Come trovare il coraggio?

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Fichi rinsecchiti… fichi miracolosi… e alberi di senape. Tutti e tre nascono da un seme molto piccolo…

Il mio in(solito) commento a:
Il granello crebbe e divenne un albero (Luca 13,18-21)

Troppo spesso sottovalutiamo gli effetti delle nostre azioni. E troppo spesso ci lasciamo andare al pessimismo, convinti che nessun rimedio sia efficace per affrontare i problemi del mondo. Così, a poco a poco, un po’ come un muscolo che non viene sollecitato dall’allenamento, la nostra anima avvizzisce, deperisce, diventa come un organismo defedato che non è più in grado di assolvere le proprie funzioni. Diventiamo noi come il fico rinsecchito (cfr. Matteo 21,18-19).

Fichi rinsecchiti… fichi miracolosi… e alberi di senape. Tutti e tre nascono da un seme molto piccolo. E’ vero, amici, che un seme può attecchire, oppure seccare. E forse per un seme solo che cresce fino a produrre un albero, chissà quanti altri semi verranno dispersi dal vento, o finiranno mangiati dagli uccelli, o non riusciranno ad attecchire perché il terreno su cui saranno caduti si rivelerà essere non sufficientemente fertile. Ma l’errore più grande è quello di rinunciare a priori. Quello di “partire sconfitti”, convinti che non si troverà una soluzione, che, per quanto l’uomo si sforzi, non sarà possibile cambiare i destini del mondo. Eccolo qui l’errore! Dichiararsi perdenti anzitempo!

Perché noi non vogliamo essere fichi rinsecchiti. Non è vero?

Rinunciare al seme, significa potenzialmente rinunciare ad un albero rigoglioso, che crescerà alto e robusto e produrrà cibo per l’uomo e rifugio per gli uccelli. Pensaci: un granellino minuscolo ed insignificante, come un seme di senape, può svilupparsi e diventare un albero possente. Proprio come il lievito fa gonfiare l’impasto, Dio può moltiplicare i tuoi sforzi e permetterti di ottenere un risultato impensabile. Che cosa ti chiede in cambio? Soltanto di crederci! Sì, di crederci. Di non scoraggiarti. Di continuare a provare. Di perseverare ed impegnarti. Di pregare coraggiosamente, un po’ come la vedova molesta che incalza il giudice della parabola (cfr. Luca 18,1-8).

Perché la fede è l’ingrediente più importante, ed è l’unico davvero insostituibile. Non dobbiamo mai smettere di credere, non dobbiamo mai perdere la speranza. E, se anche avremo gettato mille semi e tutti saranno stati portati via dal vento, il milleunesimo potrebbe essere quello buono, quello che attecchirà e diventerà un albero rigoglioso. Non darti per vinto a priori!

Perché a cambiare il mondo, a renderlo migliore, potrebbe essere proprio qualcosa di piccolissimo. Un miracolo dell’amore di Dio che nasconde un’energia sconfinata in un granello tanto piccolo come quello di senape.

#Santanotte amici! O Gesù, aiutami a non scoraggiarmi mai, anche quando tutto sembrerebbe suggerire il contrario. Aiutami a tenere sempre accesa la fiammella della fiducia e della fede. Illumina con la speranza la mia anima triste e buia. Consolami, incoraggiami. Aiutami a non rimandare a domani quello che potrei fare oggi. E dove io non posso arrivare, vieni Tu a guidare la mia vita. Mio Gesù, io credo in Te

Alessandro Ginotta

Cristo Pantocratore. Cattedrale di Cefalù, c. 1130

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