Che cos’è lo spirito del mondo?

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C’è lo spirito del mondo (hai notato la “s” minuscola?) e c’è lo Spirito di Dio (questa volta maiuscola!).

Il mio in(solito) commento a:
Voi non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo (Giovanni 15,18-21)

Io sono convinto che ciascun uomo sappia, in cuor suo, ciò che è bene e ciò che è male. E questo, indipendentemente dalla religione professata e, addirittura, indipendentemente dal fatto che quest’uomo creda o meno. Certo, ci sono persone che ascoltano la voce della loro coscienza ed altre che la soffocano, ma chiunque è capace, interrogandosi, di capire se quello che sta facendo è moralmente corretto oppure no.

Ciò introduce il concetto della “morale laica”, tanto caro al Card. Carlo Maria Martini. Non dobbiamo però cadere nel tranello di pensare che la morale sia qualcosa di scollegato dalla vita spirituale e da Dio. Come scriveva San Giustino, anche al di fuori del cristianesimo possiamo trovare valori di bontà e di verità. Da dove arrivano? Da quei semi che Dio ha messo dentro ciascuno di noi. Sì, perché ogni religione, anche la più lontana dal cristianesimo, nasce dal desiderio dell’uomo di colmare quella sete di infinito che ci porta a cercare risposte fuori di noi. A guardare oltre. A cercare non nella natura, ma nello spirito, la risposta alle nostre domande più profonde. In poche parole: a cercare Dio.

Tutte le religioni, in maniera più o meno precisa, hanno un’immagine di Dio. Una visione, ahimè talvolta imperfetta, in altre parole “sfocata”, ma pur sempre qualcosa (poco o tanto che sia) che si riferisce a valori assoluti ed eterni che ci parlano di Dio. Ci sono religioni ispirate da uomini che hanno visto meglio Dio, ed altre che lo guardano dietro alla lente deformante dell’imperfezione e del peccato. Ma tutte, in qualche misura, sono più o meno orientate verso principi di bontà e di verità che, seppure fuori della Chiesa, sono sempre espressione di Dio.

Scrive il Beato Papa Pio IX, nella enciclica Quanto Conficiamur: «Coloro che versano in una invincibile ignoranza circa la nostra santissima religione, ma che osservano con cura la legge naturale ed i suoi precetti, da Dio scolpiti nei cuori di tutti; che sono disposti ad obbedire a Dio e che conducono una vita onesta e retta, possono, con l’aiuto della luce e della grazia divina, conseguire la vita eterna».

Dunque sì, anche chi segue la voce della propria coscienza, pur senza professarsi cristiano, può accedere alla salvezza. Perché, un po’ come osserva San Giustino, costui è cristiano senza sapere di esserlo: «Coloro che hanno vissuto secondo il Verbo sono cristiani, pur essendo passati per atei, come presso i Greci Socrate, Eraclito e i loro simili, e presso i barbari Abramo, Anania, Azaria, Misaele, Elia e tanto altri di cui sarebbe troppo lungo citare qui le azioni e i nomi» (1 Apologia, 46,2-4).

San Giustino era convinto del fatto che in altre religioni, filosofie e culture siano individuabili i «semi del Verbo», cioè le tracce di quel Logos per mezzo del quale l’universo e l’uomo sono stati creati. Nella fede cristiana, invece, possiamo trovare la verità tutta intera e non solo frammenti.

C’è chi vede meglio… e chi un po’ più offuscato, ma tutti siamo capaci di capire se un’azione sia buona oppure da evitare. “L’uomo – si legge nel Catechismo della Chiesa Cattolica –  partecipa alla sapienza e alla bontà del Creatore, che gli conferisce la padronanza dei suoi atti e la capacità di dirigersi verso la verità e il bene. La legge naturale esprime il senso morale originale che permette all’uomo di discernere, per mezzo della ragione, il bene e il male, la verità e la menzogna” (CCC 1954).

Ma allora perché c’è chi compie il male? Perché esistono dittatori? Perché esiste la guerra?

Il fatto che siamo in grado di capire se un’azione, di per sé, è buona oppure no, non significa che, quell’azione, decidiamo di compierla. C’è un “attrito” molto forte che è lo “spirito del mondo” che ci porta – troppo spesso – a scegliere la “scorciatoia”, la strada più semplice, quella che porta alla ricchezza ed al tornaconto personale, travalicando quelli che sono i principi della morale universale. Che poi sono i principi che ci ha ispirato Dio.

Eccolo, lo spirito del mondo: è tutto ciò che ci trattiene dal fare il bene. Tutto ciò che ci allontana da Dio e ci spinge verso l’oscurità. Lo spirito del mondo è vuoto, triste e buio. Dovremmo capirlo anziché assecondarlo!

#Santanotte amici. Lo Spirito Santo ispiri sempre dentro di voi sentimenti di bontà, orientati verso Dio e vi dia la forza di fuggire, ora e sempre, dallo spirito del mondo!

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “Figura di Cristo”, di Heinrich Hofmann, 1884, olio su tela, Riverside Church, New York

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