durante il Giubileo

Lo scambio di sguardi con la Madonna di Guadalupe

Il “baricentro” spirituale del pellegrinaggio è stato il Santuario della Madonna di Guadalupe. “Rimanere in silenzio davanti all’immagine della Madre era ciò che prima di tutto mi proponevo. E ringrazio Dio che me lo ha concesso. Ho contemplato, e mi sono lasciato guardare da Colei che porta impressi nei suoi occhi gli sguardi di tutti i suoi figli, e raccoglie i dolori per le violenze, i rapimenti, le uccisioni, i soprusi a danno di tanta povera gente, di tante donne”. Guadalupe è il Santuario mariano più frequentato al mondo. Da tutta l’America vanno a pregare là dove la Virgen Morenita si mostrò all’indio san Juan Diego, dando inizio all’evangelizzazione del continente e alla sua nuova civiltà, frutto dell’incontro tra diverse culture.

E questa è proprio l’eredità che il Signore ha consegnato al Messico: custodire la ricchezza della diversità e, nello stesso tempo, manifestare l’armonia della fede comune, una fede schietta e robusta, accompagnata da una grande carica di vitalità e di umanità. “Come i miei Predecessori – ha aggiunto Papa Francesco – anch’io sono andato a confermare la fede del popolo messicano, ma contemporaneamente ad esserne confermato; ho raccolto a piene mani questo dono perché vada a beneficio della Chiesa universale”.

 Il Papa all’Angelus: Nessuna condanna a morte durante il Giubileo

La ricchezza degli incontri

Un esempio luminoso di quanto sto dicendo è dato dalle famiglie: “le famiglie messicane mi hanno accolto con gioia come messaggero di Cristo, Pastore della Chiesa; ma a loro volta mi hanno donato delle testimonianze limpide e forti, testimonianze di fede vissuta, di fede che trasfigura la vita, e questo a edificazione di tutte le famiglie cristiane del mondo. E lo stesso si può dire per i giovani, per i consacrati, per i sacerdoti, per i lavoratori, per i carcerati”.

L’abbraccio con il Patriarca Kirill

“Una lode speciale eleviamo alla Santissima Trinità per aver voluto che, in questa occasione, avvenisse a Cuba l’incontro tra il Papa e il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, il caro fratello Kirill; un incontro tanto desiderato pure dai miei Predecessori. Anche questo evento è una luce profetica di Risurrezione, di cui oggi il mondo ha più che mai bisogno. La Santa Madre di Dio continui a guidarci nel cammino dell’unità. Preghiamo la Madonna di Kazan’, di cui il Patriarca Kirill mi ha regalato un’icona”.

Il dono della Misericordina Plus

Dopo l’Angelus il Papa ha fatto un dono ai fedeli. “La Quaresima – ha ricordato Francesco – è un tempo propizio per compiere un cammino di conversione che ha come centro la misericordia”. Perciò, oggi, “ho pensato di regalare a voi che siete qui in piazza una medicina spirituale chiamata Misericordina”. Già una volta “l’abbiamo fatto, ma questa è di migliore qualità: è la Misericordina plus”. Una scatolina che contiene la corona del Rosario e l’immaginetta di Gesù Misericordioso. “Ora – ha aggiunto il Papa – la distribuiranno i volontari, tra i quali ci sono poveri, senzatetto, profughi e anche religiosi. Accogliete questo dono come un aiuto spirituale per diffondere, specialmente in questo Anno della Misericordia, l’amore, il perdono e la fraternità”.

Di Alessandro Ginotta

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Alessandro Ginotta

Responsabile dell'Ufficio Stampa della Società di San Vincenzo De Paoli, Webmaster Cattolico, scrivo articoli (Spiritualità, Fede e Religione) per alcuni periodici cattolici.