Meditazioni e preghiere
Dio, grande, si fa piccolo piccolo

Dio, grande, si fa piccolo piccolo

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Ecco il mistero di un Dio così grande da non poter essere contenuto in tutto l’universo e, al contempo, così piccolo da potersi “infilare” nel nostro cuore.

Il mio in(solito) commento a:
Hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli (Matteo 11,25-27)

Un giorno, sant’Agostino in riva al mare meditava sul mistero della Trinità, volendolo comprendere con la forza della ragione. S’avvide allora di un bambino che con una conchiglia versava l’acqua del mare in una buca. Incuriosito dall’operazione ripetuta più e più volte, Agostino interrogò il bambino chiedendogli: «Che fai?» La risposta del fanciullo lo sorprese: «Voglio travasare il mare in questa mia buca». Sorridendo Sant’Agostino spiegò pazientemente l’impossibilità dell’intento ma, il bambino fattosi serio, replicò: «Anche a te è impossibile scandagliare con la piccolezza della tua mente l’immensità del Mistero trinitario». E detto questo sparì.

Dio è dei piccoli. Piccoli di età, come i bambini innocenti e curiosi, che lo cercano. E dei piccoli grandi, cioè di coloro che, essendo semplici ed umili di cuore, superano in levatura morale e spirituale qualunque gigante. Mi viene in mente Santa Teresa di Calcutta, piccola matita di Dio, goccia nel mare della bontà. E mi viene in mente Santa Caterina da Siena, patrona d’Italia e compatrona d’Europa, che mostrò i segni della sua santità appena dodicenne. Ma badate bene, amici, che la “piccolezza” alla quale si riferisce Gesù né si misura con il metro, né con l’età anagrafica, ma con l’umiltà.

Così, il piccolo, è colui che si sa abbassare. Chi sa mettersi in discussione. Chi non si aggrappa a comodi preconcetti, ma è pronto ad ammettere di non avere sempre ragione. Chi sa dire “mi dispiace”. Chi sa “pensare” anche con il cuore e non solo con la mente. Chi si sente sempre bambino agli occhi di Dio e, proprio come un bambino, è capace di affidarsi totalmente a Lui ed alla sua Parola. 

Sì, perché non è facile capire Dio. E la nostra piccolezza risiede anche in questo, saperci fidare di Lui anche quando proprio non riusciamo a comprenderlo.

Amici cari, ormai vi ho abituati a portarvi con me vicino a Gesù, con gli occhi della fantasia. Oggi proviamo a raggiungere, per un istante, il monte Calvario, nel momento più buio del mondo. Guardate quelle nubi minacciose e scure che si addensano all’orizzonte. Ascoltate il rombo del tuono, che si fonde con il rumore della terra che si spacca e trema sotto ai nostri piedi. Massi pesanti rovinano lungo i pendii. Il mondo intero sembra unirsi in un singolo, atroce, gemito di dolore. Guardiamo negli occhi queste persone che, a vario titolo, sostano sotto la Croce: la Vergine Maria ha il volto rigato dalle lacrime. Maria di Clèofa, Maria di Màgdala e San Giovanni non riescono proprio a staccare i loro occhi sgomenti da Gesù. Mentre tutti gli altri, legionari, gente comune, notabili, scribi e farisei appaiono impauriti e disorientati. Ma nessuno, proprio nessuno, in quel momento, ha capito che quello che sta vivendo non è l’ultimo capitolo del libro di Dio. No. Perché dopo la Croce, sotto la quale ci troviamo anche noi ora, c’è la Risurrezione

E se ci penseremo bene, amici cari, scopriremo che tutta la vita di Gesù, dalla nascita in una mangiatoia, all’infanzia nella bottega del falegname, alla maturità tra il mare della Galilea ed il deserto, a piedi, “senza neppure un luogo dove appoggiare il capo” (cfr. Luca 9, 51-62), fino alla flagellazione, alla corona di spine, alla morte in Croce, è una vita vissuta all’insegna dell’inattesa umiltà, della pacatezza sorprendente, della piccolezza disarmante. 

Perché vi ho portati qui oggi? Perché voglio capire insieme a voi che la logica di Dio sfugge dal nostro ragionamento. Che siamo troppo “piccoli” per comprendere come Dio ragiona, che cosa pensa, perché si comporta in un modo che, spesso, non siamo capaci di capire. Perché Gesù, umile sulla Croce, nel silenzio ha vinto il mondo (cfr. Giovanni 16,33) ed ha sconfitto la morte con la sua Risurrezione. E nessuno lo aveva capito. Forse neppure noi, nel nostro cuore.

#Santanotte amici, smettiamo di volerci sempre spiegare tutto ed impariamo ad affidarci a Dio, nella semplicità di un bambino. E Lui ci accompagnerà, oggi e sempre.

Alessandro Ginotta

Dio, grande, si fa piccolo piccolo
Il dipinto di oggi è: “Gesù benedice i bambini”, cromolitografia, 1869, 25.4 x 30.2 cm, Henry Howe, Library of Congress Prints and Photographs Division Washington, D.C. 20540 USA