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Meditazioni e preghiere
Dobbiamo diventare pagine viventi di Vangelo!

Dobbiamo diventare pagine viventi di Vangelo!

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Le capacità che abbiamo dentro non sono causali. Non sono frutto di una asettica combinazione di geni o un evento naturale fine a se stesso. Ma sono un dono di Dio. Ed è un autentico peccato sprecarle!

Il mio in(solito) commento a:
Sei stato fedele nel poco, prendi parte alla gioia del tuo padrone
(Matteo 25,14-30)


Il padrone parte per un viaggio e consegna delle monete d’oro ai suoi servi, che trovano il modo di fare fruttare il denaro ricevuto e lo restituiscono con gli interessi al ritorno del padrone. Tutti tranne uno che, per timore, ha tenuto nascosta la moneta. La paura però scoraggia dal prendere iniziative, induce a rifugiarsi in soluzioni sicure e garantite, e così si finisce per non realizzare niente di buono.

Le capacità che abbiamo dentro non sono causali. Non sono frutto di una asettica combinazione di geni o un evento naturale fine a se stesso. Ma sono un dono di Dio. Ed è un autentico peccato sprecarle! Non fare qualcosa che sapremmo fare e che potrebbe portare vantaggi a chi ci sta attorno, è un vero peccato, certamente è più grave di un furto e forse molto più grave della maggior parte dei peccati che conosciamo.

Amici, credenti, fedeli, in un mondo che sta degenerando e decadendo, offrendo il peggio di sè alla storia, noi che abbiamo una fiammella di Dio nel cuore, abbiamo un preciso dovere. Un dovere che non possiamo ignorare:

Dobbiamo diventare noi stessi pagine viventi di Vangelo! Perché Gesù ha bisogno di noi. Ha bisogno di persone sincere che, con la propria vita, diano il buon esempio. Persone assolutamente normali che conducono esistenze normali. Ma che nella loro quotidianità esprimano quei valori, quel modo di agire, quel modo di comportarsi, che Gesù ci ha sempre insegnato.

Ecco che proprio uno studente, un operaio, un fornaio, un medico… sì, proprio ciascuno di noi, si può trasformare in una pagina vivente di Vangelo nel momento in cui ne incarna i contenuti. A queste persone normali, a noi, Dio ha fatto un dono. Ci sarà chi ha la capacità di parlare e convincere chi lo ascolta, chi ha la capacità di scrivere sapendo rapire l’attenzione del lettore, chi ha la capacità di curare determinate malattie, chi ha la capacità di amare, anche nelle situazioni più estreme, e così via… interroghiamoci, amici cari: qual è il dono che Dio mi ha fatto? Quale talento mi chiede di usare, di mettere a frutto, per fare del mio meglio ed aiutare il prossimo? La risposta a questa domanda contiene una certezza: qualsiasi sia il seme che Dio ha posato in me, il mio dovere è quello di farlo germogliare, crescere e fruttificare.

Ecco che, anche oggi, come duemila anni fa, ci sono persone inviate da Dio (noi) nelle strade del mondo. Ecco che proprio noi dobbiamo farci portatori della Buona Novella non solo predicando… no… quello lo san fare tutti o quasi, ma… agendo. Con le nostre azioni, con il nostro vivere comune, noi possiamo davvero fare breccia nel cuore di chi vive lontano da Dio. Così la nostra vita si trasformerà in una splendida pagina vivente di Vangelo: un esempio per tutti!

Ecco il talento che tu, cara amica e tu caro amico che stai leggendo queste righe, non puoi proprio tenere nascosto!

Dio ha bisogno di noi. Non lo deludiamo sotterrando i nostri talenti, ma mettiamoli a frutto per il bene nostro e di tutta l’umanità. Dio vi dia la forza di farlo e benedica il vostro futuro!

Alessandro Ginotta

Dobbiamo diventare pagine viventi di Vangelo!

Il dipinto di oggi è: “Cristo benedicente” di autore anonimo di scuola spagnola del XVI secolo, olio su tela, 59х47 cm, Museo dell’Hermitage, San Pietroburgo

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