Dispensatori di carezze di Dio

Dispensatori di carezze di Dio

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“Portare la carezza di Dio a chi ne ha bisogno!” Si è tenuta oggi in una Piazza San Pietro gremita di fedeli, la seconda Udienza Giubilare del sabato. Un impegno di misericordia per tutti.

Il Giubileo è “una vera opportunità per entrare in profondità all’interno del mistero della bontà e dell’amore di Dio”. il Papa ci invita ad assumere un impegno “per offrire a quanti incontriamo il segno concreto della vicinanza di Dio”. Come fare? Parlando a braccio Francesco lo ha spiegato così: “la mia vita, il mio atteggiamento, il modo di andare per la vita deve essere proprio un segno concreto del fatto che Dio è vicino a noi. Piccoli gesti di amore, di tenerezza, di cura, che fanno pensare che il Signore è con noi, è vicino a noi. E così si apre la porta della misericordia”.

Dispensatori di carezze di Dio

La nostra buona volontà per migliorare la vita

“Che cos’è un impegno? E cosa significa impegnarsi?” Si chiede il Papa: “Quando mi impegno, vuol dire che assumo una responsabilità, un compito verso qualcuno; e significa anche lo stile, l’atteggiamento di fedeltà e di dedizione, di attenzione particolare con cui porto avanti questo compito”. Ogni giorno ci è chiesto di mettere impegno nelle cose che facciamo: nella preghiera, nel lavoro, nello studio, ma anche nello sport, nelle attività libere… Impegnarsi vuol dire “mettere la nostra buona volontà e le nostre forze per migliorare la vita”.

L’impegno di Dio per noi

Anche Dio si è impegnato con noi: “Il suo primo impegno è stato quello di creare il mondo, e nonostante i nostri attentati per rovinarlo, – e sono tanti – Egli si impegna a mantenerlo vivo”. Ma il suo impegno più grande è stato quello di donarci Gesù: “Questo è il grande impegno di Dio!”.

“In Gesù – ha proseguito Papa Francesco – Dio si è impegnato in maniera completa per restituire speranza ai poveri, a quanti erano privi di dignità, agli stranieri, agli ammalati, ai prigionieri, e ai peccatori che accoglieva con bontà. In tutto questo, Gesù era espressione vivente della misericordia del Padre”.

Dispensatori di carezze di Dio

Tutti siamo peccatori

“Vorrei accennare questo: Gesù accoglieva con bontà i peccatori. Ma se noi pensiamo in modo umano, il peccatore sarebbe un nemico di Gesù, un nemico di Dio… E Lui si avvicinava a loro con bontà, li amava e cambiava loro il cuore. Tutti noi siamo peccatori: tutti! Tutti abbiamo davanti a Dio qualche colpa. Ma non avere sfiducia: Lui si avvicina proprio per darci il conforto, la misericordia, il perdono. E’ questo l’impegno di Dio e per questo ha mandato Gesù: per avvicinarsi a noi, a tutti noi! E aprire la porta del suo amore, del suo cuore, della sua misericordia. E questo è molto bello. Molto bello!”.

Il nostro impegno per corrispondere all’amore di Dio

A partire dall’amore misericordioso con il quale Gesù ha espresso l’impegno di Dio, anche noi “possiamo e dobbiamo corrispondere al suo amore con il nostro impegno”. E questo soprattutto nelle situazioni di maggiore bisogno, dove c’è più sete di speranza. “Penso – ha aggiunto Francesco – al nostro impegno con le persone abbandonate, con quanti portano handicap molto pesanti, con i malati più gravi, con i moribondi, con quanti non sono in grado di esprimere riconoscenza… In tutte queste realtà noi portiamo la misericordia di Dio attraverso un impegno di vita, che è testimonianza della nostra fede in Cristo”.

Dispensatori di carezze di Dio

Farsi portatori della carezza di Dio

Il Papa ha poi rivolto a tutti un invito: “Sempre portare quella carezza di Dio, perché così Dio ha accarezzato a noi, con la sua misericordia”. Portarla agli altri, a quelli che hanno bisogno, a quelli che hanno una sofferenza nel cuore o sono tristi: “avvicinarsi con quella carezza di Dio, che è la stessa che Lui ha avuto con noi. Che questo Giubileo possa aiutare la nostra mentre e il nostro cuore a toccare con mano l’impegno di Dio per ciascuno di noi, e grazie a questo trasformare la nostra vita in un impegno di misericordia per tutti”.

Una preghiera per il ministero del Papa

In conclusione dell’Udienza Papa Francesco ha ricordato che lunedì 22 febbraio, festa della Cattedra dell’Apostolo Pietro, sarà un “giorno di speciale comunione dei credenti con il Successore di San Pietro e con la Santa Sede. Tale ricorrenza, in questo Anno Santo – ha precisato – sarà anche giornata giubilare per la Curia Romana, che opera quotidianamente a servizio del popolo cristiano. Vi esorto a perseverare nella preghiera a favore del mio universale Ministero e vi ringrazio per il vostro impegno nell’edificazione quotidiana della comunità ecclesiale”.

Di Alessandro Ginotta

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Cento giorni con Gesù, Alessandro Ginotta, Tau Editrice

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